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La cassaforte di Caltagirone entra nel settore autostrade Obiettivo: il mercato "captive"

I grandi progetti infrastrutturali alimentano la crescita dell'impresa del gruppo Caltagirone che in soli tre anni ha bruciato 12 posizioni verso l'alto arrivando a livelli più consoni alla sua fama e alla sua importanza.
Fondata nel 1890 come società di produzione di manufatti in cemento cresce negli anni per linee interne, allargando il range d'offerta alle costruzioni generali e all'ingegneria. Trasformata in società per azioni e in gruppo industriale nel 1980 con lo scorporo delle attività in quattro società autonome (Vianini lavori, Vianini industria, Vianini edilizia e Vianini ingegneria), nel 1984 viene acquistata dal gruppo Caltagirone che due anni più tardi quota in Borsa Vianini lavori e Vianini industria.
Oggi la prima è un'impresa specializzata nelle infrastrutture di trasporto, nell'ingegneria idraulica e nell'edilizia, ma diversificata nella produzione di cemento e nei servizi di pubblica utilità. Nel primo settore può contare sulla partecipazione al 25,5% del capitale di Cementir holding divenuto il maggior produttore di cemento bianco. Nel secondo ha in portafoglio il 4,5% di Acea, la società del Comune di Roma che ha in carico la gestione del servizio di distribuzione di acqua, luce e gas e il 23,7% di Acqua Campania, concessionaria dei sistemi idrici della Campania occidentale. Possiede inoltre il 32,7% di Eurostazioni (con Benetton, Pirelli e il socio francese Sncf) che a sua volta controlla il 40% di Grandi stazioni, partecipa al capitale di Metropolitana di Napoli ed è socia di maggioranza relativa di Metro C, società di scopo per la costruzione della terza linea della metropolitana di Roma, guidata da Astaldi a cui partecipano anche Ansaldo Sts, il consorzio cooperativo Ccc e Cmb.
Commentando l'esercizio 2010, la cifra d'affari consolidata (interamente in Italia) si accresce del 25,3% grazie – si legge nella relazione – all'impulso dei lavori in corso di esecuzione (la linea C della metropolitana di Roma in primis). L'ottimo andamento dell'attività industriale trascina la marginalità: l'Ebitda più che raddoppia e l'Ebit si incrementa del 67,6 per cento. Se rapportati al fatturato questi valori danno luogo a Ebitda ed Ebit margin rispettivamente del 10,4 e 10,7 per cento. L'esercizio chiude con un utile netto incrementato del 38,9% (10,1% il net margin). Le migliori evidenze – caratterizzanti un'impresa che può essere considerata la "cassaforte" del gruppo – sono di natura patrimoniale. La posizione finanziaria netta si conferma con segno più (seppur fortemente contratta a fronte della riduzione delle disponibilità liquide) e il patrimonio netto si rafforza di un ulteriore 7,6% raggiungendo un livello secondo solo a Impregilo (che fattura però sette volte tanto).
Dal punto di vista commerciale la contrazione del 19,5% del portafoglio ordini (al livello più basso dal 2006) non preoccupa. Il bilancio semestrale al giugno 2011 mostra ricavi per 136,7 milioni, in aumento del 10,2% rispetto allo stesso periodo, Ebitda ed Ebit quasi raddoppiati, l'utile netto si incrementa del 71,2% mentre la posizione finanziaria netta continua a essere positiva e quasi raddoppia per effetto del maggior flusso di cassa del periodo. Un segnale di volontà di dare impulso all'impresa, forte di una liquidità che non ha paragoni è un investimento a lungo termine non tipico del magnate Francesco Gaetano Caltagirone: l'acquisto da Atlantia del 24,9% di Sat (Società autostrada tirrenica) nel cui capitale entrano anche Holcoa e il gruppo Gavio, che potrà assicurare non trascurabili commesse "captive".


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