Lavori Pubblici

4.Pizzarotti

Paga le lentezze del project e la crisi del Comune di Parma Speranze riposte nell'Av

Rimane stabile alla quarta posizione l'impresa di Parma fondata nel 1910 come ditta individuale, trasformata in società a responsabilità limitata nel 1945 e per azioni nel 1961, oggi a capo di un gruppo soggetto al controllo e al coordinamento finanziario della holding familiare Mipien.
Tra i maggiori player nel mercato domestico delle opere pubbliche, sia in general contracting che in project financing, è cresciuta gradualmente anche per linee esterne con l'acquisizione della storica impresa generale Garboli (un tempo quotata in Borsa) che se da un lato ha generato contenziosi (ancora pendenti) con i precedenti amministratori, dall'altro ha consentito a Pizzarotti di raddoppiare la partecipazione al consorzio Cepav 2 (portandola al 24%, doppio di quanto a suo tempo acquistato da Todini) affidatario di una tratta dell'alta velocità/capacità ferroviaria, la Milano-Verona la cui sigla dell'atto integrativo per la tratta Treviglio-Brescia avviene solo nel 2011.
Questo contratto è strategico in considerazione del fatto che altre grandi commesse infrastrutturali a cui partecipa (entrambe in project financing) si sviluppano a tratti parallelamente alla ferrovia: l'autostrada Brescia-Bergamo-Milano (con il consorzio cooperativo Ccc) e la Tangenziale esterna di Milano (con un'Ati guidata da Impregilo).
Inoltre l'acquisizione di Garboli ha portato in dote la qualifica OG2 (Restauro e manutenzione dei beni immobili sottoposti a tutela) che le consentirebbe di dare esecuzione al controverso contratto di riqualificazione (di cui era affidataria) per il restauro dell'"Ospedale vecchio" di Parma. Ma sul quale gravano le nubi di un'amministrazione in crisi.
Il modello aggressivo di business, sostanzialmente "stand alone", di Pizzarotti ha finora pagato ma non sembra adatto ad alleanze stabili (e tantomeno ad acquisizioni/fusioni di imprese) che possano far fare un salto dimensionale. E non si vede come in mercati sempre più problematici la crescita (interna) possa proseguire ai ritmi attuali.
Oltre alle attività nelle costruzioni il gruppo opera in quello della prefabbricazione pesante tramite la società Prefabbricati Pizzarotti, che può contare su tre siti di produzione attivi e diversifica nel trasporto aereo privato con la società Aliparma e nella vinificazione con la società agricola Monte delle vigne.
Venendo al commento della situazione industriale, economica e finanziaria, il 2010 è un anno positivo per Pizzarotti che registra un incremento del fatturato consolidato del 30% imputabile – si legge nella relazione di bilancio – all'avvio di alcune iniziative in partenariato pubblico-privato e al buon andamento complessivo dei lavori in Italia (più 33,3%).
Esso è così ripartito: oltre due terzi della produzione sono relativi a opere infrastrutturali (77%) con predominanza dei lavori stradali (52,5%). Quanto invece ai mercati di destinazione l'estero assomma il 21,8% della produzione (il valore più basso dell'ultimo triennio). Tanto che Pizzarotti scende alla 171a (dalla 147a) posizione nella classifica degli International contractors di Enr.
Ma i margini operativi sono in flessione: l'Ebitda del 5,6% e l'Ebit del 2 per cento. La minor ricchezza generata dalla gestione caratteristica è riconducibile all'incremento dei costi per l'avvio dei cantieri dell'autostrada Brebemi e agli investimenti per altre iniziative in project financing. Nonostante ciò la redditività industriale è elevata soprattutto in considerazione della scarsa marginalità delle opere pubbliche (suo core business): Ebitda margin ed Ebit margin si attestano al 6,2 e al 4% (seppur in calo rispetto all'8,6 e al 5,3% del 2009).
L'indebitamento si aggrava del 10,8% anche per effetto di un incremento dei debiti finanziari a medio/lungo termine del 48 per cento.
Invece il patrimonio netto si rafforza dell'8,4% mantenendo la tensione finanziaria sotto controllo (anche per una politica aziendale che mira all'autofinanziamento) dal momento che il rapporto debt/equity vale 0,89 (0,88 l'anno prima).
Venendo alla prestazione commerciale gli ordini del 2010 (308,8 milioni, per l'86,2% in Italia e per metà in lavori stradali) non sono tali da evitare la contrazione del portafoglio (meno 5,9%, dovuta anche alla cancellazione "ope legis" della metro tranvia di Parma, aggiudicata nel 2008 per 244 milioni, oggetto di un significativo contenzioso con un'amministrazione assai poco solvibile).
Quanto al portafoglio di concessioni esso è stimato in 4,2 miliardi (futuri ricavi da gestione) ma potrebbe arrivare a 11,2 miliardi se i project financing relativi alle tangenziali venete e alla linea D della Metropolitana di Roma (per le quali Pizzarotti, in cordata con altre imprese, è promotore con diritto di prelazione) dovessero andare a buon fine.
Tra le principali recenti commesse si segnala la realizzazione della terza corsia dell'autostrada A4 nel tratto Nuovo Ponte sul fiume Tagliamento-Gonar (150 milioni pro quota). E tra le concessioni quella per la costruzione e gestione dell'autostrada regionale Cispadana (affidata a un'Ati guidata da Coopsette) per un importo pro quota di 223,6 milioni.


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