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Probabile vendita di Fisia e ordini interni avanti piano: primato italiano a rischio

Guida ancora "pro tempore" la classifica (ma l'inseguitrice storica, Astaldi, la sorpassa nel primo semestre 2011). Quotata in Borsa ha "tre soci di mestiere" (Benetton, Gavio e Ligresti) riuniti in Igli, azionisti di maggioranza relativa con una convivenza sempre più problematica. Tanto che Salini Costruttori ne approfitta per lanciare un assalto (non concordato) che parte da quota 8,1% del capitale.
Nel 2010 continuano a pesare le difficoltà della divisione "impianti" che fa capo a Fisia Italimpianti e sconta la stagnazione del business della dissalazione nel mondo e le persistenti criticità giudiziarie del progetto Rsu in Campania.
Per risolvere i problemi è atteso, entro fine anno, l'accordo con un gruppo asiatico che ne rilevi il 50% impegnandosi a rilanciare una realtà imprenditoriale che ha il suo vero mercato (per la dissalazione) in Medioriente.
Si aggiunge un forte rallentamento della divisione "costruzioni" penalizzata dalla stagnazione del mercato domestico e dall'instabilità politica di quello globale (Libia in primis) che non giova a chi vi opera con 22 filiali. Continua invece a dare soddisfazioni il business delle concessioni autostradali (con circa 2.500 chilometri gestiti nel mondo) nel quale vanta una leadership in Sud America: in Argentina, in Colombia, in Brasile (con il 29,2% della società quotata Ecorodovias). Le difficoltà operative ne penalizzano il posizionamento internazionale: 30a in Europa (da 25a nel 2009) e 50a tra i Top International Contractors (era 40a). Quanto al 2011 brucia la sconfitta nella maxigara per il secondo lotto della Pedemontana Lombarda (2,3 miliardi) che, come già nel caso della Pedemontana Veneta rischia di consolidare le posizioni in Italia di un altro colosso europeo: l'austriaco Strabag, dopo lo spagnolo Sacyr y Vallehermoso.
Ecco l'andamento della gestione nel 2010: i ricavi si contraggono del 24,2% (meno 8,5% l'anno prima) ma meno all'estero, la cui quota (78,1%) è la più alta dal 2006. Invece i margini operativi (Ebitda ed Ebit) sono in miglioramento (rispettivamente più 48 e più 55%) beneficiando anche di 66,5 milioni di plusvalenza per la cessione della partecipazione nell'argentina Caminos de las Sierras. Il Ros si attesta al 10,9% (5,3% nel 2009). L'utile netto si incrementa del 60,4% e dà luogo a un net margin del 6,3% (3% l'anno prima). Nel dettaglio la divisione "impiantistica", in sofferenza, totalizza un fatturato di 309,9 milioni (meno 57,8%), incide per il 15,6% nel fatturato complessivo (27,1% l'anno prima) ed erode ricchezza generando un Ebit negativo per 37 milioni. La divisione "costruzioni" invece, nella quale nel 2010 confluisce Imprepar, già in liquidazione, incide per il 71,4% sul totale (66,8% l'anno prima). Chiude il 2010 con ricavi per 1.475,7 milioni (meno 19%) e genera un margine operativo di 139,3 milioni (meno 28,9%). Nelle costruzioni a trainare sono le opere idrauliche che valgono il 29,8% del fatturato seguite dalle ferroviarie (18,9%), dalle stradali (14,1%).
In controtendenza è il settore "concessioni" che totalizza ricavi per 280,5 milioni (più 64,2%) e genera un Ebit di 156,5 milioni (più che doppio rispetto al 2009). Al netto della citata plusvalenza i ricavi sarebbero stati di 215 milioni con un Ebit di 91 milioni e un Ros del 42,3 per cento. Una redditività quindi che giustifica la volontà del management di riposizionare strategicamente il gruppo nelle concessioni (autostradali e di servizi di pubblica utilità) ridimensionando i lavori per conto terzi.
L'esame della produzione per mercato di riferimento mostra come l'America Latina sia il principale con un'incidenza del 44% seguita dall'Italia (40,4%), dall'Europa (6,2%), dal Nord Africa (4,5%) e dal Medio Oriente (2%).
Venendo all'esame del patrimonio l'indebitamento finanziario netto (che pur beneficia di circa 90 milioni di sgravi legati al deprezzamento di passività espresse in valute estere) si accresce del 14,6% contabilizzando sia investimenti per 190,1 milioni destinati a immobilizzazioni tecniche e finanziarie, sia l'emissione di due prestiti obbligazionari per 300 milioni a favore di Impregilo International Infrastructures, sub holding di diritto olandese controllata dalla capogruppo a cui fanno capo le attività nelle concessioni. Il maggiore indebitamento è bilanciato dall'incremento del patrimonio netto (più 25,9%) che, se rapportato alle passività, ne garantisce la copertura smobilitandone meno di un terzo.
Malgrado il portafoglio ordini si rinforzi dell'11,3% (60% all'estero) per effetto di cinque miliardi di nuovi ordini, il 2011 conferma la difficoltà della divisione "impiantistica". Dal bilancio semestrale si evincono infatti ricavi per 1.004 milioni (in linea con lo stesso periodo del 2010), il buon andamento delle divisioni "costruzioni" (più 8% rispetto al primo semestre 2010) e "concessioni" (più 5%) e le difficoltà di quella "impianti" (meno 37,4%) che continua a generare perdite operative. Tra le commesse acquisite nel 2010 si segnalano i lavori di costruzione e gestione del terzo lotto della "Ruta del Sol" in Colombia per oltre un miliardo e ricavi da gestione per 1,5 miliardi di dollari pro quota. In Italia si segnala la realizzazione e gestione della linea 4 della metropolitana di Milano (con Astaldi, Ansaldo Sts, Ansaldo Breda, Atm e Sirti) per 1,7 miliardi.


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