Gestionale

Inarcassa, per i professionisti più facile partecipare alle gare: tetto dell'irregolarità elevato a 1.500 euro

Giuseppe Latour

Sarà allungato il tempo di validità del certificato di regolarità, da 90 a 120 giorni. Per quattro mesi architetti e ingegneri saranno così al riparo da rimostranze

Rivoluzione per la regolarità contributiva di architetti e ingegneri. Il Consiglio di amministrazione di Inarcassa, nella seduta di domani, si prepara a varare una riforma che, di fatto, consentirà ai professionisti di partecipare alle gare anche quando hanno qualche contributo arretrato. Le mosse saranno quattro. Verrà elevato il tetto dell'irregolarità grave, oltre la quale non si può partecipare ai bandi: passerà da 100 a 1.500 euro circa. Sarà allungato il tempo di validità del certificato di regolarità, da 90 a 120 giorni. Per quattro mesi architetti e ingegneri saranno così al riparo da rimostranze. Sarà concesso più tempo, almeno due settimane, per ripianare le irregolarità (al momento si hanno solo sette giorni). E, infine, si cercherà di pesare l'importanza dei diversi inadempimenti. I mancati versamenti sui contributi minimi dell'anno non saranno considerati gravi.

La riforma in rampa di lancio rientra nel programma del nuovo presidente Giuseppe Santoro che, appena arrivato alla guida dell'ente, sta avviando la sua azione a partire da due temi, oggetto dell'ultima campagna elettorale per il rinnovo della cariche dell'ente: le sanzioni e l'irregolarità contributiva. Si tratta di questioni collegate e molto sentite dagli iscritti, soprattutto alla luce del fatto che la Cassa di ingegneri e architetti a consuntivo 2014 ha in bilancio quasi 800 milioni di crediti verso i professionisti. Un'enormità che impatta sulla vita quotidiana delle partite Iva, sia in fase di pagamento di eventuali interessi di mora, sia in fase di partecipazione alle gare.

Per accedere ai bandi, infatti, bisogna produrre un'autocertificazione della propria situazione contributiva. Dopo l'aggiudicazione, questo documento viene sottoposto a verifica presso Inarcassa. Al momento, l'ente non si è mai esplicitamente pronunciato con proprie deliberazioni sulla questione e, in analogia con quanto succede negli appalti pubblici, dichiara l'irregolarità quando il debito sfonda il muro dei 100 euro. Quando viene superata questa soglia, di fatto, si impedisce al professionista di prendere la commessa, con un danno economico piuttosto evidente, soprattutto in una fase di crisi.

Il Cda di domani, nella sua prima riunione dopo la pausa estiva, approverà un pacchetto di novità proposto dal presidente, che cerca di ammorbidire il sistema attuale: si tratta di una riforma di carattere tecnico, che il Consiglio di amministrazione può licenziare senza passare dal Comitato nazionale dei delegati. L'idea di fondo è evitare che il certificato di regolarità contributiva diventi una tagliola nella quale architetti e ingegneri rischiano di spezzarsi le mani, anche di fronte ad arretrati di poche centinaia di euro. Allora, la prima mossa sarà elevare il tetto al di sopra del quale l'irregolarità viene considerata grave. I 100 euro attuali andranno definitivamente in pensione. La nuova soglia sarà oggetto di valutazioni fino all'ultimo, ma c'è allo studio l'ipotesi di considerare come tetto di riferimento (aggiornabile anno per anno) la prima rata dei contributi minimi obbligatori che, al momento, per chi ha un'anzianità superiore ai cinque anni vale circa 1.500 euro. Sotto questo limite, l'irregolarità sarà considerata lieve. Rispetto ad ora, allora, la soglia verrà moltiplicata per dieci.

Non è tutto. L'altro obiettivo di Santoro è evitare che la situazione debitoria sia considerata solo da un punto di vista quantitativo, come è avvenuto finora. Andrà valutato se l'arretrato è frutto di una dimenticanza o di una condotta reiterata nel lungo periodo. Valutazioni che concorreranno a definire una strada percorribile per il rilascio della regolarità contributiva, senza far scattare il cartellino rosso in caso di verifica di una stazione appaltante.
Altre misure andranno, poi, a incidere sui tempi delle procedure. Sarà allungato il periodo concesso a ingegneri e architetti per mettersi in regola, una volta che la Cassa gli avrà segnalato la necessità di sanare la loro situazione dopo la richiesta di una pubblica amministrazione. Al momento, questa finestra dura appena sette giorni: troppo poco per compensare arretrati che, magari, valgono qualche migliaio di euro. Sarà portata almeno a due settimane. Infine, sarà aumentata la durata totale del certificato di regolarità contributiva: passerà dagli attuali 90 fino a 120 giorni. Per quattro mesi, dopo che Inarcassa avrà emesso il documento, il professionista sarà al riparo da qualsiasi richiamo delle amministrazioni. Potrà tranquillamente partecipare alle gare o incassare i pagamenti senza il timore di incappare in qualche impedimento burocratico.


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