Lavori Pubblici

38.Sacaim

Crolla la produzione (-31,7%) Positivi solo gli ordini (+7,3%)

Il 2010 è un annus horribilis per Sacaim (acronimo di Società per azioni cementi armati Ing. Mantelli) che, nell'agosto 2011, è stata ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria nota come "Prodi bis".
I suoi guai vengono da lontano, da quando nel 1998 la famiglia Alessandri dovette comprare il 60% del capitale della Compagnia Generale delle Acque (fino ad allora "sleeping partner" ideale) dopo il subentro della famiglia Bruno nella proprietà di Condotte. Allora, per far fronte all'esborso, imbarcò al 50% la famiglia Pelliciari, dando luogo a una "diarchia" che si risolse nel 2003 in una "separazione consensuale" molto costosa per la vecchia proprietà.
Da allora l'impresa si indebitò, vendette il "gioiello di famiglia" (la partecipazione al Consorzio costruttori veneti San Marco che deteneva il 15% del Consorzio Venezia Nuova) e, malgrado un'alleanza con il gruppo Dec (che ne acquisì il 4%), si indebolì via via. Nel 2010 il fatturato consolidato si contrae del 31,7%, l'Ebitda del 38,8% e l'Ebit del 61,3% con una perdita d'esercizio (contenuta). Quanto alle passività l'indebitamento netto si aggrava del 33,4% ma soprattutto il debt/equity raggiunge il valore preoccupante di 6,84 anche per una contrazione del capitale netto del 10,1 per cento. Qualche segnale di speranza si desume da un portafoglio ordini a fine 2010 incrementato del 7,3 per cento. Ma un organico ridotto del 16,2% fa presagire una ridotta capacità di esecuzione dei lavori.


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