Lavori Pubblici

Sud, nel piano Barca-Passera 1,2 miliardi alla banda larga

Giorgio Santilli

IL NODO FERROVIE - Manca solo l'intesa con la Campania. Le risorse destinate alle infrastrutture saranno inferiori agli 8 miliardi previsti


ROMA.
All'istruzione andranno 1.242 milioni, 1.141 alla banda ultralarga, 119 alla banda larga, 320 ai data center per sviluppare sistemi di cloud computing, 142 milioni al credito d'imposta per promuovere nuova occupazione, 1.264 milioni alle reti di trasporto (porti, aeroporti, interporti). Totale: 4.228 milioni. Questa è la quota dei fondi europei riprogrammati dall'Italia nel «piano di azione coesione» che domani i ministri Fabrizio Barca (Coesione territoriale) e Corrado Passera (Sviluppo e infrastrutture) manderanno a Bruxelles nella versione definitiva per accelerare la spesa in ritardo drammatico ed evitare il disimpegno automatico di fondi europei per circa 8 miliardi. I 4,2 miliardi sono la somma delle quote già indicate alla commissione Ue dall'ex ministro Fitto il 15 novembre: non dovrebbero cambiare sostanzialmente nella versione definitiva del piano che il nuovo Governo invierà domani.
Per completare il quadro finanziario del nuovo piano Sud mancano ancora certezze sulle risorse destinate alla quarta priorità, quella infrastrutturale delle ferrovie. Arriveranno dalla riduzione della quota di cofinanziamento nazionale dal 50% al 25% concordata dall'Italia con la commissione, circa 8 miliardi da spendere nei prossimi anni. Questa cifra viene considerata ora dal Governo una cifra di massima, calcolata sulla base di un dimezzamento del cofinanziamento nazionale, ma sovrastimata rispetto all'ammontare effettivo che sarà determinato sulla base degli accordi con le Regioni.
Proprio al capitolo ferroviario sono dedicati gli incontri che in questi giorni Barca e Passera hanno avuto con i rappresentanti delle Regioni. L'obiettivo è concordare priorità su cui concentrare le risorse disponibili e definire le risorse europee, nazionali e regionali da destinare. Manca all'appello l'accordo con la Campania, mentre un'intesa sulle priorità è stata raggiunta sabato scorso con le altre tre Regioni dell'obiettivo convergenza, Puglia, Calabria e Sicilia, e con la Sardegna. Gli investimenti saranno concentrati su sei linee: linea Catania–Palermo, linea Bari–Napoli, nodo di Bari, bretella di Foggia, tratta Cervaro–Bovino, tratta Termoli–Chieti–Lesina (Adriatica).
C'è poi la questione della destinazione al Sud delle risorse pubbliche ordinarie. Passera potrebbe destinare al Mezzogiorno i 2,3 miliardi che restano dei 4,9 miliardi di «fondo infrastrutture» ricaricati dalla legge di stabilità: il Cipe ha infatti destinato al Nord i primi 2,6 miliardi (919 milioni alla Treviglio-Brescia, 1,1 miliardi al Terzo valico Genova-Milano e 600 milioni al Mose). Altre risorse nella definizione di una politica infrastrutturale per il Sud aggiuntive potrebbero arrivare dal contratto di programma delle Fs (Rfi), dalla riconferma di risorse oggi soggette a revoca (articolo 32 decreto legge 98/2011), dalle risorse liberate dalla vecchia programmazione 2000-2006 per un totale di 4,8 miliardi.


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