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Bandi per fondi europei, avanti tutta su ecodesign e case efficienti

F.P.

Con «Energy efficiency» la Commissione punta a colmare il gap tra gli obiettivi ambientali e il progresso tecnologico

Spingere sul rinnovamento del parco immobili in particolare abbattendo i costi per realizzare edifici a energia «quasi a zero» e aiutare a migliorare le regole per l’ecodesign dei prodotti connessi all’energia. Sono due obiettivi di particolare interesse per le imprese del sottoprogramma «Energy efficiency» di Horizon 2020 lanciato in questi giorni dalla Commissione europea.

Secondo la direttiva europea 2010/31 sull’efficientamento energetico in edilizia tutti i nuovi immobili realizzati dal 2020 (2018 per quelli pubblici) dovranno essere a «energia quasi a zero» (cosiddette case passive). Il progresso tecnologico però è più lento del previsto e richiede soluzioni che riducano i costi di mercato.

Le proposte che i partecipanti al bando possono presentare devono concentrarsi sulla riduzione dei costi di progettazione e costruzione di nuovi edifici a «energia quasi a zero» con l’obiettivo di aumentare la loro diffusione sul mercato. Considerata anche la spinta della direttiva europea sull’efficienza 2012/27 (recepita con il Dlgs 102/2014) al rinnovo del parco immobili, specie della pubblica amministrazione chiamata a migliorare obbligatoriamente e costantemente la performance energetica dei propri edifici, il bando incentiva anche progetti che possano rimuovere le barriere di mercato e migliorare le ristrutturazioni rilevanti, superando ostacoli non solo tecnologici per facilitare la ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente.

Un’altra granda partita che riguarda il miglioramento dell’efficienza energetica in Europa è quella legata in generale all’efficientamento e in particolare alla progettazione ecocompatibile (ecodesign) dei prodotti connessi all’energia di cui alla direttiva 2009/125/Ce recepita col Dlgs 15/2011 che reca le specifiche minime per la progettazione ecocompatibile che i prodotti che consumano energia devono soddisfare per poter essere utilizzati e venduti nell’Ue.

La legislazione europea in materia ( direttive 2009/125 e 2010/30 sull’etichettatura del consumo energetico dei prodotti nonché sistemi volontari di etichettatura come l’«Energy Star») hanno contribuito al raggiungimento degli obiettivi Ue in materia di efficienza energetica. Per la Commissione europea però tutto questo non basta: occorre una costante sorveglianza del mercato che consenta il rafforzamento di queste regole.

Le proposte dei partecipanti al bando dovranno quindi concentrarsi sullo sviluppo, il monitoraggio la verifica e l’applicazione della policy Ue sui prodotti connessi all’energia, in particolare per quei prodotti che rappresentano il più alto potenziale di risparmio energetico, nonché quei prodotti che costituiscono nuove sfide per la sorveglianza del mercato e possono richiedere nuovi approcci e metodi per il monitoraggio la verifica e l’applicazione di nuova regolamentazione.

Le proposte vanno presentate entro il 15 settembre 2016. Le singole call for proposal possono essere consultate sul sito della Commissione europea all’indirizzo http://ec.europa.eu/research/participants/portal/desktop/en/home.html


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