Lavori Pubblici

7.Condotte

Tra le prime dieci ma in calo Contrasta la stagnazione del mercato interno con l'estero

Perde due posizioni in classifica l'impresa della famiglia Astaldi/Bruno (che la controlla attraverso la holding Ferfina, alla quale partecipa con un modesto 4,96% Pizzarotti) fa fatica a crescere perché sconta la stagnazione di un mercato domestico che gradualmente cerca di compensare con quello estero. L'incidenza del fatturato all'estero nel 2010 arriva al massimo (26,3%) e la colloca 181a nella classifica dei Top international contractors (178a nel 2009).
La storia recente ha origine nel 1997 quando, a seguito della privatizzazione Italstat, la Società italiana per condotte d'acqua (fondata nel 1880) entra a far parte del gruppo Ferfina cui facevano capo Ferrocemento (già della famiglia Bruno), Gambogi e Recchi per dar vita, nel 1999, a un'unica realtà operativa: Condotte. Nel 2008 al portafoglio di partecipazioni si aggiunge il 55% di Cossi costruzioni, che oltre a portarle in dote 132 milioni di fatturato nel 2010 (più 15% su base annua) e un portafoglio ordini di 360 milioni le consente di meglio presidiare il mercato elvetico e quelli attigui. La ricerca di diversificazione geografica e di prodotto sfocia nel 2011 con altre due operazioni. La prima è l'acquisto, tramite Cossi, della società svizzera Lgv, attiva dal 1962, già filiale di Lodigiani, nelle opere pubbliche con un fatturato di 21,5 milioni di franchi, rafforza le attività in territorio elvetico, di lunga data, di Cossi. La seconda riguarda la costituzione di una società per concessioni di costruzione e gestione di centrali idroelettriche in Macedonia. La scelta di presidiare alcuni mercati europei promettenti è coerente ma le dimensioni in gioco potrebbero non essere sufficienti a controbilanciare l'erosione di attività in Italia.
Oggi il gruppo è articolato in quattro divisioni: "Grandi opere" della quale fanno parte la citata Cossi costruzioni oltre a tre società estere: Condotte America (51 milioni di fatturato, più 17,3%), Condotte Romania e Condotte Algeria. La divisione "Immobiliare" con le società Condotte immobiliare e Condotte service (i cui fatturati – 23,6 e 2,6 milioni – compaiono nel bilancio della holding Ferfina e non nel consolidato del gruppo Condotte). La divisione "Agricola" con la società Agricola Roncigliano al cui capitale partecipano Condotte immobiliare (60%) e la capogruppo (40%). La divisione "Ambiente" che include Amest (partecipata al 25%) che opera nel mercato internazionale dello smaltimento dei rifiuti.
Nel merito dell'esercizio 2010, il fatturato cresce del solo 2% (in linea con il piano triennale), trainato dai lavori stradali che incidono per il 40 per cento. A questo proposito stupisce che Condotte sia stata antesignana nell'acquistare (minime) quote azionarie di società concessionarie autostradali quali la Serenissima e l'Autobrennero, in vista di un mercato "captive" per poi abbandonare quella politica proprio quando altre concorrenti (Astaldi in primis) la imboccano. In termini di aree geografiche il mercato domestico è largamente dominante mentre all'estero Nord America, Europa (sostanzialmente Svizzera) e Medio Oriente hanno "pesi" equivalenti.
Quanto alla prestazione reddituale, se il margine operativo lordo (Ebitda) si incrementa del 22,2%, quello netto (Ebit) si assottiglia del 30,6% per effetto – si legge nella relazione di bilancio – dell'incremento degli ammortamenti a seguito dei maggiori investimenti in macchinari nonché dell'ammortamento degli oneri per fermo cantiere del sesto lotto dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria. Se rapportati al fatturato incidono rispettivamente per il 6,5 e l'1,6 per cento. Al netto delle gestioni non ordinarie il conto economico si chiude con un utile cresciuto del 53,3% (perché beneficia di un minor carico fiscale) ma rimane risicato (1% il net margin). Nello stato patrimoniale invece la posizione finanziaria netta peggiora del 51,6% a causa – si legge nella relazione – del ritardo dell'iter approvativo di una commessa ferroviaria in Algeria e delle difficoltà operative e finanziarie del citato contratto della Salerno-Reggio Calabria. Essa, se rapportata al patrimonio netto (diminuito del 9%) genera un rapporto debt/equity che vale 1,29 (ben più dello 0,77 di un anno prima). Venendo agli aspetti commerciali il portafoglio ordini a fine 2010 si riduce del 5,2% ed è per il 47,4% relativo a lavori all'estero (l'incidenza più alta del quinquennio). L'area geografica che si considera più promettente è il Nord Africa (25,3% degli ordini in portafoglio) forte degli importanti contratti ferroviari in Algeria. Va sottolineato che il portafoglio ordini sarebbe vicino alla soglia dei 10 miliardi se si tenesse conto anche dei contratti in project financing nei quali la società è promotrice con diritto di prelazione e quelli in general contracting per i quali non si è ancora giunti alla stipula dell'atto integrativo, volontariamente non inclusi in ottemperanza a un principio di prudenza.
La commessa più importante del 2010 è la tratta Treviglio-Brescia della linea ferroviaria Ac/Av Milano-Verona nell'ambito del consorzio Cepav 2 (guidato da Saipem a cui partecipano anche Pizzarotti e Maltauro) per un valore pro quota di 173,4 milioni. Si ricorda poi che Condotte è l'unica delle grandi imprese interessate anche dalle altre due linee ancora da realizzare: la Milano-Genova e la Verona-Padova.


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