Gestionale

Ctu, pronto il decreto di aggiornamento delle tariffe: l'adeguamento sarà limitato agli indici Istat

Giuseppe Latour

Il provvedimento è stato scritto e inviato al ministero dell'Economia per ottenere un parere: l'adeguamento, che sarà parametrato agli indici Istat, costerà circa 40 milioni

Il decreto di aggiornamento delle tariffe dei consulenti tecnici di ufficio è pronto. La conferma di quanto anticipato nei giorni scorsi da «Edilizia e Territorio» arriva direttamente dal sottosegretario al ministero della Giustizia, Cosimo Ferri. Il provvedimento è stato scritto e inviato al ministero dell'Economia per ottenere un parere: l'adeguamento, che sarà parametrato agli indici Istat, costerà circa 40 milioni di euro. Si tratta di risorse che andranno trovate con la legge di Stabilità. Anche se i tecnici del Guardasigilli, in queste ore, hanno avanzato un'ipotesi alternativa: conteggiare i risparmi derivati dal processo telematico, collegati alle mancate notifiche degli atti. In questo modo sarebbe possibile compensare il buco nei conti.
RUOLO E COMPENSI DEI CTU: LE NORME E LA RASSEGNA DELLE SENTENZE

CTU: GUIDA AL LAVORO DEI PROFESSIONISTI CON IL NUOVO PROCESSO CIVILE TELEMATICO

«Il provvedimento era atteso da tempo e posso confermare che è pronto», spiega Ferri. Saranno toccati certamente due punti. Il primo riguarda le cause con un valore di riferimento: per fissare i compensi, il giudice usa delle percentuali che non vengono aggiornate dal 2002. Il secondo riguarda le cosiddette "vacazioni": sono i compensi orari, da tenere come riferimento quando la causa non ha un valore predeterminato. Al momento valgono 8,15 euro (sui quali pagare le tasse) ogni due ore.

In entrambi i casi ci saranno adeguamenti. «Abbiamo previsto l'aggiornamento secondo gli indici Istat», prosegue il sottosegretario. È una notizia positiva, ma solo a metà. I professionisti, infatti, chiedevano da tempo che le tariffe fossero radicalmente riformate, elevando di parecchio le soglie delle vacazioni e introducendo meccanismi nuovi, come incentivi nel caso in sui si consegnino le consulenze in anticipo sui tempi. Tutto questo non ci sarà. Il ministero si prepara semplicemente a riconoscere ai Ctu il margine di inflazione maturato in questi anni di attesa.

Cosa manca, allora, per l'approvazione del decreto? «Occorrono, ovviamente, delle coperture che sono abbastanza rilevanti. Stiamo ragionando insieme al ministero dell'Economia su diverse strade», dice ancora Ferri. Dopo avere scritto il decreto, la Giustizia ha inviato il testo al Mef per ottenere un parere sulle coperture necessarie. I tecnici del Tesoro hanno stimato che, per varare la misura, sono necessarie risorse per circa 40 milioni di euro. Un importo piccolo, ma evidentemente difficile da giustificare in epoca di spending review.

Questo denaro sarà, comunque, trovato nel perimetro della manovra. «Speriamo di farcela», dice il sottosegretario. Probabilmente, si farà ricorso a una compensazione, ipotizzata dagli uffici del Guardasigilli in queste ore. Nel quadro della riforma digitale dei processi sono maturati risparmi notevoli, ad esempio per le mancate notifiche, che non passano più dalle raccomandate ma dalla posta elettronica certificata. Sarebbe, allora, possibile conteggiare queste minori spese e, in parte, utilizzarle per trovare le coperture necessarie a ritoccare le tariffe. Insomma, serve ancora un po' di lavoro. Ma l'adeguamento dei compensi dei Ctu pare finalmente in arrivo.


© RIPRODUZIONE RISERVATA