Lavori Pubblici

Passera: «Avanti con la Tav ci sono troppi aeroporti»

Giorgio Santilli

FREQUENZE TELEVISIVE - «Stiamo approfondendo». Sui trasporti priorità alla concorrenza. Lunedì a Parigi per confermare la Torino-Lione al ministro francese Mariani


ROMA
Avanti tutta con la Tav Torino-Lione «nel rispetto del tracciato e del cronoprogramma» e avanti anche con gli altri «collegamenti europei» che restano la priorità in campo infrastrutturale. Stop alla «filosofia di un aeroporto per ogni provincia» perché l'Italia ha bisogno di «alcuni grandi scali». Concorrenza e liberalizzazioni parole-chiave per rendere efficiente il sistema dei trasporti italiani. Sono i tre cardini intorno ai quali si muoverà la politica dei trasporti di Corrado Passera, ministro dello Sviluppo e delle infrastrutture, che ieri ha fatto il suo esordio in Parlamento alla commissione Trasporti di Montecitorio.
Passera ha fatto un veloce cenno anche all'assegnazione delle frequenze tv e all'ipotesi di bandire una gara formale, che sta diventando uno dei nodi politici per il Governo. «Stiamo approfondendo», si è limitato a dire, confermando che il dossier è stato riaperto, ma una soluzione non è stata ancora individuata.
La novità più importante è arrivata sugli aeroporti. Passera ha sposato in pieno la linea contenuta nel rapporto One Works-Kpmg-Nomisma messo a punto per Enac e ministero delle Infrastrutture quasi 18 mesi fa. Dei 48 scali attuali - diceva quel documento che rappresentava un primo nucleo di "piano aeroporti" - 14 sono quelli strategici da potenziare, 10 sono «recuperabii» e 24 sono da chiudere. Ora il neoministro sembra voler scongelare quelle linee-guida che il precedente ministro, Altero Matteoli, aveva sostanzialmente messo in freezer (forse anche per aver sposato l'apertura dell'ennesimo scalo a Viterbo).
Passera non si è nascosto che, sul piano delle risorse pubbliche disponibili, «la situazione è drammatica». La questione fondi riguarda anche la Torino-Lione che comunque «deve andare avanti»: lunedì Passera vedrà il ministro francese Thierry Mariani per confermare l'impegno italiano alla realizzazione dell'opera nella versione low cost sottoscritta dai due Paesi nell'accordo della Cig (commissione intergovernativa) dell'11 ottobre.
A proposito di fondi, oggi Passera e il ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, vedranno i presidenti delle Regioni meridionali per fare un passo avanti verso l'accordo sulla riprogrammazione dei fondi contenuta nel «piano di azione» concordato con Bruxelles dal precedente ministro, Raffaele Fitto. «Entro l'anno - ha detto Passera - rischiamo di perdere una quantità di fondi pazzesca. È difficile che riusciremo a recuperarle tutte. Cerchiamo di raccattare tutto ciò che é possibile e concentrarci su ferrovie, digital divide e scuola». Alle parole di Passera ha replicato Fitto. «A due settimane dal termine ultimo per la rendicontazione della spesa dei fondi europei - ha detto - nessun miracolo è più possibile. Se, come credo, l'Italia non perderà fondi europei lo dovremo al tanto lavoro iniziato da un anno a questa parte con grande sforzo di cooperazione istituzionale che ha visto coinvolti governo, regioni e la stessa Commissione Ue».
Per la concorrenza, il pilastro è l'Autorità per i trasporti che dovrebbe confluire nell'Autorità per l'energia, diventando il regolatore delle reti. Il Pd obietta al ministro che nell'Autorità non confluiscano anche le competenze su strade e autostrade, che dovrebbero invece restare alla struttura ministeriale in via di costituzione a Porta Pia.
giorgio.santilli@ilsole24ore.com


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