Gestionale

Ecco le nuove Università dove si incontrano ricerca, professione e didattica

Mariagrazia Barletta

I campus di nuova concezione in costruzione a Milano, Aosta, Roma, Lodi e Torino

Non ci sono confini marcati tra ricerca, cura e didattica nello smart campus che si sta ultimando a Pieve Emanuele, a sud di Milano. A realizzarlo è la Humanitas University, giovane ateneo privato dove si studia medicina in inglese. Il nuovo sito è in continuità con il polo esistente che include ospedale con polo ricerca e università.
Il nuovo campus - da 70 milioni di euro (di cui circa 21 donati da privati) - comprende «un edificio polifunzionale con mensa, bar e funzioni comuni, un edificio per la didattica con aule, rettorato e uffici e infine l'edificio della ricerca» racconta l'architetto Filippo Taidelli. «Le tre strutture - continua - saranno consegnate a maggio 2017» e presto partiranno i lavori per una residenza universitaria. Ci sarà, tra l'altro, un simulation center di ultima generazione: un luogo per fare pratica, in modo virtuale, in ambito medico e chirurgico.

Stretta relazione tra didattica, pratica professionale e ricerca anche per il campus che l'Università Statale sta sorgendo a Lodi, in zona agricola, su progetto di Kengo Kuma. È un polo veterinario, zootecnico e agroalimentare voluto per riunire in un solo sito tutte le attività della facoltà di Veterinaria, oggi divise tra Milano e Lodi. Il campus sta crescendo attorno agli edifici esistenti del centro zootecnico e dell'ospedale grandi animali. I lotti sono tre lotti: il primo ingloba il polo didattico, il secondo comprende gli spazi per la ricerca e quelli dipartimentali e il terzo riguarda il completamento del centro zootecnico. «Il primo lotto dovrebbe essere pronto a fine 2017, mentre il secondo sarà terminato ad aprile 2018», riferisce l'architetto Cesare Merluzzi, capo del settore progettazione, direzione patrimonio immobiliare dell'Università Statale. Anche il terzo lotto è stato avviato ed è in costruzione un ospedale per piccoli animali progettato dalla cooperativa italiana di architetti e ingegneri, CairePro. «Entro fine anno finirà anche questo», assicura Merluzzi. L'investimento è di 55,8 milioni di euro. Il polo della didattica e della ricerca è finanziato per il 60% dall'Università degli Studi di Milano e per il resto da Regione Lombardia, Comune e Provincia di Lodi. Le strutture di completamento del centro zootecnico e dell'ospedale veterinario sono invece a carico dell'Università degli Studi di Milano.

La necessità di moltiplicare le occasioni di incontro e di confronto tra studenti, ricercatori, docenti e visitatori, influenza la progettazione. Così, proliferano luoghi informali per riunirsi, incontrarsi o studiare, al chiuso o all'aperto, o per lavorare in team. «Sempre di più gli ambienti per lo studio non sono solo quelli istituzionali, accademici, della biblioteca con il tavolo e la sedia rigida di legno, i layout e gli arredi diventano informali e ovunque si studia, anche al bar e negli spazi aperti; da Parigi a Singapore agli Usa, questa è ormai una tendenza» dice Taidelli. Nell'edificio polifunzionale del campus Humanitas, cuore delle attività comuni, lo spazio è fluido, privo di rigide separazioni, caratterizzato da doppie e triple altezze e da un'ampia terrazza, utilizzabile come aula all'aperto.
Una ricca articolazione di spazi pubblici e semipubblici anima l'edificio per la didattica del futuro polo universitario di Aosta progettato dallo studio Mca. L'edificio in costruzione (fine lavori prevista entro il 2018), è il primo tassello di una vasta rigenerazione urbana firmata dallo studio Cucinella e destinata a trasformare gli oltre 56mila mq dell'ex caserma Testafochi nell'unica sede dell'Ateneo dove concentrare tutte le attività.

Dal recupero di parte dell'ex caserma saranno ricavati il rettorato e la biblioteca; e dalla demolizione di due palazzine nasceranno due blocchi didattici organizzati intorno a una piazza pubblica, cuore del progetto. Sul lato opposto è previsto lo studentato con giardino e attrezzature sportive. Gli edifici della didattica sono estremamente permeabili. La concentrazione al piano terra di logge, caffetteria e libreria permette allo spazio pubblico della piazza di "penetrare" negli edifici. A ogni piano, ampi ballatoi, assimilabili a spazi pubblici coperti, sono concepiti come luoghi di convivialità.
Nuovi spazi di aggregazione anche per gli studenti dell'Università Lumsa, con il sito da poco inaugurato a Roma, vicino al Vaticano: frutto di una delicata riqualificazione con nuova costruzione, progettato dallo studio Giuseppe Manara & Partners, dall'ingegnere Maurizio Russo della direzione tecnica Lumsa, con il supporto di Mario Di Paola, ordinario di Scienza delle costruzioni all'Università di Palermo. Una parte degli spazi, tra cui la biblioteca, è aperta ai cittadini del quartiere con anche nuove aree pedonali e a verde.
Per le città la nascita di nuove sedi universitarie è udn'occasione per incrementare la qualità urbana. A Milano, nel caso del campus progettato dallo studio Sanaa, grazie a una convenzione tra il Comune e la Bocconi, sarà realizzata un'ampia riqualificazione urbana - a carico dell'Ateneo - che include la sistemazione funzionale e paesaggistica di aree pubbliche comunali.

Nel nuovo campus Humanitas, l'Ateneo realizzerà spazi pubblici «con piste ciclabili e percorsi attrezzati per il parkour» aperti ai cittadini, spiega Taidelli. Emblematico, poi, il nuovo campus di Aosta, che oltre a essere un caso concreto di riuso, restituisce ampi spazi alla fruibilità pubblica e genera percorsi pedonali e aree verdi che si integrano nel tessuto esistente. Una piazza per socializzare sorgerà anche nel piazzale Aldo Moro a Torino, dove l'Ateneo avrà una nuova sede. Quattro nuovi edifici e il recupero di Palazzo Nuovo daranno vita ad un nuovo campus. Ci saranno aule, uffici, una residenza universitaria e una galleria commerciale. La costruzione del nuovo complesso, progettato da De Ferrari Architetti, il cui costo è di 50 milioni (di cui 7,5 milioni a carico dell'Università), è stata affidata attraverso project finance a Usp University Service Project che gestirà il polo per 29 anni, a fronte di un canone per l'Università di 1,5 milioni l'anno. Rigenerazione urbana anche a Napoli Est, con l'insediamento della facoltà di Ingegneria nel nuovo campus. Il polo si svilupperà per ospitare più studenti e poli di ricerca e trasferimento tecnologico.


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