Lavori Pubblici

Grandi aeroporti, per gli investimenti torna la corsia preferenziale - Pronto il Dpcm per Sea

Giorgio Santilli

Adr, Sea e Save fuori delle procedure europee: in gioco investimenti per 2 miliardi entro il 2015


Mario Monti è pronto a sbloccare il contratto di programma Sea e il piano di investimenti da 1,5 miliardi per Malpensa e Linate. Il Dpcm, che ridefinisce anche gli aumenti delle tariffe aeroportuali (a carico delle compagnie aeree) necessarie per finanziare i lavori, è il tratto terminale della procedura di approvazione, «salvata» dal Governo con una norma ad hoc (articolo 22, commi 2-3) nel decreto legge 5 sulle semplificazioni.
Nel provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri e pubblicato in Gazzetta ufficiale il 9 febbraio è previsto infatti che siano fatte salve, rispetto all'introduzione delle regole Ue disposta dal precedente decreto liberalizzazioni per tutti gli aeroporti con più di un milione di passeggeri, le procedure di approvazione dei contratti di programma già in corso: oltre alla Sea beneficeranno della corsia preferenziale anche Adr (Roma) e Save (Venezia) che però sono più indietro nella definizione delle convenzioni. Intanto hanno assunto una dura presa di posizione le compagnie aeree - con un comunicato Assoaereo/Ibar - per esprimere contrarietà all'adeguamento dei diritti aeroportuali in assenza di tangibili migliioramenti della qualità dei servizi.

Si tratta ora di capire se questa posizione rallenterà nuovamente le procedure all'esame del Governo. Per Milano si è sbloccata nei giorni scorsi l'istruttoria del ministero delle Infrastrutture che, d'intesa con l'Economia, ha spedito a Palazzo Chigi il Dpcm per la firma del presidente del Consiglio. Viceversa, per Roma e Venezia, non è stato ancora trovato quell'equilibrio economico-finanziario tra le posizioni del concessionario, quelle dell'Enac e quelle del ministero delle Infrastrutture che porta alla conclusione del percorso: nel caso di Adr per la mancata soluzione del conteggio delle perdite pregresse che la concessionaria attribuisce ai mancati aumenti tariffari nel caso di Save per il conteggio dei contributi pubblici assegnati in passato al concessionario per una serie di interventi ricompresi nel contratto di programma. che pure la società di gestione veneziana considera compensativi di mancati aumenti delle tariffe
La dimensione dei tre piani è ingente, anche rispetto al tema del rilancio delle infrastrutture. Se si sceglie un orizzonte più realistico e vicino, quello del 2015-2016, i tre piani comportano un investimento complessivo di quasi due miliardi: per l'esattezza 1.928 milioni, di cui 690 milioni del piano Sea (600 a Malpensa, 90 a Linate), 910 milioni del piano Adr (898 a Fiumicino, 27,6 a Ciampino), 328 milioni del piano Save.
Se invece si sceglie l'orizzonte più lungo del 2021, l'investimento vincolante diventa di 4.638 milioni: 1.509 milioni del piano Sea (1.329 milioni a Malpensa e 180 a Linate), 2.529 del piano Adr fino alla data di scadenza della concessione del 2021 (2.528 milioni a Fiumicino più 100,7 milioni a Ciampino), 600 del piano Save. Per Adr, alla scadenza della concessione (2041), il piano complessivo di investimenti prevede oltre 11 miliardi di investimenti.
Quella del rinnovo dei piani aeroportuali è una partita che dura da tre anni e in passato è stata più volte bloccata dall'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che ha chiesto procedure garantiste per l'approvazione dei piani e degli aumenti tariffari, rispedendo indietro piani che erano stati approvati da Enac e ministero delle Infrastrutture.
Viceversa il ministero delle Infrastrutture - spinto anche dalla priorità di avviare i lavori e di favorire la partecipazione dei capitali privati - ha fatto approvare, a più riprese, norme di legge per accelerare le procedure e anticipare gli aumenti tariffari. Nella procedura che ora il Governo "rispolvera" viene saltato anche il passaggio al Cipe che nella procedura ordinaria (per gli altri concessionari) finora ha sempre espresso le prescrizioni rispetto alla proposta Enac-concessionario avallata dalle Infrastrutture.

Intanto hanno assunto una dura presa di posizione le compagnie aeree contrarie all'adeguamento dei diritti aeroportuali in assenza di tangibili migliioramenti della qualità dei servizi.


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