Lavori Pubblici

Maltauro recupera il fatturato perduto

Alessandro Arona

Nel 2011 di nuovo vicina ai 500 milioni dopo il forte calo registrato nel 2010

L'impresa Giuseppe Maltauro Spa di Vicenza (n. 16 nelle classifiche delle imprese di costruzioni) ha recuperato lo scorso anno quasi l'intero fatturato perso in un difficile 2010. Se dunque il 2009 si era chiuso con il giro d'affari record di 500 milioni (dopo i 456 milioni dell'anno prima e i 288 mln del 2007 e prima ancora 183 mln del 2006), nel 2010 il valore della produzione era ridisceso a 403,5 milioni. Nel 2011 tuttavia - rivela il presidente Gianfranco Simonetto in questa intervista a "Edilizia e Territorio" - il fatturato è risalito a 480 milioni di euro.
Dottor Simonetto, come avete chiuso il 2011?
Con un fatturato in crescita da 400 a 480 milioni, nonostante i cantieri in LIbia, che si sono fermati completamente. E' migliorato anche l'Ebitda. Il portafoglio lavori poi è molto interessante.
Ecco, ci racconti qual è in questo momento la vostra presenza sulle grandi opere in Italia?
Ci sono state novità negli ultimi tempi. Comunque, sono quattro le cose importanti in essere. Primo: il lotto 54 della Variante di Valico, che vale 250 milioni. Siamo subentrati tempo fa alla fallita Ferrari, siamo capofila al 51%. I lavori sono ormai in dirittura d'arrivo, finiranno entro l'anno.
Secondo: la tratta ad alta capacità ferroviaria Treviglio-Brescia, dove siamo al 12% nel consorzio Cepav 2 (lavori per 180 milioni, che sono in fase di avvio).
Terzo: Pedemontana Lombarda, maxilotto2 (1,7 miliardi di lavori, capofila Strabag). Il contratto è stato firmato il 17 febbraio. Noi al momento siamo al 14%, ma la nostra quota potrebbe salire.
Quarto: l'autostrada Ragusa-Catania in project financing (circa 900 milione il valore, ndr). Nella gara Anas "fase due" nessuno ha fatto offerte, quindi il promotore è risultato aggiudicatario (capofila è la Silec del Gruppo Bonsignore, insieme alla francese Egis Project e alle italiane Maltauro e Tecnis, ndr). I lavori li faremo noi e Tecnis, ma qui i tempi sono ancora lunghi, perché dobbiamo fare la progettazione definitiva e la convenzione.
Come vede i project financing, presidente?
E' uno strumento straordinario per la PA. Ma essendo cambiato il panorama finanziario i parametri bancari si sono molto inaspriti. La stretta del credito comporta la necessità di un equity più alto e di tassi più elevati.
I project bond possono essere una opportunità per raccogliere finanziatori a lungo termine?
In un mercato "normale" forse sì, ma in questa fase collocare project bond mi sembra molto difficile; i tassi di interesse sarebbero molto salati per obbligazioni emesse da banche italiane, e gli oneri dovrebbe pagarli la società concessionaria.


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