Lavori Pubblici

11.Rizzani De Eccher

Debito bancario dimezzato e posizione finanziaria positiva, cerca imprese da acquistare

Dopo un 2009 in rallentamento il 2010 è un anno di forte crescita per l'impresa friulana fondata nel 1970 fondendo Rizzani (1831) e de Eccher (1948), oggi a capo di un gruppo che conta altre due imprese generali (Codest e Sicea), una specializzata in "opere d'arte" (Deal, già Ponti e viadotti), un'altra nella nicchia della progettazione di interni (Interior de Eccher) nonché filiali in Bahrain, Canada, Croazia, Emirati Arabi Uniti, Kazakhstan, Libano e Stati Uniti.
A contribuire alla prestazione è la crescente internazionalizzazione: nel 2010 realizza una quota di fatturato all'estero del 79,3% e si colloca al terzo posto della classifica delle imprese esportatrici (dietro a Bentini e Ghella) nonché occupa la 126a posizione (la stessa del 2009) nella classifica dei Top international contractors. La florida gestione e capacità di autofinanziamento (è una delle quattro in classifica con posizione finanziaria netta attiva) spinge Rizzani de Eccher a interessarsi all'acquisto di imprese per rafforzarsi in Italia, per ora senza esito. Nel 2010 il fatturato (per il 94,5% in opere civili e infrastrutturali) si incrementa del 19,1% e impatta positivamente sui margini della gestione caratteristica: il lordo (Ebitda) si rafforza del 12,4% e il netto (Ebit) del 7,6 per cento. Se rapportati al fatturato vi incidono rispettivamente per il 7,4 e per il 5,1% confermando la capacità dell'impresa di generare ricchezza con l'attività caratteristica.
Nonostante i buoni esiti operativi il conto economico si chiude con un utile netto in crescita del solo 1,2% rispetto al 2009, quando però beneficiava di rivalutazioni di partecipazioni e di proventi straordinari. In rapporto al fatturato esso esprime un net margin del 3,4% (4% l'anno prima).
Quanto agli esiti di natura patrimoniale la posizione finanziaria netta rimane positiva (seppur in flessione del 3,1%) e il patrimonio netto si rafforza del 17,6 per cento. La volontà del gruppo di continuare a mettere in atto una politica di autofinanziamento e di reinvestimento della liquidità generata è avvalorata da un indebitamento verso le banche quasi dimezzato.
Ma le maggiori soddisfazioni del 2010 sono sul fronte commerciale: i contratti assommano 894,2 milioni e determinano un incremento del 64% di un portafoglio ordini che copre quattro anni di produzione ma è ai minimi del quinquennio in termini di componente estera (scesa a due terzi).
Nel 2010 infatti aggiunge al carnet prestigiose commesse nazionali: in tandem con Pizzarotti la realizzazione della terza corsia dell'autostrada A4 per il tratto tra il nuovo Ponte sul fiume Tagliamento e Gonars, per un valore pro quota di 150 milioni, il grattacielo a Torino della banca Intesa Sanpaolo (in partnership, sorprendentemente, con il gruppo svizzero Implenia) per 164 milioni pro quota e un complesso residenziale sul litorale triestino (110 milioni).
All'estero invece si segnala la realizzazione di due sopraelevate: una a Kuwait City in joint-venture con il gruppo spagnolo Ohl per 300,7 milioni pro quota; l'altra con il gruppo belga Besix in Bahrain da 66,8 milioni pro quota. È invece in stand-by la realizzazione del primo lotto dell'autostrada costiera libica in un raggruppamento con Maltauro e Tecnimont guidato da Saipem per un valore pro quota di 205 milioni. Traguardando l'anno in corso – si legge nella relazione di bilancio – l'obiettivo è consolidare ulteriormente la presenza nei settori degli edifici complessi e dei ponti e viadotti. Il budget 2011 prevede comunque un calo nel valore della produzione a causa dell'avvio più lento del previsto di alcuni lavori.


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