Città e Urbanistica

Mobilità, in vista del Giubileo Roma punta sul raccordo anulare ciclistico

Alessandro Lerbini

L'associazione VeloLove promotrice del Grab: interventi mirati per rendere fruibili percorsi storico-naturalistici già esistenti lunghi 44 km. Costo tra due e quattro milioni finanziabili dalle Infrastrutture

Un nuovo raccordo anulare per la città di Roma. Ma a beneficiarne saranno solo i ciclisti. Sta per approdare sul tavolo del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio (che già si è espresso favorevolmente sull'operazione) il progetto del Grab, l'anello anulare di 44 chilometri frutto di un lavoro collettivo nato dal basso e coordinato da VeloLove (un circuito di feste, spettacoli, iniziative culturali che coinvolgono principalmente i ciclisti urbani, ma anche pedoni, pendolari e utenti del trasporto pubblico) che ha coinvolto cittadini e associazioni, prime fra tutte Legambiente, Rete Mobilità Nuova e Salvaiciclisti e che comprende anche Parco regionale dell'Appia antica e Touring club.

«L'obiettivo - afferma Alberto Fiorillo di Legambiente, coordinatore del progetto - è quello di copiare la ciclovia sul Danubio a Roma e di attirare, attraverso il marketing territoriale, il turismo su due ruote su percorsi che solo Roma può offrire al mondo». I promotori, che puntano pure alla possibilità di trovare finanziatori privati, così come accaduto in altri parti d'Europa, hanno presentato al sindaco Marino l'iniziativa che ha un costo complessivo tra i due e i quattro milioni e che potrà essere inclusa tra le opere del prossimo Giubileo.

La mappa del percorso

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«Si tratta - ha detto Fiorillo -, di risorse aggiuntive già previste per l'Anno santo straordinario della misericordia. Operativamente è il Comune che deve presentare il progetto al Ministero per i finanziamenti, ma i tempi sono stretti. I lavori avranno una durata di soli 90 giorni, ma per essere pronti per l'inizio del Giubileo il prossimo 8 dicembre, il via libera dovrà essere dato entro i primi giorni di giugno. Noi comunque andremo avanti in ogni caso, anche se la risposta sarà negativa, perché il Grab sarà un percorso permanente per la città».

Il progetto non prevede la costruzione di nuove piste ciclabili (tranne che in piccole porzioni di territorio) ma interventi mirati per rendere fruibili percorsi già esistenti per i ciclisti. Si interverrà quindi sulla messa in sicurezza di attraversamenti (su tutte le consolari Salaria, Casilina, Appia Nuova e Nomentana) e sulla segnaletica. «Faremo dove possibile una "green line" a terra - continua Fiorillo - che indicherà le ciclovie. Non faremo invece dei fondi bituminosi di colore rosso. Dove non sarà possibile proseguire con la linea verde, come sugli sterrati, installeremo dei cartelli. Se ci verrà riconosciuto per intero il finanziamento faremo poi dei ciclo-parking e delle aree facility intorno a San Pietro e a Castel Sant'Angelo per chi riaggiunge la zona in bici. Con soli 900mila euro, invece, il Grab sarà a uso quasi esclusivo dei romani e non potrà avere un grosso richiamo sul turista che vuole visitare la città sulle due ruote».

I costi nel dettaglio
Per realizzare la segnaletica del Grab, per mettere in sicurezza l'anello (intervenendo sui pochi punti critici e realizzando corsie dedicate alle bici per attraversare le arterie che incrocia) e per rendere più funzionali alcune tratte nelle aree verdi si stima un costo di circa 500mila euro. Con 400mila euro in più è possibile intervenire sui marciapiede e sul resto del tracciato separando i flussi di pedoni e ciclisti in modo da evitare potenziali situazioni di conflitto. Con una spesa compresa tra i 2 e i 4 milioni si può invece realizzare una ciclovia con una estetica forte e un carattere identitario.

Il percorso
Il Grab toccherà numerosi luoghi di interesse storico-naturalistico della capitale. Tra questi ci sono: Arco di Costantino, Circo Massimo, terme di Caracalla, Appia Antica, parco della Caffarella, Almone, acquedotto Felice, acquedotto Alessandrino, Villa Gordiani, riserva dell'Aniene, Quadraro, Villa Ada, Bioparco, Villa Borghese, Gnam, Ara Pacis, ciclabile del Tevere, San Pietro e Castel Sant'Angelo, isola Tiberina, Sinagoga, Campidoglio, Fori Imperiali e Colosseo. Alcuni dei quartieri interessati sono Centocelle, Casilino, Montesacro e Parioli.

Le criticità
Sebbene oltre il 70% del tracciato si sviluppi in sede propria (parchi urbani e piste ciclabili) il rimanente 30% del Grab utilizza la viabilità ordinaria. Di questa un buon 8% potrebbe transitare su marciapiedi a bassa frequentazione, facilmente destinabili a un uso promiscuo ciclo-pedonale. Un ulteriore 15% sfrutta viabilità secondaria. Permane un 4-5% (due km su un totale di oltre 44) di strade trafficate, per le quali andranno progettate sistemazioni idonee.


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