Lavori Pubblici

14.Grandi Lavori Fincosit

Il Mose resta il perno centrale La cassa futura arriverà dalla Pedemontana lombarda

L'impresa romana, che fa capo a un ramo della famiglia Mazzi, scala la classifica di sette posizioni grazie a un incremento della cifra d'affari globale consolidata del 49% e recupera terreno all'estero (anche se non quanto sarebbe necessario per farla rientrare nel club dei 225 Top international contractors).
Fondata nel 1905 come Società anonima lavori del Porto di Genova (poi ridenominata Fincosit) ha ancora il core business nella realizzazione di opere stradali e marittime (che nel 2010 assommano più dell'80% della produzione) nel 1989 completa il range d'offerta all'edilizia civile e industriale, ai lavori ferroviari e alla movimentazione terra con la fusione per incorporazione di Grandi lavori.
Dopo aver contribuito a fondare il Consorzio Venezia Nuova (committente delegato del Magistrato alle Acque per gli interventi di salvaguardia delle Laguna di Venezia) dal 2004 aumenta la partecipazione rilevando con Mantovani quote da Impregilo e Sacaim e diventando il secondo socio di maggioranza relativa. Questo permette a Glf non solo di accrescere il know how nei lavori idraulici, ma assicura un mercato captive che ne garantisce la crescita e lo sviluppo (con buoni prezzi).
All'estero conta, tra le altre, su un'omonima società di diritto statunitense (con sede a Miami) che nel 2010 fattura 60 milioni di dollari e ne guadagna tre.
Il citato exploit dei ricavi (11,4% all'estero, anche grazie alla filiale statunitense), lascia qualche incertezza in termini di marginalità della gestione caratteristica: l'Ebitda si incrementa del 23,1% e mette in evidenza la capacità di mantenere sotto controllo i costi della produzione; l'Ebit invece subisce una contrazione del 24% dovuta – si legge nel bilancio – al mancato raggiungimento della redditività prevista di alcuni lavori appena avviati. Se rapportati al fatturato essi generano Ebitda margin ed Ebit margin che valgono rispettivamente il 9,1 e il 3,6% della produzione. Malgrado il buon andamento della gestione caratteristica il conto economico si chiude con un utile netto contratto del 17,9% rispetto al 2009 (quando era però più che raddoppiato anche per effetto di proventi finanziari straordinari).
Venendo allo stato patrimoniale la posizione finanziaria netta migliora del 10,3% per l'effetto congiunto di una sensibile riduzione dell'indebitamento finanziario non corrente e di un incremento dei crediti, mentre il patrimonio netto si rafforza del 6,7 per cento. Se rapportati danno luogo a un debt/equity dello 0,86 evidenziando una tensione finanziaria sotto controllo.
Dal punto di vista commerciale un portafoglio ordini ridotto dell'11,2% non fa presagire alcun exploit della produzione.
La maggior parte dei ricavi futuri saranno imputabili a lavori stradali e marittimi. Tra i primi, i contratti più importanti sono quelli per un lotto del Quadrilatero Umbria-Marche (affidato a un'Ati capeggiata dall'austriaca Strabag a cui partecipa anche Cmc) per un valore complessivo di 1,2 miliardi e i lavori come contraente generale per l'ammodernamento e l'adeguamento di un macrolotto dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria per un valore di 396,5 milioni pro quota. Quanto ai lavori marittimi la maggior parte dell'attività deriverà da quanto resta da eseguire per conto del Consorzio Venezia Nuova: a tutto il 31 dicembre 2010 358,6 milioni.
Nel 2011 consolida la collaborazione con Strabag vincendo la gara per la realizzazione di un megalotto della Pedemontana lombarda con Maltauro e Adanti, filiale della stessa Strabag.


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