Lavori Pubblici

12.Pavimental

Con la costruzione di autostrade esce dalle specialistiche e punta a entrare nella top ten

Nata nel 1970 con il nome Cosat (Costruzioni stradali asfalti) nell'ambito del gruppo Todini, nel 1981 viene fatta confluire nel portafoglio azionario di Italstrade (gruppo Iri) che ne rileva il 60% e nel 1983 la rinomina Pavimental per poi, nel 1985, essere trasferita all'Italstat, nel 1991 a Iritecna e nel 1994 a Fintecna.
Nel 1996 è acquistata da Autostrade e nel 2000, con la privatizzazione di quest'ultima, passa ad Atlantia che oggi la controlla (con il 71,7% del capitale) e la usa come "impresa captive". L'altro azionista di peso è il gruppo Gavio (al 26,5%) che è il secondo grande concessionario privato.
Pavimental, in Italia, ha azionisti tali da poter contare su un mercato in house che le consente di acquisire una leadership nella manutenzione delle pavimentazioni stradali, autostradali e aeroportuali (queste ultime non in regime "protetto") e sempre più nelle costruzioni autostradali in senso lato. Non è peraltro avvenuto un altro passaggio: un avvicinamento a Impregilo, che sembrava aver senso in considerazione del ruolo di azionisti della prima impresa italiana dei gruppi Benetton e Gavio (con indebolimento del terzo, Ligresti). Ma è sempre stato impedito dalla legislazione che regolamenta i lavori "in house".
Il 2010 è un anno di fortissima crescita per quest'impresa che – per la prima volta – viene inclusa tra le generali e non tra le specialistiche perché, come Itinera e Serenissima costruzioni è sempre più attiva nella realizzazione di autostrade che nella "nicchia" delle pavimentazioni.
La cifra d'affari (non consolidata) cresce del 70,5% ed è solo in via residuale all'estero (in Polonia dove dispone di una filiale). Questo exploit è dovuto all'avvio dei cantieri per l'allargamento delle carreggiate in alcune tratte delle autostrade A1, A9 e A14.
Si noti che i lavori per committenti terzi incidono per il solo 8,1% ma anche che il loro importo è in crescita del 56,8 per cento.
L'ottima prestazione produttiva si riflette positivamente sia sui margini della gestione caratteristica che sul risultato dell'esercizio. Quanto al primo aspetto l'Ebitda più che raddoppia e incide per il 3,9% nel fatturato (3,2% nel 2009) mentre l'Ebit – che era negativo nel 2009 per una riduzione del fatturato e un aumento degli accantonamenti – torna positivo e genera un Ebit margin dell'1,3 per cento.
Al netto dei margini delle gestioni non ordinarie il conto economico si chiude in utile (a fronte della perdita del 2009) ma esprime una redditività scarsa dal momento che il net margin è praticamente nullo scontando un considerevole incremento sia degli oneri finanziari che straordinari.
Quanto alle voci di natura patrimoniale la posizione finanziaria netta risulta fortemente peggiorata a causa della maggiore esposizione nei confronti del sistema bancario. Ciononostante l'indebitamento netto può essere considerato sotto controllo perché potrebbe essere interamente coperto con il margine lordo. Sostanzialmente invariato è invece il patrimonio netto (più 0,8% su base annua).
Venendo agli aspetti di natura commerciale il portafoglio ordini, dopo il grande balzo, si incrementa del solo 1,7 per cento. Tra le commesse infrastrutturali più importanti del quinquennio 2006-2010 si segnala l'ampliamento a tre corsie delle autostrade A14 e A9 per un ammontare rispettivamente di 587,7 e 238,7 milioni.
Un'anticipazione dell'anno in corso si può desumere dal budget: esso prevede un'ulteriore forte crescita (di un terzo) nella produzione che porterebbe Pavimental a far parte dell'ambito club delle prime dieci imprese generali (ma certo senza l'ampiezza di attività delle altre né la presenza all'estero).


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