Lavori Pubblici

Piano Sud, accordo Regioni-Governo sblocco per 8 miliardi

Giorgio Santilli

SEI LINEE PRIORITARIE - Le risorse saranno concentrate su Napoli-Bari, nodo di Bari, Palermo-Catania, Cervaro-Bonino e la tratta adriatica Termoli-Lesina


ROMA
Accelerazione per il piano Sud che deve essere formalizzato a Bruxelles entro il 15 dicembre per non perdere i fondi Ue. Ieri Corrado Passera e Fabrizio Barca, ministri rispettivamente dello Sviluppo-Infrastrutture e della Coesione territoriale, hanno fatto l'accordo con quattro delle cinque Regioni meridionali interessate. Individuate sei linee ferroviarie prioritarie su cui si concentreranno le risorse: oltre alla Napoli-Bari e alla Palermo-Catania, che sono inserite anche nella mappa delle priorità Ue, entrano nella "serie A" delle opere meridionali il nodo di Bari, la Cervaro-Bonino e la tratta adriatica Termoli-Lesina. Manca la Campania che ha bisogno di qualche giorno in più per risolvere una serie di questioni tecniche. Il piano dovrebbe valere poco meno di 8 miliardi, ma il quadro certo delle risorse si avrà solo fra qualche giorno. «Il dettaglio degli interventi e dei finanziamenti - scrivono Passera e Barca in una nota - verrà reso pubblico il 15 dicembre in occasione della chiusura del piano di azione coesione».
Per definire il quadro completo delle risorse è necessario capire a quanto ammontano i fondi regionali del Fas che vengono concentrati su questi interventi. Per chiudere il piano di azione coesione c'è bisogno anche dell'intesa anche sugli altri tre capitoli che lo compongono, oltre a quello delle ferrovie: agenda digitale, istruzione e occupazione.
Passera e Barca hanno assicurato che, pur in una situazione difficile per la finanza pubblica, l'intesa chiuderà la lunga stagione di incertezza finanziaria che ha caratterizzato l'azione del governo Berlusconi sui fondi per il Sud e, più in generale, per gli investimenti infrastrutturali.
Le Regioni, non solo quelle meridionali, hanno duramente contestato negli anni passati di questa legislatura l'uso che delle risorse Fas (Fondo aree sottoutilizzate) ha fatto l'ex ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, per qualunque emergenza o necessità: dalla ricostruzione in Abruzzo agli ammortizzatori sociali, dai contributi spot al comune di Palermo sull'orlo del dissesto finanziario all'abolizione dell'Ici prima casa, dalle frodi finanziarie all'istituto di sviluppo agroalimentare. Fino all'ultimo taglio da 9.489 milioni disposto con la legge di stabilità. Il nuovo Governo punta ad assumere impegni chiari e a rispettarli con Bruxelles e con le Regioni.


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