Città e Urbanistica

Per il nuovo stadio della Roma 1,5 miliardi di investimenti, in gara opere per 320 milioni

Francesco Nariello

Nel progetto è incluso un ampio pacchetto di opere di interesse generale per un totale di 320 milioni di euro che andranno in gara

Via libera del Campidoglio allo Stadio della Roma. Dopo un lungo tour de force in aula - con la discussione di circa 300 tra emendamenti e ordini del giorno - è stata approvata nella serata di ieri dall'Assemblea capitolina la delibera, varata a settembre dalla Giunta, che dichiara il pubblico interesse per la realizzazione del nuovo impianto che sorgerà a Tor di Valle e che farà scattare investimenti totali per un miliardo e mezzo di euro, con circa 320 milioni di opere di interesse generale.

Ora, però, la palla passa alla Regione, che avrà sei mesi per verificare la fattibilità dell'opera in conferenza dei servizi e dare il disco verde al progetto, esprimendo tra l'altro la Valutazione ambientale e strategica (Vas) sull'opera. L'iter per l'avvio dei cantieri, dunque, è ancora lungo. E la società di James Pallotta dovrà attendere almeno la metà del 2015 prima di porre la prima pietra dello stadio, con l'obiettivo che resta quello di riuscire a portare a termine i lavori per il 2017, novantesimo anniversario della squadra giallorossa.

«La legge nazionale sugli stadi viene applicata per la prima volta proprio nella Capitale d'Italia - ha commentato il sindaco di Roma, Ignazio Marino, al termine della seduta che ha dato il via libera allo stadio, sottolineando come "quest'opera porterà un miliardo e mezzo di investimenti stranieri a Roma e solo nella fase di realizzazione oltre 3mila posti di lavoro". Il primo cittadino della Capitale ha poi rimarcato come nel corso della discussione "siano stati ascoltati tutti gli interlocutori e i loro interventi. È stato chiesto, per esempio, un cambiamento al progetto iniziale e così è stato. Ci saranno, infatti più opere pubbliche per i cittadini, sarà migliorato il trasporto su ferro, e la stessa vita dei romani. Lo stadio, inoltre, sarà realmente all'avanguardia».

La delibera approvata, nel dettaglio, riconosce il "pubblico interesse per la città" del progetto per la realizzazione del nuovo impianto, che sorgerà a Tor di Valle, quartiere a sud-ovest della Capitale, sui terreni del costruttore romano Luca Parnasi (e sulle ceneri del vecchio ippodromo del trotto) e che, oltre allo Stadio dell'As Roma firmato dall'architetto americano Dan Meis (con una struttura ultramoderna in acciaio e vetro), prevede, tra l'altro, la realizzazione di un Business Park, area destinata a scopi commerciali.

Nel progetto è incluso un ampio pacchetto di opere pubbliche: il gruppo di Pallotta dovrà realizzare 195,25 milioni di euro di interventi di interesse pubblico, su un totale di 320 milioni di opere di interesse generale, al servizio di tutto il quadrante e non solo dello stadio e che saranno assegnate in appalto con gare europee. Tra queste ci saranno la realizzazione della nuova viabilità tra l'autostrada Roma-Fiumicino e la nuova Ostiense/via del Mare (valore 93,7 milioni), il prolungamento della linea B da Magliana a Tor di Valle (50,45 milioni), l'adeguamento e unificazione della via Ostiense-via del Mare (38,6), il passaggio pedonale tra la stazione Magliana della FL1 e lo stadio (7,5), interventi per prevenire eventuali rischi idraulici nell'area e degli argini del Tevere in corrispondenza della confluenza del fosso stesso e la sistemazione del Parco sul Fiume Tevere.

Se i costi finali dovessero essere inferiori alle previsioni, le risorse disponibili dovranno comunque essere reinvestite in opere pubbliche da costruire nell'area.
Il progetto è stato tuttavia fortemente criticato, anche nel corso della discussione in Assemblea, per l'impatto sulla mobilità e sui trasporti, sull'ambiente, per le cubature concesse e sulla stessa questione della proprietà dell'impianto. Su questi punti si sono concentrati gli ordini del giorno e gli emendamenti presentati, alcuni dei quali sono stati accolti. Tra questi ci sono il potenziamento della Roma-Lido (odg) con la relativa trasformazione in metropolitana di superficie, a carico del proponente (emendamento), che va ad aggiungersi al prolungamento della metro B fino a Tor di Valle e l'adozione di misure a favore della "mobilità alternativa" (ciclo-pedonale, fluviale). Per quanto riguarda la proprietà, un emendamento approvato precisa che "il rapporto con l'As Roma non può interrompersi prima di 30 anni, senza il pagamento di una penale"; mentre sul fronte ambientale un altra modifica al testo stabilisce che «tutti gli elementi che emergeranno dagli studi di impatto ambientale, costituiranno oggetto di integrazione e modifica al progetto». Infine la precisazione che la mancanza di qualsiasi opera pubblica descritta farà decadere l'interesse pubblico.

Per dare il via alla "fase due", con il passaggio del fascicolo alla Regione per la conferenza dei servizi, occorre ora «che il proponente consegni al Comune i progetti definitivi dello stadio e delle opere pubbliche connesse», ha spiegato dopo la votazione l'assessore capitolino alla Trasformazione Urbana, Giovanni Caudo, che ha sottolineato come nella delibera approvata, «è prevista la creazione di un ufficio di scopo che segua l'attuazione di quello che sarà lo schema di convenzione, gli obblighi e i doveri reciproci tra pubblico e privato».


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