Lavori Pubblici

36.Rosso

Debiti oltre il volume d'affari Commesse in rialzo del 3,3%

Malgrado una frenata della produzione del 12,4% il 2010 è un anno di transizione per l'impresa familiare torinese nell'affrontare una situazione finanziaria che nel 2009 aveva portato a rinegoziare la scadenza di alcune passività con le banche.
Cresciuta con i lavori per le Olimpiadi Invernali del 2006, giunge al 65° anniversario con qualche criticità. Non solo non può contare sull'estero né sul più rarefatto mercato dei grandi appalti pubblici (non disponendo di qualifica da contraente generale né in proprio né tramite consorzio) ma anche il tentativo di estendere il raggio d'azione al promettente mercato milanese (in vista dell'Expo) con l'acquisto – nel 2006 – dell'impresa Morganti, delude le attese.
Dal punto di vista della redditività l'Ebitda si accresce del 63,4% e l'Ebit quasi triplica avvantaggiandosi di un incremento sostanzioso delle rimanenze. Se l'utile vale appena lo 0,9% della produzione esso recupera la perdita dell'anno prima (l'unica nel quinquennio).
Preoccupa soprattutto l'indebitamento netto che cresce del 9%: la tensione finanziaria è notevole in considerazione del fatto che se rapportata al patrimonio netto (rafforzato dell'8,4%) esprime un indice debt/equity di 4,49. Segnali di speranza si possono però trarre da un portafoglio ordini incrementato del 3,3% (per la maggior parte edilizia e iniziative immobiliari). La commessa più prestigiosa (2009) è la realizzazione dello stadio della Juventus (40 milioni pro quota).


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