Gestionale

Il Durc irregolare? Non esiste. Il Welfare: senza documento niente cantiere

Massimo Frontera

Il ministero del Lavoro precisa che l'irregolarità del Durc consiste nel suo mancato rilascio, perché «ontologicamente il Durc è solo regolare»

Il ministero del Lavoro sfata il mito del "Durc irregolare". Dopo l'entrata in vigore della procedura telematica, spiega il ministero in risposta a un interpello del consiglio nazionale degli ingegneri, non ha più senso parlare di Durc irregolare.

Gli ingegneri, in particolare - relativamente alle prescrizioni contenute nel Dlgs n.81/2008 (articolo 90, commi 9 e 10) - hanno chiesto al ministero di conoscere la corretta interpretazione all'inciso «in assenza del documento unico di regolarità contributiva» contenuto nel Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Più esattamente, gli ingegneri volevano sapere se «la presenza di un Durc irregolare nel senso indicato equivalga ad assenza del Durc e, quindi, se i lavori possano svolgersi senza che gli uffici comunali abbiano acquisito un Durc regolare delle imprese o dei lavoratori autonomi».

Il ministero ha risposto spiegando che non c'è alcuna interpretazione da dare alla lettera della norma, semplicemente perché il Durc irregolare in realtà non esiste. «Se non può essere attestata la regolarità dei versamenti contributivi - risponde il ministero - non viene rilasciato un "Durc irregolare", non solo perché non è previsto dal sistema di cui al DM in parola (il decreto 30 gennaio 2015 sul Durc on line, ndr) ma perché ontologicamente, il Durc è solo regolare». Tale documento, si ricorda sempre nella risposta all'interpello degli ingegneri, viene generato «solo dopo esito positivo della verifica che attesta la regolare posizione del soggetto tenuto ad effettuare i versamenti contributivi, mentre in caso di "assenza di regolarità" nell'art.4 del citato decreto è prevista la procedura per la regolarizzazione all'esito (positivo) della quale è possibile ottenere il rilascio del Durc».

La principale conseguenza del mancato rilascio del Durc (come spiega anche una nota dell'Ance inviata ai propri associati in cui si segnala la risposta all'interpello degli ingegneri) è la sospensione del titolo abilitativo.
Nei lavori privati, il committente o responsabile dei lavori verificherà la regolarità contributiva, ai fini della verifica dell'idoneità tecnico professionale delle imprese o dei lavoratori autonomi (art. 90, comma 9 let. a), mediante richiesta del Durc a questi ultimi.
«Si ritiene - afferma l'Ance - che tale richiesta verrà soddisfatta o mediante la ricezione del semplice Pdf o mediante verifica diretta, attraverso delega, con il nuovo sistema informatico del Durc on line».

Sempre nell'ambito dei lavori privati, il committente o il responsabile dei lavori non dovrà più trasmettere il Durc all'amministrazione concedente prima dell'inizio dei lavori (art. 90, comma 9 lett. "c"), come previsto dall'art. 14, comma 6bis del D.L. n. 5/2012, convertito in L. n. 35/2012. Sarà l'amministrazione a dover procedere all'acquisizione d'ufficio.
Quanto alla sospensione del titolo abilitativo (art. 90, comma 10 del Dlgs n.81/2008), il ministero del Lavoro prevista che l'amministrazione concedente procederà in tal senso, sia in caso di inadempienze comunicate dall'organo di vigilanza, sia nel caso di inadempienze direttamente accertate dall'amministrazione concedente stessa.


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