Lavori Pubblici

Tre documenti a confronto: i professori No Tav, le ragioni del Governo e l'ex leader del dissenso Ferrentino

Maria Chiara Voci

Il sindaco di Sant'Antonino tenta una mediazione: dare centralità a una vera politica che incentivi il trasporto su ferro

Da una parte cinque pagine fitte, firmate dall'ex leader del Movimento no Tav, Antonio Ferrentino, che di fronte al muro contro muro degli ultimi giorni cercano di riannodare il dialogo, a partire dallo strumento cardine per il confronto, che è l'Osservatorio di Mario Virano. Dall'altra una lettera, scritta a gennaio da oltre 360 professori universitari, esperti e tecnici, che esprimono gravi preoccupazioni per un'opera giudicata inutile e dannosa per l'ambiente e chiedono un incontro urgente con il presidente del Consiglio, Mario Monti.
Sono contenute in questi due documenti, entrambi di pochi giorni fa, le visioni che animano, da un estremo all'altro, il complesso movimento che in Valsusa protesta contro la Torino-Lione. A tutto si contrappone, però, la ferma volontà dimostrata dal Governo di andare avanti con l'opera: terzo documento è infatti l'elenco, in 14 punti e sotto forma di domande e risposte, che la presidenza del Consiglio dei ministri ha pubblicato giovedì 8 marzo sul proprio sito, spiegando perché si farà il collegamento fra Torino e la capitale di Rhone Alpes.
Il sindaco di Sant'Antonino di Susa, unico amministratore no Tav ad aver mantenuto la propria rappresentanza in Osservatorio, ha inviato il suo documento nei giorni scorsi al governatore del Piemonte, Roberto Cota, perché possa essere una base di partenza per il tavolo convocato, con tutti gli amministratori locali, il prossimo lunedì. Tre i punti indicati per uscire dal tunnel: ottenere nuovi investimenti per una politica seria sui trasporti e sul trasferimento intermodale, scommettere di nuovo sul ruolo di mediazione dell'Osservatorio e garantire una governance unica al progetto, che non deve essere spezzettato per parti in mancanza di certezze sul reperimento dei fondi per l'intera opera. Il documento, dopo il placet di Piero Fassino, sindaco del capoluogo piemontese, e di Antonio Saitta, presidente della Provincia, è stato citato ad esempio anche dallo stesso leader del Pd, Pierluigi Bersani (anche se Ferrentino è uscito a suo tempo dal partito democratico ed è oggi coordinatore in provincia per Sel).
La lettera dei professori, invece, che fra gli altri porta la firma di Marco Ponti del Politecnico di Milano, storico oppositore del Tav, e di Ivan Cicconi, esperto di infrastrutture e appalti, chiede nella sostanza di abbandonare il progetto, perché antieconomico, ad alto impatto ambientale e troppo costoso in una fase di recessione economica. Il testo è stato inviato dal Movimento No tav ai parlamentari europei, per chiarire in modo fermo e puntuale quali sono i motivi che stanno dietro al dissenso. "La lettera - spiegano infatti i promotori dell'iniziativa - ha ottenuto in pochi giorni oltre 14mila consensi".
Già in parte in risposta alle obiezioni dei tecnici, il Governo nel proprio elenco di domande e risposte chiarisce, innanzitutto, come la Torino-Lione sia opera di carattere europeo, capace di avere effetti importanti sia sul dimezzamento dei tempi di percorrenza passeggeri fra Torino-Chambery sia sull'incremento del traffico merci. Per la prima volta, il documento (che fa luce sullo stato dei finanziamenti in essere) chiarisce anche che i territori attraversati dal primo lotto dell'infrastruttura saranno compensati con lo stanziamento di 135 milioni per opere di mitigazione ambientale. A questi si aggiungerà un rinnovato impegno da parte dello Stato nel cofinanziamento dei 300 milioni destinati a far funzionare il nodo di Torino.


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