Lavori Pubblici

Divorzio Fs-Rfi, deciderà l'Authority

Flavia Landolfi

La Commissione Trasporti: auspicabile una separazione di ruoli tra il servizio e le infrastrutture


Rinviata la separazione societaria tra Fs e Rfi. Ma dalla Camera arriva un chiaro segnale politico a favore del nuovo assetto societario. Ma andiamo per ordine.
Il testo del Dl liberalizzazioni uscito da Palazzo Chigi venerdì scorso accenna all'ipotesi di un «divorzio» ma demandando la decisione alla nuova Autorità per i Trasporti, il soggetto al quale sono stati conferiti i poteri anche in materia di deregulation dei taxi. La norma stabilisce, infatti, che «l'Autorità, dopo un congruo periodo di osservazione delle dinamiche dei processi di liberalizzazione, analizza l'efficienza dei diversi gradi di separazione tra l'impresa che gestisce l'infrastruttura e l'impresa ferroviaria anche in relazione all'esperienze degli altri Stati membri dell'Unione europe». E infine: «In esito all'analisi l'Autorità predispone una relazione al Governo e al Parlamento».
Nel frattempo però, a conclusione dell'indagine conoscitiva sul settore ferroviario, la Commissione Trasporti della Camera ha approvato all'unanimità un documento in cui si auspica "l'adozione dello strumento del regolamento per lo spazio unico ferroviario in Ue: l'articolata normativa (basata sulle direttive) - si legge - si é rivelata non idonea alla definizione e allo sviluppo di un mercato unico del trasporto, favorendo problemi e difformità normative nei 27 stati membri (vedi in
particolare il caso della francia)". Inoltre, "il ricorso allo strumento del regolamento Ue (direttamente efficace in italia) si prospetta come lo strumento più adatto alla ridefinizione di regole comuni e alla liberalizzazione del settore". E' auspicabile, dunque, "una separazione sostanziale di ruoli tra fornitore del servizio di trasporto/gestore della rete stessa collocando rfi al di fuori del gruppo ferrovie dello stato, mantenendone comunque il controllo pubblico, previa puntuale verifica dell'economicità della gestione. appare essenziale per il pieno sviluppo della concorrenza l'affidamento della gestione a un soggetto separato non solo giuridicamente, ma anche terzo e indipendente dal punto di vista economico e organizzativo". La Commissione presieduta da Mario Valducci (Pdl) ha aggiunto che si tratta di una "separazione auspicata anche tra proprietario della rete/autorità di regolazione nazionale, rendendo quest'ultima effettivamente indipendente dalle strutture ministeriali attraverso l'istituzione di una nuova autorità indipendente o ampliando nel durante le funzioni di un'esistente autorità con il compito di garantire la concorrenza ex ante, cioé prima che il confronto di mercato abbia inizio, anziché di controllo ex post (vedi autorità
per l'energia elettrica e il gas)".
Di separazione tra Rfi e Trenitalia si parla ormai da anni ma senza mai arrivare a un punto decisivo. La divisione era stata inizialmente invocata dall'Unione europea, anche se poi, nella revisione dei tre pacchetti ferroviari, per via della contrarietà di Italia e Germania, Strasburgo ha stralciato la questione rinviandola ad altro momento.
Nell'ultima versione del decreto, è invece rimasta intatta la previsione di eliminare l'obbligo, sul fronte del lavoro, di applicare i contratti collettivi nazionali di settore.



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