Lavori Pubblici

16.Maltauro

La diversificazione non premia e deludono i cantieri in Africa Bilancio in netto calo (-19,3%)

Dopo un 2009 ottimo il 2010 è negativo per Maltauro che, oltre a ridurre il fatturato, chiude il conto economico in rosso (con perdita gestionale di 2 milioni).
Fondata 90 anni fa dall'omonimo capostipite è alla testa di un gruppo soggetto al controllo e al coordinamento finanziario della holding familiare Maltauro partecipazioni attivo in cinque aree di business sinergiche. La prima area di business è quella delle costruzioni, che presidia tramite la capogruppo (che dal 2008 ha inglobato Delma, costituita nel 1976 con Del Favero per l'export) e il consorzio Infrastrutture (a cui partecipa Impresa con una quota del 49%), creato nel 2006 per l'acquisto dei rami lavori di Ferrari (già Ira) e poi di Torno.
La prefabbricazione, con la società Sipe, titolare di brevetti per strutture industrializzate antisismiche. L'ambiente, con il marchio Integra, risulta dalla fusione nel 2009 di Ecoveneta e Integra. L'estrazione, con la società Basalti Verona (controllata al 60%) dal 1927 è impegnata in questa specifica attività mineraria. Inoltre nel 2010 Maltauro crea la società Integra concessioni nella quale fa confluire i contratti del settore impiantistico-energetico.
Malgrado questa potenza di fuoco diversificata, il 2010 è l'anno della riduzione (del 19,3%) della cifra d'affari consolidata (9% all'estero). La causa è attribuita al rallentato avvio di alcuni cantieri e all'andamento negativo di altri in Africa, unica area presidiata all'estero. Il ridotto volume di attività, in presenza di costi difficilmente comprimibili, si ripercuote sui margini della gestione caratteristica: l'Ebitda si riduce del 48,4% mentre l'Ebit è più che dimezzato malgrado la ridotta incidenza di ammortamenti, accantonamenti e svalutazioni. In rapporto al fatturato, i margini incidono rispettivamente per il 5,5 e per l'1,9 per cento. Quanto al risultato economico, il bilancio chiude con una perdita netta imputabile soprattutto a componenti straordinarie non ripetibili. Invece la posizione finanziaria netta migliora del 2%, malgrado un maggiore indebitamento bancario per il pagamento dei corrispettivi relativi all'acquisto dei rami aziendali Ferrari/Ira e Metronapoli ex-Torno, per 73,5 milioni. Il patrimonio netto si assottiglia dell'8,3%, anche per effetto della perdita d'esercizio. Ne risulta una tensione finanziaria non indifferente dal momento che il rapporto debt/equity sale a 2,22 (da 2,07 nel 2009).
Conforta la prestazione commerciale: i 602,6 milioni di ordini acquisiti nel 2010 (40% all'estero) rafforzano il portafoglio del 9,5% e fanno sperare nel raggiungimento dell'obiettivo dei 500 milioni di fatturato nel biennio 2012-2013.
Tra le principali commesse del 2010 – nell'attesa di un ritorno alla normalità in Libia che potrebbe far rivivere il maxicontratto per l'autostrada costiera vinto dalla cordata a guida Saipem cui Maltauro partecipa con una quota del 24% (da 205 milioni pro quota) – si segnala uno stabilimento industriale per Alenia (Finmeccanica) per 149,9 milioni pro quota e la sottoscrizione dell'atto integrativo del contratto per la realizzazione della tratta Av/Ac ferroviaria Treviglio-Brescia nell'ambito del consorzio Cepav Due (partecipato al 12% e guidato da Saipem) per un valore pro quota di 180 milioni e a prezzi migliori di quelli che si spuntano oggi nel libero mercato. Inoltre nel 2011 si allea con Strabag e vince la gara per la realizzazione di un megalotto della Pedemontana lombarda (anche con Glf e Adanti).


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