Lavori Pubblici

Bergamo-Treviglio, 250 milioni dai privati per il nuovo collegamento

Massimiliano Carbonaro

Le caratteristiche: un tracciato di circa 13 km con due gallerie artificiali, un sottopasso della linea ferroviaria Milano-Treviglio e un viadotto di 75 metri

Una gara in project financing da 250 milioni in vista per la prossima estate: in gioco la realizzazione di una nuova autostrada regionale in Lombardia, una tratta che non solo connetterà la Pedemontana con la Brebemi ma che si svilupperà nel territorio di Bergamo arrivando fino alla tangenziale del capoluogo lombardo. Nei giorni scorsi la Conferenza dei servizi ha dato il via al progetto preliminare dell'opera: anche se manca ancora il consenso di 8 Comuni preoccupati per l'impatto sul territorio.
Riprende corpo e fa un passo decisivo la tratta che in origine si chiamava Interconnesione Pedemontana-Brebemi, IPB. Un tracciato di circa 13 km con 2 gallerie artificiali, un sottopasso della linea ferroviaria Milano-Treviglio e un viadotto di 75 metri: sono questi i connotati principali della nuova autostrada. L'obiettivo dell'infrastruttura è raggiungere dall'area provinciale di Bergamo i grandi assi autostradali in costruzione della Lombardia: in pratica un itinerario autostradale alternativo all'A4. L'idea di questa opera nasce una decina di anni fa con la Provincia di Bergamo sostenitrice, alla luce degli studi di traffico che già all'epoca evidenziavano la necessità di alleggerire la situazione, di una nuova autostrada. Ma fin quando Pedemontana e Brebemi non hanno cominciato a marciare speditamente è rimasta un'idea da sviluppare concretamente. Nell'ultimo anno e mezzo appunto, vista la concomitante situazione dei due assi nevralgici, anche questa tratta ha ripreso vigore con un promotore riconosciuto dal 2002 dalla Regione che vede come socio di maggioranza al 30% la Provincia di Bergamo, ma che ha al suo interno anche Autostrade lombarde, gli enti locali bergamaschi e alcuni costruttori come il consorzio Eureca, Impresa Pizzarotti e Consorzio Gol. Uno degli elementi di novità con la ripartenza dell'iniziativa è l'allargamento della tratta che non solo connette Brebemi e Pedemontana ma si allunga fino al raggiungimento della tangenziale di Bergamo: una soluzione rappresentata anche dal nuovo nome sociale, Autostrade Bergamasche. Una strategia che amplifica il volume di traffico e consente che il piano finanziario dell'opera si regga sulla base solo dei pedaggi, senza cioè necessitare di finanziamenti pubblici – cosa per altro richiesta dalla Regione Lombardia. Con queste premesse il progetto preliminare è entrato in Conferenza di Servizi. «Adesso stiamo lavorando – ha spiegato Bruno Bottiglieri, direttore generale della società promotrice – per adottare nel progetto quanto emerso dalla Conferenza. Su questa base dobbiamo poi rilevare quanto cambiano i costi e verificare la fattibilità del piano finanziario. Ci vorrà qualche mese». Una volta che sarà completato questo adeguamento, Infrastrutture lombarde, il braccio tecnico della Regione Lombardia, potrà bandire la gara per individuare il concessionario. Presumibilmente si arriverà all'estate e sarà una gara in project financing su due fasi. Trattandosi di un'autostrada regionale e non prevedendo contributi pubblici non è previsto un passaggio a livello nazionale se non per lo studio di impatto ambientale. Sarà questa – come richiesto dalla Regione – un'autostrada con il sistema di pedaggiamento completamente automatico con un sistema di esazione "free flow" che consentirà di eliminare i caselli, ma permetterà anche una politica di differenziazione dei costi di pedaggio per i residenti guadagnando consenso sul territorio. «L'elettronica – ha confermato il direttore Bottiglieri – ci consente soluzioni di questo tipo ed ho già in mente un paio di idee su come fare».


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