Lavori Pubblici

Acerra, termovalorizzatore in stand by

Flavia Landolfi

I tempi per dirimere la controversia si allungano ulteriormente: la Corte costituzionale inizierà a discutere sul ricorso soltanto nella prossima primavera

I tempi per la definizione della partita che ruota attorno al termovalorizzatore di Acerra si allungano. La Corte costituzionale chiamata a pronunciarsi sulla questione si riunirà soltanto il 18 aprile prossimo, per discutere se siano fondate le ragioni di impregilo che ritiene di aver subito un "esproprio" dell'impianto e che contesta i criteri con cui venne fissato in 355 milioni il valore da attribuire all'impianto stesso. La calendarizzazione dell'udienza pubblica per il confronto delle parti di fronte alla Consulta solo nella primavera del 2012 comporterà necessariamente un'ulteriore dilazione dei termini per il passaggio di proprietà dell'impianto, posticipati al 31 gennaio con il decreto mille-proroghe appena varato.
L'articolo 5 del decreto di fine anno ha infatti previsto lo slittamento di un mese dei termini previsti nella legge 26/2010 e che fissava al 31 dicembre del 2011 il termine per il decreto del presidente del Consiglio dei ministri con cui trasferire la proprietà del termovalorizzatore di Acerra alla Regione Campania o al dipartimento della protezione civile o a soggetto privato. La Corte costituzionale sarà dunque chiamata a pronunciarsi su due aspetti diversi: sugli atti trasmessi dal Consiglio di stato che a settembre scorso ha deciso di rimettere la questione della legittimità della legge sull'emergenza rifiuti in Campania varata all'inizio del 2010 non ritenendo palesemente infondata la questione di legittimità delle norme sollevata da Impregilo. La società ha eccepito, tra l'altro, che la legge impugnata ha determinato la privazione della disponibilità del termovalorizzatore di Acerra e degli incassi derivanti dalla cessione dell'energia elettrica
prodotta dall'impianto contestando il provvedimento di assunzione della "piena disponibilità", utilizzazione e godimento del termovalorizzatore e di tutti i provvedimenti adottati dalla protezione civile che aveva assegnato l'impianto alla multiutility lombarda, a2a. L'altro aspetto
che verrà trattato di fronte alla consulta a partire dal 18 aprile prossimo é quello relativo al valore del termovalorizzatore. In questo caso gli atti sono stati rimessi alla consulta dal Tar Lazio. Il tribunale amministrativo regionale aveva infatti dichiarato "rilevante e non manifestamente infondata" (per contrasto con l'articolo 117 della costituzione in relazione al protocollo della
convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali), la questione di legittimità costituzionale limitatamente agli articoli 6 e 7 (primi tre comma) del decreto legge 195 del 2009. Quelle norme stabilivano da un lato il criterio per la determinazione del valore del termovalorizzatore (in sede di conversione del decreto venne fissata la cifra di 355 milioni) e che al momento del passaggio di proprietà all'ex concessionario sarebbe stato corrisposto quanto stabilito, ma detratti, tra l'altro, il canone di affitto corrisposto a Fibe-Impregilo nei dodici mesi antecedenti all'atto di trasferimento e delle somme relative agli interventi effettuati sull'impianto,
funzionali al conseguimento degli obiettivi di costante ed ininterrotto esercizio del termovalorizzatore.


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