Gestionale

Unioncamere: fallimenti in calo (-4,8%), ancora meglio le costruzioni (-10,3%)

A.A.

«Il sistema produttivo sta uscendo dalla crisi». In edilizia il tasso di fallimento resta però del 2,9%, superiore alla media del 2,1

Rallenta la corsa dei fallimenti delle imprese italiane: tra gennaio e novembre 2015 le procedure fallimentari aperte dalle aziende dello Stivale sono state 12.583, contro le 13.223 del corrispondente periodo del 2014. In termini percentuali, la frenata è vicina al 5% e segna un'inversione di tendenza rispetto al trend degli ultimi 4 anni.

Rispetto alla struttura imprenditoriale italiana, che conta circa 6 milioni di imprese registrate negli archivi delle Camere di commercio, il fenomeno delle aperture di procedure fallimentari riguarda dunque un numero di imprese molto limitato, nell'ordine di 2,1 unità ogni mille.
«Il segnale che giunge dal rallentamento delle procedure fallimentari è certamente positivo - sottolinea il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello - ci conferma che il sistema produttivo italiano sta uscendo dalla grave crisi degli ultimi anni. Quello di quest'anno è infatti, sul fronte dei fallimenti, il risultato migliore dall'inizio della crisi».

Osservando la distribuzione delle nuove procedure per settore di attività delle imprese, quello che contribuisce maggiormente in termini assoluti è il commercio (3.186 fallimenti aperti negli undici mesi, pari al 25,3% del totale). Seguono le costruzioni con 2.824 eventi (22,4%) e l'industria manifatturiera con 2.654 (21,1%).

Il numero di fallimenti nel settore delle costruzioni, in particolare, è sceso nei nove mesi 2015 rispetto agli stessi del 2014 del 10,3%, oltre il doppio del -4,8% della media di tutti i settori. Ancora meglio - tra le categorie più importanti - hanno fatto solo le attività manifatturiere (-11,7%).
Nelle costruzioni il tasso di fallimento (numero di procedure fallimentari aperte ogni mille imprese registrate) è stato nel 2015 del 2,9, peggio della media del 2,1, e peggio del 2,0 delle imprese di commercio, 1,8 di alloggio e ristorazione, 2,3 di Servizi di informazione e comuicazione, 2,3 di attività immobiliatri, 2,3 di noleggio e agenzie di viaggio, e del 2,0 delle attività professionali; ma meglio del 4,0 delle attività manifatturiere.


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