Lavori Pubblici

9.Ghella

Export e mercato locale, costruzioni e silicio: lo sviluppo corre sul doppio binario

Dopo che nel 2009 aveva scalato la classifica di sei posizioni e si era fatta notare come l'impresa più dinamica (per sola crescita interna), nel 2010 Ghella rallenta il passo. E, quanto alla classifica delle imprese esportatrici lascia il podio a Bentini (che ha però una vocazione più impiantistica).
Giunta al 117° anniversario è una realtà imprenditoriale (familiare) attiva a 360° nelle infrastrutture con focalizzazione nella realizzazione di gallerie per ferrovie e metropolitane (con un'efficienza tale da potersi permettere di lavorare anche con successo in subappalto). Oltre al core business l'impresa romana diversifica nelle concessioni, nei servizi di pubblica utilità e negli impianti energetici fotovoltaici. In quest'ultimo settore dal 2008 avendo messo a segno un'acquisizione strategica: Gransolar, società spagnola creata da alcuni tecnici "transfughi" di Acciona, nel cui capitale è dapprima entrata con una quota del 50% (rinominandola GransolarGhella) poi accresciuta al 60 per cento.
Il suo vero vantaggio competitivo è una strategia che si potrebbe chiamare «glocal»: un'internazionalizzazione perseguita operando come impresa locale e concentrandosi su un unico grande e promettente mercato: il Centro/Sud America. In quest'area infatti conta su sedi secondarie in Argentina, Brasile, Costarica, Guatemala, Haiti, Panama, Repubblica Dominicana e Venezuela. Ma soprattutto (dal 2007) su una partecipazione al capitale dell'impresa argentina Iecsa paritetica a quella di una famiglia tanto potente da esprimere il governatore dello Stato di Buenos Aires: Maurizio Macri. Essa è leader in patria con un portafoglio ordini che a fine 2010 raggiunge 637 milioni, appaltatrice di tratte ferroviarie e protesa alle nuove concessioni autostradali.
La riuscita di questa strategia è dimostrata da una quota di fatturato all'estero che nel quinquennio 2006-2010 si attesta mediamente all'84,5 per cento. Nel 2010 Ghella si colloca 105a nella classifica dei Top International Contractors (dalla 91a del 2009 quando però esportava per il 92%). Malgrado all'estero sia arrivata a una quota di fatturato record non trascura il mercato delle grandi opere in Italia poiché ha una qualifica di II livello quale contraente generale.
Nel 2010 il rallentamento della cifra d'affari (meno 4,7%) non preoccupa perché – si legge nel bilancio – ci si attende una significativa crescita già a partire dall'anno in corso sia nel core business che per il traino delle installazioni nel fotovoltaico.
Ecco come è ripartita la produzione per area geografica: l'America Latina incide per il 78,4% ed è trainata da Venezuela (26,6%), dove con Impregilo e Astaldi sta da vent'anni realizzando il nuovo sistema ferroviario nazionale, e Argentina (24,2%). Un ulteriore 0,9% è invece relativo al mercato australiano nel quale Ghella (novità assoluta per un'impresa italiana) si è aggiudicata un importante contratto (300 milioni pro quota) di progettazione, costruzione e gestione del tunnel stradale Northern Link a Brisbane nell'ambito del consorzio Transcity capitanato dal gruppo spagnolo Acciona con l'impresa locale Bmd Holdings. Una segmentazione per settore di attività mostra che le opere infrastrutturali (di trasporto e non) incidono per il 78,9% e le centrali elettriche più gli impianti fotovoltaici per il 13,7 per cento.
Il rallentamento della produzione impatta pesantemente sui margini operativi: l'Ebitda si contrae del 42% a causa di un incremento del 15,3% dei costi di produzione e l'Ebit del 52,2 per cento. Nonostante ciò la redditività della gestione caratteristica è elevata: 14,2 e 9% rispettivamente l'Ebitda e l'Ebit margin. Sulla scia della ridotta marginalità l'utile netto si contrae del 60,3% (vale il 2,1% della cifra d'affari) a causa sostanzialmente del maggior carico fiscale. Quanto al patrimonio i debiti finanziari netti crescono del 15,5% pur beneficiando, nel mercato venezuelano, degli incassi da committenti intervenuti nell'esercizio e della svalutazione di alcune passività espresse in valuta locale. A fronte dell'indebitamento il rapporto debt/equity peggiora (dallo 0,83 del 2009 all'1,02) per effetto di una riduzione del 5,3% del patrimonio netto.
A rassicurare sulla ripresa del fatturato è un portafoglio ordini accresciuto del 30,1% (di cui il 40,9% è imputabile agli ordini acquisiti nel solo 2010) per effetto delle nuove acquisizioni (sia in Italia che all'estero) nel settore delle concessioni di costruzione e gestione di impianti fotovoltaici e per l'inclusione del maxicontratto stradale in Australia per i cui lavori, partiti nel 2011, sono stati già incassati i pagamenti per lo start up. Analizzando il portafoglio per settori di attività si evince un ridimensionamento del business delle costruzioni generali sulla produzione totale da eseguire (64,8%) e un forte impulso delle concessioni fotovoltaiche (25,3%) che accrescono il peso relativo del mercato domestico dove si localizza il 32% degli ordini da realizzare.
In Italia il più importante contratto del 2010 (con la formula dell'appalto integrato) è per conto di Autostrade per l'Italia relativo all'allargamento a tre corsie del tratto Ancona nord-Ancona sud dell'autostrada A14 per 258,3 milioni pro quota.
Malgrado l'aumento del portafoglio ordini il numero dei dipendenti cala, su base annua, del 9%: ma solo nella componente operai (meno 15,2%) mentre i dirigenti crescono del 7,8% e gli impiegati del 6 per cento.


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