Lavori Pubblici

8.Unieco

Punta sulla diversificazione e cresce del 35,6% spinta dall'avvio della Brebemi

Con un balzo della cifra d'affari del 35,6% (tutta in Italia) guadagna due posizioni in classifica e si posiziona seconda tra le cooperative della Lega (superando Cmb). Il segreto è quello di presidiare più settori (tutti riferiti alle costruzioni e al territorio) con divisioni che si rafforzano per i servizi (e le risorse) posti in comune.
Nata nel 1985 dalla fusione delle cooperative Ircoop e Unicoop (anche se il suo nucleo originario risale al 1904, alla Cooperativa Muratori di Campagnola), Unieco è oggi un gruppo articolato in cinque divisioni: "Costruzioni Italia" e "Costruzioni Emilia"; la divisione "Ambiente", attiva nelle bonifiche ambientali e nella realizzazione di impianti per il trattamento dell'aria, dell'acqua e dei rifiuti, la divisione "Laterizi", che opera con un impianto di produzione e si specializza nella realizzazione di mattoni e, infine, la divisione "Ferroviario", vero "fiore all'occhiello" di Unieco che – nella "nicchia" dell'armamento è al top dell'offerta nazionale grazie a una serie di acquisizioni di successo: dapprima nel 1999 con l'acquisto della maggioranza del capitale di Clf – Costruzione Linee Ferroviarie, poi con l'aggiunta delle attività di Arfer (2000), di Sifel e Lavori Ferroviari Sud (2007) e, nel 2010, di New Sorema Ferroviaria che si occupa della progettazione, costruzione, manutenzione e commercializzazione di macchine per l'armamento ferroviario.
Una (piccola) freccia all'arco di Unieco è la società Unieco Sport, uno spin off per la realizzazione di impianti sportivi.
Unieco può inoltre contare (dal 2009) sul consorzio stabile Eureca (con Cmb) che si propone come contraente generale sia in Italia che all'estero e ha come elemento di differenziazione la specializzazione ferroviaria di Clf (tanto che la sua prima grande aggiudicazione è il potenziamento del nodo ferroviario di Genova-Voltri-Brignole), società che potrebbe aprire alcuni mercati all'estero, quelli che l'azionista olandese, al 40%, Strukton lascia al suo autonomo "scouting" commerciale. Ciononostante il consorzio non ha ancora ottenuto successi commerciali fuori d'Italia ma si è limitato, per presidiare il mercato balcanico ad aprire una sede in Serbia e una in Croazia.
Inoltre – dal 2010 – si posiziona anche nell'ambito mercato delle concessioni autostradali partecipando al capitale della società Holcoa (con Cmb, Cmc, il consorzio Ccc e i partners finanziari Cooperare e Ugf Merchant) che ha acquistato da Autostrade per l'Italia il 24,9% della Sat (Società Autostrada Tirrenica).
Dopo un 2009 di stagnazione nel 2010 Unieco accresce il fatturato del 35,6% per effetto – si legge nella relazione di bilancio – dello stimolo dei lavori stradali a fronte dell'inizio della realizzazione dell'autostrada Brescia-Bergamo-Milano per conto della società Brebemi (di cui è anche azionista al 2,2% e per la quale esegue gran parte dei lavori dato che il Ccc le ha affidato il 75% delle opere di sua competenza) e della ripresa dell'attività nell'edilizia residenziale (più 49%): non certo evidente in questa stagione di crisi immobiliare.
Ottimo è anche l'andamento della divisione ferroviaria che, con un fatturato di 110 milioni fa registrare una crescita del 27,9%, nonché quello della divisione ambiente che nel 2010 esprime un fatturato di 76,7 milioni (più 42%) e arriva a incidere per il 14,3% nel totale. In flessione è invece la divisione "Laterizi", ormai del tutto residuale.
Malgrado il buon andamento produttivo sia i margini della gestione caratteristica che il risultato netto dell'esercizio sono in flessione: rispettivamente meno 11,5% l'Ebitda, meno 24,5% l'Ebit e meno 43,1% l'utile a causa – si legge nella relazione di bilancio – dell'incidenza di «molteplici fattori derivanti dalla criticità del mercato che ha accresciuto la competizione su ogni lavoro». Ciononostante la redditività si mantiene discreta: 9% l'Ebitda margin, 4,8% l'Ebit margin e 1,9% il net margin.
La posizione finanziaria netta si aggrava del 53,9% per una maggior esposizione sia nei confronti degli istituti finanziari per far fronte agli investimenti nelle commesse a lungo termine, sia delle società partecipate a sostegno delle politiche di sviluppo dei loro business.
Essa, se rapportata al patrimonio netto (rafforzato del 3,7%), esprime un grado di indebitamento di 1,26 (0,85 nel 2009). La tensione finanziaria non è indifferente soprattutto se si considera che l'Ebitda assicura una copertura delle passività per il solo 14,8 per cento.
Venendo agli aspetti di natura commerciale, gli ordini acquisiti nel 2010 sono significativamente inferiori (meno 28,5%) e determinano una contrazione del portafoglio ordini (ancora tutto in Italia) dell'1,1 per cento. Ciononostante la forza lavoro cresce del 7,3% con un determinante incremento della componente operaia (più 16,5%).
Tra le principali commesse acquisite nel quinquennio 2006-2010 si ricorda oltre al già citato project financing per la realizzazione dell'autostrada Brescia-Bergamo-Milano e al general contracting per il potenziamento del nodo ferroviario di Genova tramite il consorzio Eureca, la partecipazione alla società di progetto (con una quota del 4,1%) che realizzerà la Tangenziale esterna di Milano (guidata da Impregilo) per un ammontare pro quota di 145,5 milioni.


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