Lavori Pubblici

Erogati in Italia 9,1 miliardi. Allo studio le carte su Brebemi e Tangenziale est Milano

Alessandro Lerbini

Il presidente Hoyer: «Siamo in attesa dei progetti del Mezzogiorno». Scannapieco: «Pronti a finanziare opere a lungo termine in project financing»

Erogazioni record in Italia nel 2011 per la Banca europea per gli investimenti sulla spinta delle infrastrutture, dell'energia e delle piccole e medie imprese. I dati presentati lunedì 19 marzo a Roma dal nuovo presidente Werner Hoyer e dal vicepresidente Dario Scannapieco evidenziano come l'Italia sia una dei primi beneficiari dei fondi in tutta Europa (con 150 miliardi si conferma il principale destinatario storico dei prestiti della banca dalla sua costituzione nel 1958).
L'anno scorso sono stati distribuiti 9,1 miliardi, di cui 3,5 alle Pmi che sono state 19.802, il 16,5% del totale delle piccole e medie imprese finanziate dalla Bei in tutto il continente. I nuovi contratti di prestito ammontano a 8,4 miliardi - in leggero calo rispetto al 2010 (8,8 milioni) e lontani dal record del 2009 di 9,7 miliardi - destinati in gran parte ai trasporti e alle grande opere (34%), all'energia (26%) e alle Pmi (17%), che hanno beneficiato di un finanziamento medio di 187mila euro.
Nelle infrastrutture, la Bei è attiva sui principali dossier anche con strutture finanziare innovative come il project bond. «Per questo strumento stiamo studiando un modello di sviluppo - afferma Scannapieco -. Per quanto riguarda le grandi opere come la Brebemi e la Tangenziale est esterna di Milano, infrastrutture direttamente connesse, stiamo valutando le carte per un nostro intervento».
La Banca con sede in Lussemburgo strizza l'occhio anche al project financing: «Una delle nostre missioni - continua il vicepresidente della Bei - è proprio quella di finanziare opere a lungo termine. Per l'Alta velocità, a esempio, noi siamo stati i principali finanziatori dopo lo Stato e tra le prossime priorità ci sono le interconnessioni transnazionali e le reti di trasporto locali». Gli altri obiettivi riguardano le Pmi coinvolte in attività di ricerca, sviluppo, innovazione e reti d'impresa, le energie rinnovabili e l'efficienza energetica. A livello europeo «la politica della Bei - afferma il presidente Hoyer - è quella di abbandonare lentamente le infrastrutture stradali in favore di quelle ferroviarie e su acqua». Per le opere al Sud, «abbiamo bisogno di progetti - dichiara Hoyer -
che ci vengano presentati dal Mezzogiorno. Noi siamo in attesa». La Bei proseguirà nel trend già avviato di graduale riduzione dei finanziamenti, soprattutto per mantenere la sua forza sui mercati rappresentata dal rating tripla A. «Dobbiamo fare di più con meno - conclude il presidente -, magari con nuove forme di garanzia».


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