Lavori Pubblici

Nuovo codice/3. Restauro, gli ingegneri chiedono di poter svolgere la funzione di direttore tecnico delle imprese

Giuseppe Latour

La richiesta sarà presentata all'Anac nel corso di un convegno organizzato oggi a Napoli dall'ordine degli ingegneri della provincia

Dare agli ingegneri la possibilità di svolgere la funzione di direttore tecnico delle imprese di restauro. È questa la richiesta che sarà presentata all'Anac nel corso di un convegno organizzato oggi dall'ordine degli ingegneri di Napoli nel capoluogo campano. Le linee guida che l'Anticorruzione dovrà preparare entro il prossimo 18 aprile per sostituire il regolamento appalti, secondo una richiesta condivisa tra gli ingegneri partenopei e il Cni, dovranno recepire gli ultimi orientamenti del Consiglio di Stato: la funzione di direttore tecnico, infatti, non implica scelte di carattere culturale e artistico. Per questo, può essere affidata a un ingegnere.

Paola Marone, vicepresidente dell'ordine degli ingegneri di Napoli, spiega: «A seguito dell'emanazione del Dpr n. 207/2010 e del comunicato Avcp n. 74/2012 gli ingegneri, direttori tecnici delle imprese attestate Soa nel settore del restauro, anche se in possesso di consolidate esperienze, non sono stati più ritenuti idonei allo svolgimento dell'incarico di direzione tecnica». Migliaia di ingegneri, cioè, all'indomani del regolamento del 2010 non hanno più potuto svolgere il proprio lavoro: solo gli architetti e i restauratori, secondo quell'impostazione, avevano le competenze per lavorare in un'impresa di restauro. Dopo molte discussioni, però, una sentenza del Consiglio di Stato (n. 4290/2015) ha ribaltato le carte in tavola, ammettendo la direzione tecnica degli ingegneri che già svolgevano quell'attività al momento dell'emanazione del Dpr n. 34/2000.

Un intreccio complicatissimo che, per Marone, andrebbe sciolto: «Chiediamo all'Anac di ammettere i direttori già in attività, ma anche di consentire l'accesso ai giovani». Il direttore tecnico, infatti, non progetta ma semplicemente organizza il cantiere. Secondo un'impostazione condivisa anche da Rudy Girardi, presidente di Federcostruzioni: «É paradossale che chi ha svolto questo lavoro per anni non possa più farlo, ma allo stesso modo bisognerebbe consentire anche a nuovi ingegneri, che abbiano fatto un periodo di esperienza, di esercitare questa funzione».

Insomma, come spiega il presidente degli ingegneri di Napoli, Luigi Vinci: «In un momento di grave crisi economica, che colpisce pesantemente anche i professionisti ci è sembrato doveroso mobilitarci per evitare che a nostri iscritti vengano precluse opportunità di mercato in un contesto, ripeto, già asfittico. In questa mobilitazione abbiamo potuto contare anche sul sostegno del Consiglio nazionale». Dal presidente del Cni, Armando Zambrano, infatti, arriva pieno appoggio per questa battaglia. «Ci aspettiamo che le linee guida Anac di prossima emanazione prevedano la competenza degli ingegneri, perché è veramente inconcepibile che questi non possano svolgere la funzione di direttore tecnico. Mi pare un chiarimento dovuto. Questa situazione ha una serie di conseguenze che consideriamo irrazionali». Per questo, spiega il tesoriere del Cni, Michele Lapenna «condividiamo in pieno il documento che sarà presentato dall'ordine di Napoli».


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