Città e Urbanistica

Accordo Comuni-Demanio per valorizzare 36 immobili in quattro città

Massimo Frontera

Partito il percorso per avviare la trasformazione o la vendita beni storici, ex-caserme, magazzini o ex-conventi a Torino, Piacenza, Trieste e Padova

Firmati quattro accordi tra l'Agenzia del Demanio e i quattro comuni coinvolti per accelerare le procedure di valorizzazione di numerosi immobili ex militari o storici. A siglare le intese sono stati il direttore del Demanio, Roberto Reggi e gli amministratori delle singole città. Sono in tutto 36 i beni oggetto degli accordi, per i quali è stato previsto un percorso verso il migliore riutilizzo possibile, optando tra la vendita o la valorizzazione immobiliare e urbana.

Per alcuni di questi immobili si è trattato di una seconda firma, seguita a precedenti intese. A Torino, per esempio, come informa una nota del Demanio, il protocollo fa seguito all'accordo del 7 agosto scorso per valorizzare 4 immobili strategici nella città. Si tratta delle caserme Cesare di Saluzzo, La Marmora e De Sonnaz oltre a al "magazzino artiglieria e difesa chimica". Ma la firma di oggi non sarà l'ultima. «Con la firma di oggi - precisa infatti la nota del Demanio - vengono definite le prossime azioni per lo sviluppo e l'attuazione dell'iniziativa, anche attraverso la successiva sottoscrizione di uno specifico accordo di programma per la variazione delle destinazioni urbanistiche dei beni».

Anche a Piacenza, l'accordo prosegue la procedura avviata nel settembre del 2012 con il "Puvat" (Programma unitario di valorizzazione territoriale) relativo a un portafoglio di 12 immobili statali sui quali, spiega il Demanio, «il Comune si impegna a recepire gli scenari di trasformazione all'interno della strumentazione urbanistica». I beni sono destinati ad essere proposti sul mercato o inseriti in piani di razionalizzazione degli usi governativi al fine di ridurre la spesa per affitti. Con questo secondo accordo, spiega sempre il Demanio, «altri 7 immobili piacentini vengono inseriti in iniziative di valorizzazione e dismissione finalizzate all'abbattimento del debito pubblico o in operazioni di razionalizzazione degli spazi finalizzate al contenimento della spesa».

L'accordo con il Comune di Trieste riguarda 10 beni, quasi tutti ex militari che potranno ospitare funzioni diverse più utili all'economia e alla società cittadina: residenze, negozi, attività produttive o ricettive. A Padova, infine, i beni coinvolti sono solo tre; dopo la definizione delle destinazioni d'uso potrebbero essere conferiti in fondi immobiliari. Dalla valorizzazione la città veneta si attende un ritorno in termini di dotazioni di parcheggi.

«Con le firme di oggi - ha detto il direttore del Demanio (ed ex sindaco di Piacenza) Roberto Reggi - l'Agenzia si conferma nel suo ruolo di snodo per la valorizzazione e la vendita degli immobili pubblici». «Stiamo rigenerando accordi da tempo in attesa di sottoscrizione - ha aggiunto -: sono presenti i sindaci o rappresentanti di quattro Comuni, perché viene individuato il tempo entro il quale concludere la valorizzazione urbanistica per riuscire a ottenere il massimo dei benefici, e cioè il 15% del valore degli immobili». «Quando ero sindaco di Piacenza ho sempre incontrato grandi difficoltà ad interfacciarmi con il Demanio - ha ricordato Reggi -; ora cerchiamo di fare in modo che i sindaci possano affrontare queste partite in modo più rapido e con delle certezze».

Va detto che l'elenco include alcuni immobili sui quali è in corso una valutazione ai fini dell'ormai consueta vendita straordinaria al fine anno allo scopo di contabilizzare risorse cash al bilancio dello Stato. In passato l'acquirente è stato Fintecna, oggi nell'orbita di Cassa depositi e prestiti. In base alle informazioni del Demanio, gli immobili oggetto di valutazione per la vendita sono i seguenti: Caserme La Marmora e De Sonnaz (Torino); Caserme Vittorio Alfieri, Pietro Cella, De Sonnaz e Cantore (Piacenza).

Le schede degli immobili, per città: Torino - Piacenza - Padova - Trieste


© RIPRODUZIONE RISERVATA