Città e Urbanistica

Roma, Cna Impianti lancia la sfida «tetti puliti» per eliminare 2 milioni di antenne

Giuseppe Latour

Pressing sull'amministrazione comunale per incentivare la centralizzazione degli impianti facendo anche spazio alle reti per la banda ultralarga

Incentivare l'installazione di antenne centralizzate sugli edifici, per dare un ordine alla giungla degli impianti esistenti. È questo l'obiettivo dell'operazione "Tetti puliti", promossa da Cna Roma, Anaci e Fait. Partirà da Roma in via sperimentale: sarà promossa dal presidente della commissione Ambiente dell'assemblea capitolina, Athos De Luca: nelle prossime settimane si lavorerà a una delibera che individuerà le forme di incentivazione e semplificazione a favore di chi vuole smantellare le proprie antenne per fare posto ad apparecchi più moderni.

Nella Capitale al momento sono 700mila gli utenti di servizi di telecomunicazione attraverso il canale terrestre. Considerando che alcuni di questi hanno più di un'antenna e che molte antenne non utilizzate non sono mai state rottamate, il conto totale supera il milione di impianti. Per l'esattezza 1,3 milioni, secondo i dati di Cna. A queste si aggiungono circa 400mila parabole di utenti abbonati, a cui vanno sommate anche in questo caso quelle non rimosse da utenti che, nel corso degli anni, hanno disdetto il contratto. Il totale, a conti fatti, sfiora i due milioni.

La domanda da cui è partita l'iniziativa di Cna è: come si è arrivati a questa giungla ad alta quota? Il motivo è che le norme che disciplinano il settore delle antenne televisive terrestri e satellitari sono sistematicamente disattese. E le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: danni al profilo paesaggistico, architettonico e ambientale della città. Così la Cna nazionale, con i suoi impiantisti, ha scelto Roma come città pilota per avviare l'operazione "Tetti Puliti", con il supporto tecnico di Fait, azienda specializzata nel settore delle telecomunicazioni, e degli amministratori di condominio.

«Il primo passaggio è incentivare la dismissione di impianti che spesso non vengono nemmeno più usati», spiega Guido Pesaro, responsabile nazionale di Cna impianti. Ma non è l'unica. «Bisogna dare una nuova consapevolezza delle funzioni che l'impianto di ricezione televisivo può avere. Con un unico impianto oggi è possibile mettere in rete l'intero edificio e farci transitare i segnali internet a banda ultralarga». Non servono neppure interventi normativi particolari. «Il quadro è completo, servirebbe soltanto la piena volontà di applicarlo», dice ancora Pesaro.
Basterebbe una delibera del Comune di Roma, alla quale De Luca sta già lavorando. Dovrà prescrivere che le antenne riceventi siano di tipo centralizzato e installate sulla copertura degli edifici applicando le norme tecniche Cei; dovrà imporre che i cavedi per il passaggio dei cavi di distribuzione debbano essere maggiorati del 100% ai fini di eventuali future utilizzazioni; dovrà stabilire una riduzione Tares o di altri contributi comunali a favore dei proprietari di impianti d'antenna che aderiscono all'iniziativa.

La Cna divulgherà l'iniziativa tra i suoi installatori qualificati ai sensi del Dm 37/08, fornirà loro il supporto tecnico e normativo e organizzerà corsi di formazione sull'utilizzo delle nuove tecnologie. Per l'occasione sarà anche lanciato un hashtag su twitter (#tettipuliti) con cui tutti i romani potranno documentare il degrado attraverso le foto.


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