Città e Urbanistica

Piano anticorruzione a Napoli, regole comuni per 92 amministrazioni

Brunella Giugliano

Il programma della città metropolitana: rotazione negli incarichi dirigenziali, task force per controllare i contratti prima della firma, trasparenza on line su procedure e documenti

Misure di prevenzione per tagliare fuori eventuali infiltrazioni criminali e pratiche corruttive dalle attività dei 92 comuni del territorio partenopeo. La Città metropolitana di Napoli approva il Piano di organizzazione e controllo per la prevenzione del rischio corruzione per il triennio 2015-2017 (si veda più avanti il link al testo), un documento con cui il nuovo Ente intende cautelarsi da fenomeni di illegalità, anche nel delicato settore delle gare pubbliche per l'affidamenti di lavori.

«Il piano- spiega Gabriella Saini, responsabile del procedimento - rappresenta una sorta di manuale cui dovranno attenersi i dipendenti della pubblica amministrazione sia nello svolgimento delle proprie funzioni che nella predisposizione degli atti».
Il documento, in particolare, emanato in ottemperanza alla legge 190/2012 "Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione", individua le attività che possono presentare un elevato rischio di corruzione nell'ambito di cinque macroaree: 1) acquisizione e progressione del personale; 2) affidamento di lavori, servizi e forniture; 3) provvedimenti ampliativi della sfera giuridica dei destinatari privi di effetto economico diretto ed immediato per il destinatario; 4) provvedimenti ampliativi della sfera giuridica dei destinatari con effetto economico diretto ed immediato per il destinatario; 5) attività di controllo e irrogazione di sanzioni negli ambiti risultanti dall'anagrafe dei procedimenti dell'Ente.

Il piano anticorruzione della Città metropolitana di Napoli, il testo

«L'area legata all'Affidamento di lavori, servizi e forniture è sicuramente la più delicata – continua la responsabile- Per individuare i fattori di rischio abbiamo riunito il personale dirigente che opera nei vari dipartimenti dell'Ente e ricercato eventuali precedenti giudiziari e disciplinari che hanno interessato l'amministrazione negli ultimi cinque anni. Grazie a questo lavoro è stata elaborata una mappatura del rischio di corruzione, calcolata in parametri numerici e attraverso cui i dirigenti della Città Metropolitana potranno valutare il livello di criticità della propria struttura organizzativa e, di conseguenza, ove necessario, ripensare le procedure di gestione e di controllo».

Sono 13 le attività, nell'ambito della macroarea "Affidamento di lavori, servizi e forniture", considerate ad elevato rischio corruzione. Esse vanno dalla predisposizione dei bandi di gara, alle autorizzazioni per i subappalti, dalla gestione degli albi dei fornitori, alle procedure negoziate, dai collaudi, agli incarichi e consulenze professionali. Per tenerle sotto controllo, la Città metropolitana punta, attraverso il Piano, alla massima trasparenza dell'azione amministrativa, da attuare tramite il rafforzamento dei controlli interni, la presenza di più incaricati nell'espletamento delle istruttorie, l'utilizzo di strumenti telematici di accessibilità alle notizie in tempo reale, l'applicazione del protocollo di legalità, la formazione e la rotazione del personale impegnato nelle aree a maggiore rischio, aggiornamenti e integrazioni dell'Albo unico dei fornitori.

Una novità è stata introdotta per le Varianti in corso di esecuzione dei contratti d'appalto, soprattutto per evitare che l'appaltatore recuperi con esse il ribasso offerto in sede di gara. A questo scopo è prevista la costituzione di una struttura tecnico amministrativa di controllo trasversale in grado di verificare la legittimità delle procedure, con avvicendamento periodico dei componenti, che consenta di effettuare un controllo più serrato nelle fasi propedeutiche alla stipula del contratto. "Questo è un punto fondamentale- conclude Saini- Agendo sulla fase procedurale, e non quando il contratto è già stipulato, saremo in grado di intervenire per tempo su eventuali difformità, senza ricorrere alla risoluzione del contratto o alla richiesta di risarcimento danni ex post, con notevole allungamento dei tempi di realizzazione delle opere".


© RIPRODUZIONE RISERVATA