Lavori Pubblici

Infrastrutture, caccia a 40 miliardi

Giorgio Santilli


Prima tranche dal Cipe domani - Via al project financing, poi l'Autorità sui trasporti
Giorgio Santilli


ROMA. Il Governo punta a trovare 40 miliardi di euro tra risorse pubbliche e private per completare le opere prioritarie già in corso: il ministro per lo Sviluppo e le Infrastrutture, Corrado Passera, ha annunciato questo obiettivo ieri nel corso degli incontri con regioni ed enti locali. Una prima tranche di finanziamenti dovrebbe essere assegnata dal Cipe nella sua prima riunione di domani mattina. Tra le priorità del piano ci saranno nuovi investimenti autostradali per almeno tre miliardi finanziati dagli attuali concessionari e opere ferroviarie come la Brescia-Padova e la Napoli-Bari su cui, lavorando al contenimento dei costi, si pensa di coinvolgere investitori privati. Intanto ieri è stato varato un primo pacchetto di norme per accelerare le procedure e ridefinire le regole del project financing.
Passera ha spiegato che le infrastrutture saranno una delle priorità del Governo per rilanciare lo sviluppo. Ci saranno interventi ripetuti nel corso del tempo sia sul fronte delle regole sia su quello dei finanziamenti. Senza dimenticare l'impatto favorevole che potrà avere sulla gestione delle infrastrutture e sui traffici anche una buona regolazione. «Vareremo un'Autorità per il settore dei trasporti con un provvedimento che presenteremo nei prossimi giorni», ha detto Passera.
Nel decreto legge varato ieri ci sono una ventina di norme, anticipate dal Sole 24 Ore sabato. Alla fine si è scongiurato un rinvio ed è stato trovato l'accordo fra i ministeri delle Infrastrutture e dell'Economia. In un caso, quello del piano carceri finanziato e realizzato con capitali privati, la convergenza doveva essere triangolare fra Infrastrutture, Economia e Giustizia. Da una parte si proponeva un modello di project financing con l'intervento di istituti di credito e fondazioni bancarie, dall'altra si puntava alle permute immobiliari. Alla fine si è trovato un accordo di massima per varare un piano basato sulla valorizzazione «immobiliare», ma a definire criteri e modalità di intervento sarà un decreto interministeriale.
Tra le norme approvate, la durata minima della concessione a 50 anni per opere superiori al miliardo, la possibilità per le assicurazioni di destinare le riserve tecniche agli investimenti in infrastrutture, la semplificazione degli aggiornamenti delle concessioni per investimenti da tre miliardi, norme tecniche che facilitano la realizzazione della metro C e della variante di valico (con una riduzione di costi di 200 milioni), nuove regole per l'emissione di project bond, la cessione di immobili pubblici per favorire la realizzazione in concessione di un'opera.
Il cuore del decreto restano le regole per favorire la bancabilità dei progetti, in generale e con riferimento a settori specifici (aeroporti, metropolitane, porti). C'è il nuovissimo canone di disponibilità: il privato realizza una propria opera, poi garantisce il servizio pubblico all'amministrazione che paga un canone. C'è anche la gestione "allargata" delle opere in concessione: meccanismo che consente di far confluire tra i proventi della gestione anche quelli derivanti da opere «direttamente connesse a quelle da realizzare».
Si confermano anche le norme-manifesto in favore delle piccole e medie imprese: le amministrazioni pubbliche dovranno limitare l'uso di maxiappalti, i general contractor e i concessionari delle grandi opere dovranno favorire la partecipazione delle Pmi. C'è anche un incremento di trasparenza negli appalti, con le modifiche allo «Statuto delle imprese», approvato un mese fa dal Parlamento. La soglia massima per gli affidamenti senza gara per la progettazione, che era stata alzata da 100mila a 211mila euro, è stata riportata a 100mila euro.


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