Lavori Pubblici

32.Gdm

In calo ordini e dipendenti ma mai così bene all'estero

Dopo un 2009 in crescita il 2010 è un anno di riflessione per l'impresa milanese che fa edilizia soprattutto in Italia (e all'estero in mercati circoscritti: Francia, Emirati Arabi e Romania). Nell'intento di diversificare nelle opere pubbliche (dove peraltro ha qualche soddisfazione nella ricostruzione dell'Aquila) acquista una piccola (ma ben introdotta) impresa, Torino Scavi Manzone, che le apre le porte dei lavori stradali. Nel 2010 la riduzione dell'8,2% del fatturato consolidato è ben gestita dal momento che l'Ebitda e l'Ebit calano sì del 7,7 e del 9,2% ma in rapporto al fatturato incidono per il 5,7 e il 4,6%: gli stessi valori del 2009. Meno rosea è la situazione reddituale: l'utile si riduce del 47,3 per cento. Ne risulta un net margin del solo 1,2% (2,1% nel 2009).Venendo al commento del patrimonio la posizione finanziaria netta migliora del 23,3% mentre il capitale è pressoché immutato. Ne risulta un'indubbia tensione finanziaria: perché il rapporto debt/equity vale 2,97 e il margine operativo lordo ne assicura la copertura solo per il 13,6 per cento. Qualche incertezza è anticipata da un portafoglio ordini contratto del 4,2% che si riflette negativamente sull'occupazione (meno 11,3%). Nota positiva è la maggior produzione prospettica all'estero con una quota d'esportazione che arriva al 6,6% del portafoglio: l'incidenza più alta del quinquennio. Proprio all'estero tra le acquisizioni del 2010 si ricorda una commessa edile negli Emirati Arabi Uniti per 23,5 milioni pro quota.


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