Lavori Pubblici

25.Cesi

Il flop dell'immobiliare genera un calo del 16% del fatturato Lavori per 70 milioni da Pivato

Sesta tra le cooperative della Lega perde ben sette posizioni per una contrazione del 16% del fatturato consolidato ascrivibile alla débâcle del mercato immobiliare che coglie in contropiede chi più vi ha puntato.
Nata nel 1978 dall'aggregazione di sei cooperative locali la Cooperativa Edil Strade Imolese è oggi un'impresa attiva nell'edilizia e nell'immobiliare (con specializzazione nella promozione e realizzazione di grandi strutture commerciali), nelle infrastrutture, nei restauri e nella difesa dell'ambiente. E può ancora permettersi – rarità tra le cooperative non di primo livello – una politica "stand alone". Come peraltro Coopcostruzioni con cui ha solo un accordo di collaborazione (commerciale) per l'immobiliare su Bologna.
Nel 2010 per rimpolpare il portafoglio e riposizionarsi nei lavori pubblici (dopo un'assenza che dura da quando ha terminato con la società Eurovia di realizzare la tratta ferroviaria Av/Ac Milano-Bologna) cresce per "linee esterne" con l'acquisto di un ramo d'azienda di Pivato (in concordato preventivo) che le porta in dote un monte lavori da eseguire stimato (salvo sorprese) in 70 milioni. In sostanza questo acquisto – si legge nella relazione di bilancio – riguarda due contratti: il primo per la nuova stazione di Torino Porta Susa (già abbandonato da Cogel) che per produzione residua vale quasi la metà dell'importo di cessione del ramo d'azienda; il secondo per un ponte sul Ticino per circa 20 milioni. Successivamente, alla pari con Coopcostruzioni, acquista dal fallimento della cooperativa Cmr, il ramo d'azienda "gestione cimiteriale" che comporta un fatturato annuo pro quota di 10 milioni.
Venendo al commento dell'esercizio 2010 la contrazione dei volumi della produzione – in controtendenza rispetto a quanto preventivato in sede di programmazione industriale alla fine del 2009 – si ripercuote pesantemente sui margini della gestione caratteristica: quello lordo (Ebitda) si contrae del 22,3% e quello netto (Ebit) del 25,6 per cento. In rapporto al valore della produzione essi incidono rispettivamente per il 6 e per il 4,4 per cento.
Il conto economico si chiude con un utile netto più che triplicato rispetto al 2009 (quando scontava l'ingente svalutazione di una partecipazione) ma si limita a uno 0,5% del fatturato. Gravato anche da un'ulteriore svalutazione: di Norman 95, società immobiliare in fallimento.
Quanto allo stato patrimoniale la posizione finanziaria netta peggiora del 19,3% ed esprime una tensione da tenere sotto controllo: l'indebitamento rapportato con il patrimonio (contratto dell'1,9%) dà luogo a un debt/equity di 1,78.
Traguardando gli esercizi a venire, malgrado il portafoglio ordini a fine 2010 si incrementi del solo 3,5% non essendo conteggiati i lavori rilevati da Pivato si può sperar di meglio.
Il budget 2011 (nella speranza che sia realistico), oltre all'obiettivo di riposizionare gradualmente la cooperativa nelle infrastrutture, prevede ricavi in significativo incremento (300 milioni), una ripresa della redditività operativa (6,5% l'Ebit margin), un utile netto sostanzialmente in linea e un mantenimento del numero dei dipendenti (dopo che nel 2010 è diminuito del 4,6%).
Al rafforzamento produttivo di Cesi dovrebbe contribuire l'avanzamento dei due maggiori contratti che ha in corso di esecuzione: la realizzazione di un tratto dell'autostrada A14 (110,7 milioni pro quota) e il project financing per la costruzione e gestione di un'infrastruttura ferroviaria "leggera" (cosiddetta people mover) che collegherà la stazione e l'aeroporto di Bologna (42 milioni pro quota).


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