Lavori Pubblici

Il percorso a ostacoli della Tav: tutti i numeri e le tappe del progetto

di Maria Chiara Voci

La versione "low-cost" della Torino-Lione prevede, come prima fase, la costruzione dei 57 chilometri della galleria Italia-Francia, che corrono per la maggior parte in territorio d'oltreconfine, più le due stazioni internazionali di St-Jean-de-Maurienne e Susa e il raccordo di 1,5 chilometri con la linea storica verso Torino

Rispetto al progetto della Torino-Lione che sfilava nelle carte del 2005, arrivato fino alla fase definitiva per la parte italo-francese e a quella preliminare, nei chilometri di avvicinamento a Torino, e il progetto di oggi, la distanza è siderale. In mezzo sono passate le proteste di Venaus, la trattativa con il Governo e il Tavolo di Palazzo Chigi, il complesso braccio di ferro con l'Europa per non perdere i co-finanziamenti, il gran lavoro di concertazione dell'Osservatorio di tecnici guidati di Mario Virano, organismo inventato ad hoc (una prima assoluta per un'opera pubblica), che si è riunito in questi anni 182 volte, per valutare ogni singola ricaduta della linea e tentare una proposta migliore per il "supertreno" verso la Francia.

Ma il dialogo si è rotto esattamente nel punto in cui dalle analisi generali, sui costi e sui benefici, si è passati a tracciare una linea sulle cartine. Nel frattempo, l'alleato migliore dei no Tav, nel rallentare l'opera e nel nascondere sotto la cenere il fuoco della protesta, che in questi giorni sta invece divampando, è stata la difficoltà dei Governi, sia italiano che francese, nel trovare le risorse necessarie per plasmare quella linea che, tenuto conto della riduzione dell'impatto ambientale e delle richieste di attenzione della Valle, si era trasformata in un lungo collegamento sotterraneo nel ventre della Valsusa, interrata per il 90% del suo tragitto. Costo totale stimato: 20 miliardi, da Settimo Torinese a Lione. Una cifra gigantesca, soprattutto se rapportata a una situazione di crisi economica come quella che sta attraversando l'Europa. Al punto che, dopo appena un anno dalla presentazione del tracciato finale, per far partire i cantieri è stato necessario per Italia e Francia prendere in mano le forbici e iniziare a sfrondare. Fino ad arrivare all'oggi, quando in sostanza la Torino-Lione che si farà è ridotta al tunnel di base, più stazioni di accesso internazionali.

L'opera low cost. La versione "low-cost" della Torino-Lione prevede, come prima fase, la costruzione dei 57 chilometri della galleria Italia-Francia, che corrono per la maggior parte in territorio d'oltreconfine, più le due stazioni internazionali di St-Jean-de-Maurienne e Susa e il raccordo di 1,5 chilometri con la linea storica verso Torino, all'altezza di Bussoleno. Con due Comuni coinvolti dai cantieri: Susa e Chiomonte, dove sta per partire la galleria di sondaggio della Maddalena.

Solo su questa prima porzione, individuata come transfrontaliera (all'interno della più ampia parte comune, che va da Montmélian a Chiusa San Michele), si è deciso di procedere con la progettazione definitiva. Il via libera è arrivato il 30 gennaio dall'accordo Italia-Francia, che ora dovrà essere ratificato dai rispettivi Parlamenti. Il costo indicato per il tracciato è di 8,2 miliardi (anche se le stime informali indicano già cifre non inferiori agli 8,7 miliardi): se l'Europa sarà disposta a coprire il 40% (anziché il 30%) della spesa, la quota a carico dell'Italia oscillerà fra i 2,8 e i 3 miliardi (pari al 57,9%) mentre i 2 miliardi restanti saranno coperti dall'Eliseo. L'avvio dei lavori è previsto per fine 2013 dal lato francese.

Sarà invece rimandata a data da destinarsi la realizzazione del tunnel dell'Orsiera, cioè il percorso mancante della parte comune in territorio italiano, da Bussoleno a Chiusa San Michele. Il tunnel, di 19,5 chilometri, era uno dei punti di forza del progetto rielaborato dall'Osservatorio di Mario Virano, perché consentiva di ridurre di molto l'impatto ambientale. Il costo stimato è 2 miliardi: ma per ora resta una chimera.

La stazione internazionale di Susa. Per la stazione di Susa è in corso un concorso di progettazione. Cinque le cordate ammesse alla seconda fase del progetto, tutte di livello internazionale, su 49 che hanno risposto al bando lanciato a cavallo di Natale. Sono stati scelti: Dietmar Feichtinger Architectes; Foster & Partners; Gmp Architekten von Gerkan Marg und Partner; Kuma & Associates Europe; lo studio italo-spagnolo Miralles/Tagliabue (Embt). Ora i raggruppamenti svilupperanno un progetto preliminare, fra cui sarà scelto il vincitore.

La tratta italiana dell'opera. Resta ferma, ancora in Conferenza dei Servizi, la tratta italiana della Torino-Lione. Si lavora a un progetto a basso impatto, che utilizzi la linea storica da Bussoleno alle porte di Torino, con la sola nuova tratta della bretella di Orbassano: costo di 2,2 miliardi rispetto al progetto tutto in variante da 4,4 miliardi. Anche qui il taglio per fasi ha costretto a rinunciare a pezzi portanti della linea: come la tratta di raccordo tra Chiusa San Michele e Buttigliera o la gronda merci di Torino. I treni ad alta capacità saranno, quindi, incanalati (con l'eccezione dei carichi pericolosi) nel passante ferroviario del capoluogo, in via di completamento e che avrebbe dovuto essere solo dedicato ai passeggeri.

Le compensazioni. Dopo tre anni di attesa il Governo è pronto (come ha confermato anche ieri il presidente del Consiglio, Mario Monti) a erogare la prima parte del finanziamento di circa 300 milioni, promesso nel 2009 alla Valle di Susa per compensare l'arrivo della Torino-Lione. I soldi, 100 milioni a carico della Regione e 202 dallo Stato, sono destinati a finanziare le sette stazioni del sistema ferroviario metropolitano di Torino.

Il cantiere della Maddalena. Altro discorso dall'opera principale, è quello del cantiere della Maddalena di Chiomonte, prima discenderia in Italia, per il sondaggio delle rocce in cui verrà scavato il tunnel di base. Sul lato francese le gallerie esplorative realizzate sono già tre. I lavori sono già partiti ed è questa l'opera contro cui, in questi giorni, protesta il movimento no Tav. L'imbocco dello scavo è localizzato a 4 km di distanza dalla futura galleria transfrontaliera, nei terreni recintati della Sitaf e dei proprietari privati no Tav. I lavori dureranno quattro anni e sono affidati alla cordata di aziende guidata dalla Cmc consorzio ravennate, gli stessi che avevano vinto già nel 2005 l'appalto per il cunicolo esplorativo di Venaus, poi bloccato dalla protesta della valle. La realizzazione della galleria, di 7,5 km, dovrebbe partire dall'estate.


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