Lavori Pubblici

Taranto, poteri speciali del Commissario per sbloccare le opere

Soddisfatta la Regione Puglia: la questione si trascina da anni, ora dovrebbero sbloccarsi opere publiche per 400 milioni di euro

Il presidente del Consiglio dei ministri, Mario Monti, ha firmato il decreto di nomina del Commissario per la realizzazione delle opere relative al porto di Taranto: lo rende noto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che ringrazia i ministri Corrado Passera e
Fabrizio Barca ed esprime «soddisfazione» perchè si tratta di un provvedimento amministrativo molto atteso per il quale il governatore era intervenuto più volte nei giorni scorsi.
«Sento il dovere - scrive Vendola - di ringraziare il Presidente del Consiglio prof. Monti per l'attenzione e la tempestività riservata a questa questione, che ha consentito di
risolvere nel giro di pochi giorni un problema sul tavolo ormai da anni». «La nomina del Commissario - prosegue Vendola - con il decisivo contributo dei ministri Passera e Barca, consentirà di realizzare in tempi celeri un'impressionante quantità di opere pubbliche che permetterà al porto di Taranto di diventare uno degli scali merci più attrattivi del Mediterraneo».

«Con il decreto di nomina del Governo di Sergio Prete quale commissario 'ad actá - afferma l'assessore alle infrastrutture e mobilitá della Regione Puglia Guglielmo Minervini - si apre per il porto di Taranto un'autostrada per la realizzazione di infrastrutture strategiche per circa 400 milioni di euro, che permetteranno straordinarie prospettive di rilancio e salvaguardia dei
livelli occupazionali». Il decreto permetterá all'attuale presidente dell'autoritá portuale, di beneficiare di poteri straordinari per agevolare le procedure di realizzazione delle opere di ammodernamento del porto jonico.
Gli interventi strategici, sui quali il commissario avrá competenze specifiche, sono la nuova diga foranea di protezione del porto fuori rada di Taranto del valore di 32 milioni, il collegamento
ferroviario del bacino logistico 'porto di Tarantò con la rete ferroviaria nazionale per 35 milioni di euro, il dragaggio e la cassa di colmata per 79 milioni, la piastra logistica del valore di 219
milioni, l'allargamento strutturale della banchina di levante del molo
San Cataldo per altri 35 milioni.

Finalmente, secondo il governatore Nichi Vendola «la prospettiva di una Puglia come piattaforma logistica del Mediterraneo e di Taranto come porto attrattivo del grande cabotaggio marittimo proveniente dal Canale di Suez, passa dalla retorica ai fatti». «Si tratta - evidenzia - di un passaggio storico che consente, peraltro, di cominciare a ridisegnare un futuro per la città di Taranto non esclusivamente legato alla grande industria manifatturiera».
Per il presidente della Regione Puglia, il provvedimento rassicura anche in ordine alla permanenza degli insediamenti della Taranto Container Terminal «che guadagnano una
prospettiva più sicura di valorizzazione dello scalo».
«Taranto - conclude Vendola - con il suo porto e in connessione con l'aeroporto di Grottaglie, diventa così uno dei punti di forza non solo dell'Italia, ma dell'intero bacino del Mediterraneo. Tale sviluppo sarà ancora più certo quando, speriamo già dai prossimi giorni, dovessero giungere le garanzie sul rafforzamento del sistema dei trasporti su ferro sulla linea adriatica».


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