Lavori Pubblici

19.Bentini

Trainata dal boom dell'export scala 20 posizioni in due anni Più che raddoppiati gli operai


Dopo che nel 2009 aveva scalato la classifica di ben 14 posizioni (ma nel 2008 solo di una) ne guadagna altre sei e si aggiudica il titolo di impresa più dinamica.
Fondata a Faenza nel 1950 come ditta individuale e fin dagli anni Settanta attiva nel mercato internazionale, oggi Bentini è a capo di un gruppo che abbina alle infrastrutture civili, residenziali e industriali (principalmente nell'oil & gas), una specializzazione di nicchia nella realizzazione di serbatoi criogenati per lo stoccaggio del gas.
Si focalizza sul mercato africano con apposite ragioni sociali in Algeria (la società Gepco), in Nigeria (Bentini Construction Nigeria) e in Marocco (Bentini Construction Marocco).
Tre Paesi finora sostanzialmente risparmiati dalle turbolenze sociali.
Ma nonostante Bentini sia a tutti gli effetti divenuto un Epc contractor persiste nel mantenere il "radicamento" originario nelle costruzioni civili per avere sempre un'alternativa (soprattutto in patria) a fronte dei "rischi Paese".
Infatti ha in carnet tre qualifiche di importo illimitato (oltre a quella per prestazioni di progettazione e costruzione) seppur non ha la qualifica da contraente generale né partecipa a consorzi stabili.
In un mercato italiano asfittico non stupisce che nel 2010 con una quota di fatturato all'estero del 92% diventi prima nella classifica delle imprese esportatrici (superando Ghella) e si collochi 164a (era 174a nel 2009) tra i 225 maggiori International Contractors sia nel settore civile che impiantistico.
Nel 2010 con una cifra d'affari consolidata incrementata del 59,4% (dopo il già sorprendente 41,8% del 2009) presenta un bilancio ottimo in termini economici, patrimoniali e finanziari evidenziando la redditività delle sue nicchie di mercato e la strategicità della focalizzazione in pochi (ma trainanti) mercati esteri.
I margini della gestione caratteristica (Ebitda ed Ebit) si incrementano rispettivamente del 64,4 e del 41,5% e, se rapportati con il fatturato consolidato, vi incidono per il 9,2 e per il 3,7 per cento.
Il conto economico chiude con un utile netto più che raddoppiato pur rimanendo su livelli del tutto modesti se rapportato al fatturato (1%) dal momento che continua a scontare un livello elevato di oneri finanziari.
Quanto al patrimonio, la posizione finanziaria netta si contrae del 31,4% grazie a un sostanzioso taglio dell'indebitamento bancario e – se rapportata al patrimonio netto (cresciuto del 34,8%) – comporta la formazione di un grado di indebitamento di 0,92.
La tensione finanziaria rimane del tutto sostenibile dal momento che il margine operativo lordo assicura la copertura dell'indebitamento finanziario per l'87,4 per cento.
Quanto agli aspetti commerciali il portafoglio ordini (nel quale la quota estera si riduce all'88%) scende del 24,8 per cento.
Nonostante questa flessione – si legge nel bilancio – la produzione nel 2011 dovrebbe mantenersi sui livelli del 2010.
In termini occupazionali invece l'organico è più che raddoppiato con un'esplosione della componente operaia.
Tra le commesse più importanti (in termini di importo) del quinquennio 2006-2010 vi è l'esecuzione dei lavori civili e impiantistici per un impianto di stoccaggio di gas naturale liquido in Algeria per un valore di circa 350 milioni.
Quanto alle aggiudicazioni del 2010 si segnala – sempre in Algeria – il progetto "Gassi Touil", da 20,7 milioni, per la progettazione e realizzazione di edifici di supporto a impianti di produzione di gas naturale.


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