Lavori Pubblici

5.Bonatti

Balzo del fatturato (+24,9%) grazie agli impianti in Arabia Ma commesse giù del 12,9%

Conquista altre due posizioni in classifica grazie alla focalizzazione della controllata Carlo Gavazzi Impianti nel ricco mercato internazionale dell'oil&gas. Antesignana della presenza in Libia, è la prima a riaprire i cantieri nel dopo guerra civile. Pur affrontando grossi investimenti, resta la più redditizia delle imprese civili.
Scala la classifica di ben due posizioni l'impresa di Parma, attiva nel mondo, soggetta al controllo e al coordinamento dell'omonima holding di proprietà delle famiglie Ghirelli e Di Vincenzo (quest'ultima titolare anche dell'impresa omonima).
È più orientata al business impiantistico che a quello civile (malgrado in Italia conti su una qualifica da contraente generale in II classifica) senza mai abbandonare il suo primato originario: quello in una particolare specialità del lavori civili (la posa di condotte, o pipelines). Giunta al 65° anniversario dalla fondazione (da quando l'omonimo tecnico proveniente dall'Agip Mineraria diede vita a una ditta individuale, poi venduta a imprenditori di ben altre visioni) è cresciuta con una serie di acquisizioni che le hanno consentito di scalare la classifica (era nella posizione n.18 nel 2006). Dapprima, nel 1983, con l'acquisto della società ecologica Cotreco; poi con l'acquisto delle imprese generali Scic (nel 1985) e Icefs (nel 1988), cui ha fatto seguito un riposizionamento dell'attività caratteristica (la posa di condotte) nel segmento upstream dell'oil&gas culminato nel 2006 con l'acquisto di Carlo Gavazzi Impianti, uno storico marchio fondato nel 1931, attivo nell'impiantistica chiavi in mano. Ciò che caratterizza Bonatti è la sua crescente internazionalizzazione: nel 2010 con una percentuale di fatturato estero del 73% non solo è quinta tra le imprese esportatrici italiane ma passa da 114a a 99a nella classifica dei Top International Contractors.
Nel 2010 il fatturato si incrementa del 24,9% grazie all'exploit della controllata Carlo Gavazzi Impianti che accresce la produzione dell'88% (per effetto dell'avvio di alcune significative commesse del 2009 in Italia e in Arabia Saudita).
Essa è così ripartita per settori di attività: l'attività impiantistica incide per il 77% ma con una forte componente di costruzioni a differenza delle società di Epc (engineering-procurement-construction) che appaltano tutto a terzi, seguita dai servizi (16%) a corollario delle forniture e dei lavori. Più nel dettaglio, le realizzazioni che incidono maggiormente sono quelle relative a pipelines & multi utility networks (27%) seguite da oil&gas and power plants (20%), electrical, instrumentation & control systems (18%) e operation & maintenance and local construction services (17%).
Analizzando i mercati di destinazione le aree geografiche di maggiore interesse sono quelle ricche di risorse naturali e che esprimono la domanda di impianti per l'estrazione e la raffinazione di petrolio e gas naturale. Il Nord Africa si afferma come principale mercato di sbocco con una quota del 26% grazie a una forte presenza in Libia dove l'impresa parmense opera fin dagli anni '80 con un'apposita branch: se nel 2010 vi rallenta i volumi di produzione di un terzo per poi quest'anno fermarsi allo scoppiare della guerra civile, Bonatti è anche la prima impresa italiana a riprendere la produzione.
Il mercato domestico vale il 23%: vi opera principalmente nella posa di condotte per l'erogazione di servizi di pubblica utilità che nel 2010 genera un volume d'affari in crescita del 60% rispetto all'anno prima. In Asia (che pesa il 20%) – principalmente in Kazakhstan – Bonatti sta ottenendo significativi successi commerciali e nel 2010 incrementa la produzione del 17 per cento. Questa forte spinta produttiva è assorbita a fatica dalla gestione caratteristica: l'Ebitda si incrementa del 2,9% mentre l'Ebit si riduce dell'1,5% per effetto di un considerevole incremento (più 28,2%) dei costi di produzione e di maggiori ammortamenti per investimenti. Al netto dei margini delle altre gestioni (finanziaria, straordinaria e tributaria) il conto economico si chiude con un utile netto contratto dell'8,1%. Seppur la prestazione non sia entusiasmante la redditività dell'impresa si mantiene elevata a testimonianza della maggior profittabilità del business impiantistico rispetto a quello civile: 12,4% l'Ebitda margin, 8,9% l'Ebit margin e 5,1% il net margin.
Passando alla situazione patrimoniale la posizione finanziaria netta si aggrava del 60,3% ma non preoccupa dal momento che potrebbe essere rimborsata interamente con i margini industriali e che il rapporto Debt/Equity vale solo 0,32.
Quanto alla prestazione commerciale il portafoglio ordini (tenendo conto che nell'impiantistica i lavori hanno più breve durata influenzando la voce "residuo a eseguire", il cosiddetto backlog) si contrae lievemente (meno 12,9%) seppur il livello di acquisizioni (69% all'estero) sia soddisfacente.
Il mercato Nord Africano si conferma trainante (32% del portafoglio) seguito dall'Italia (30%), dall'Europa (15%), dall'Asia/Australia (13%) e dal Medio Oriente (10%) mentre in termini di aree di attività l'impiantistica (con annessi lavori civili) è più importante con una quota del 76% del carnet. Tra le principali commesse del 2010 se ne segnalano due in Libia: l'affidamento, da parte di Ansaldo Sts, dei lavori civili di una linea ferroviaria (per 46 milioni) e la realizzazione di un impianto chiavi in mano per il trattamento delle acque (22 milioni). Nella nicchia specialistica delle pipelines invece i contratti più significativi riguardano la realizzazione di un gasdotto in Germania per 100 milioni e un altro in Algeria per 48 milioni.


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