Lavori Pubblici

Ance: manovra recessiva, ora una fase 2 per la crescita

Alessandro Arona

IL PRESIDENTE BUZZETTI - «Ci vuole un pacchetto di sconti fiscali capaci di fare da miccia per il piano città e per la riqualificazione urbana»


Per l'associazione nazionale costruttori (Ance) la manovra Monti «è fortemente recessiva per l'edilizia», in un quadro che vede il settore in costante arretramento dal 2008. Ma al tempo stesso l'Ance scommette sulla «fase 2» del governo, quella dedicata alla crescita, e propone un pacchetto di sconti fiscali in grado di stimolare la riqualificazione degli edifici e delle città.
I dati e le proposte per il settore sono stati presentati ieri a Roma dal presidente Ance Paolo Buzzetti, insieme ai vertici dell'associazione. Gli investimenti in costruzioni subiranno a fine 2011 un calo (in valori reali) del 5,4%, e la recessione proseguirà senza pause nel 2012, quando si prevede un calo del 3,8% (-3,2% le stime di giugno).
Il settore ha perso nel quadriennio 2008-2011 il 21% del suo valore reale, e nel 2012 il calo quinquennale sarà del 24,1 per cento. La recessione è pesante in particolare per le nuove costruzioni residenziali (-40,4% nel 2008-2012), e le opere pubbliche (-37,2% nel 2008-2012 e -44,5% dal 2005).
Dall'inizio della crisi sono stati persi, secondo le stime Ance, 250mila posti di lavoro nelle costruzioni, che raggiungono le 380mila considerando anche i settori collegati. L'accesso al credito è in peggioramento, secondo un'indagine rapida Ance, per il 62% delle imprese, e i ritardi medi nei pagamenti della pubblica amministrazione sono saliti a 159 giorni (8 mesi). «Su questo – ha detto Buzzetti – stiamo valutando cause legali con Bruxelles, anche a supporto di singole imprese».
«Il quadro del settore rimane estremamente grave – sottolinea il presidente Ance – se non accadrà qualcosa di nuovo nel 2012 ci sarà una diffusa chiusura di imprese».
La manovra Monti non cambia secondo le analisi Ance la spesa statale per infrastrutture nel 2012: -12,1%, e -42,7% nel 2008-2012. E gli introiti Imu andranno a compensare solo nel 2012 la restrizione del patto di stabilità dei Comuni.
L'inasprimento fiscale sulle abitazioni, inoltre, è secondo l'Ance «eccessivamente punitivo» e inciderà pesantemente sulle scelte di investimento delle famiglie.
«Nella manovra ci sono alcune cose positive» – ha sottolineato Buzzetti, come le misure a favore del project financing, gli incentivi Ace e Irap per le imprese, «e il forte impegno per garantire liquidità alle banche». «Ora però – ha aggiunto Buzzetti – ci aspettiamo che il nuovo governo (cosa che il precedente non ha mai fatto) riconosca il ruolo che l'edilizia può giocare nello stimolare la crescita».
L'Ance rilancia l'opportunità di un grande piano di piccole e medie opere subito cantierabili (ogni miliardo investito in edilizia – ricordano – genera ricadute positive di 3,4 miliardi nell'economia). Ma soprattutto l'Ance propone il lancio di un vero Piano città, che stimoli la ristrutturazione degli edifici, il risparmio energetico e la riqualificazione di quartieri e aree degradate. Con tre strumenti fiscali: rinvio della tassazione delle imprese dai trasferimenti intermedi di aree alla vendita finale, aiutando così gli investimenti; estensione del 36% a chi acquista immobili ristrutturati; introduzione, come in Francia, di forti detrazioni a beneficio dei privati che acquistano appartamenti ristrutturati per poi affittarli. «Serve un governo – spiega Buzzetti – che metta questa "miccia" fiscale e poi spinga in Comuni a costruire in concreto questi piani di riqualificazione urbana».


© RIPRODUZIONE RISERVATA