Città e Urbanistica

Milano, in vigore il nuovo regolamento edilizio dopo la pubblicazione sul Bur

Massimiliano Carbonaro

È operativo il nuovo Regolamento edilizio di Milano. Approvato in via definitiva dal Consiglio comunale lo scorso 2 ottobre, con la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della regione Lombardia entrano in vigore le regole che mandano in pensione il testo del 1999

È operativo il nuovo Regolamento Edilizio di Milano. Approvato in via definitiva dal Consiglio comunale lo scorso 2 ottobre, con la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Lombardia del 26 novembre (sezione avvisi e concorsi) al via il nuovo RE che va a sostituire il precedente testo risalente al 1999. Numerose le novità.

Il nuovo Regolamento ha dato attuazione ad alcune disposizioni introdotte con il Piano del Governo del territorio: «La prima cosa da sottolineare – spiega il vicesindaco di Milano e assessore all'urbanistica, Ada Lucia De Cesaris – è che questo Regolamento mette insieme una serie di regole nell'obiettivo di unificare la disciplina e di fare in modo che non ci siano contraddizioni e si coordini con il Pgt». «Fondamentale – continua la De Cesaris – come sia previsto il suo aggiornamento automatico (art 3, ndr) al variare delle normative di riferimento e il suo coordinarsi con il regolamento di igiene».

Tra i 153 articoli del testo, particolarmente importante l'articolo 22, che reca la definizione delle varie tipologie di interventi edilizi consentiti. Da un lato gli interventi minori (dalla manutenzione ordinaria agli interventi in materia energetica come la realizzazione di un impianto fotovoltaico) e dall'altro gli interventi così detti maggiori. Bisogna sottolineare come in questo secondo ambito viene chiaramente inserita la sostituzione edilizia che comprende la demolizione e ricostruzione con la slp preesistente; poi c'è la ristrutturazione edilizia, la nuova costruzione e la ristrutturazione urbanistica.

I bonus volumetrici
Uno degli elementi di maggiore interesse del RE riguarda gli incentivi volumetrici in relazione alle prestazioni energetiche e alla riqualificazione degli edifici in funzione meno energivora che riguardano il capitolo quarto in un susseguirsi di articoli dal 139 al 144. In pratica il regolamento edilizio prevede tre diverse tipologie di incentivi, uno per la riqualificazione energetica, un altro per la possibilità degli operatori privati di attuare interventi di recupero sul patrimonio pubblico e privato consentendo di acquisire volumetrie da collocare su altri interventi; e un terzo caso riguarda gli incentivi ottenuti effettuando concorsi di progettazione. Le premialità vanno da un minimo del 5% fino ad un massimo del 15% della slp, con l'importante avvertenza (cosa che non è piaciuta all'Ance milanese) che questi benefici volumetrici non sono cumulabili con altri bonus. Da sottolineare come il regolamento ribadisca che gli interventi di nuova costruzione e sostituzione edilizia debbano obbligatoriamente raggiungere il livello di ecosostenibilità minimo definito appunto riconoscendoli una premialità del 5% della slp qualora si superino i livelli di base fissati. Per le opere di restauro, risanamento conservativo e di ristrutturazione, finalizzate al miglioramento prestazionale di edifici esistenti appunto l'incremento riconosciuto di slp è del 15% rispetto all'esistente (misura estesa anche agli edifici storici con il bonus volumetrico oggetto di trasferimento).

Recupero urbano e sicurezza pubblica
Sono stati molto discussi gli articoli 10-11-12 che riflettono però i problemi di dissesto idrogeologico che tutte le città italiane stanno affrontando e la necessità di verificare le condizioni degli immobili costruii da tempo. Così gli immobili con più di 50 anni di vita devono essere oggetto di una verifica generale per individuare eventuali problemi statici. «Con l'ordine degli ingegneri – spiega la De Cesaris – elaboreremo una scheda che andrà a definire la tipologia di controllo per evitare discrezionalità. Sottolineo però che la manutenzione e la stabilità degli edifici è un compito di qualsiasi città moderna». Altro elemento importante è la norma dell'art 12 che riguarda gli edifici dismessi, in disuso o incompleti. Questo articolo prevede che siano i proprietari ad occuparsi del degrado e manutenzione di questi edifici con una serie di fasi e multe, ma se persiste l'incuria e si intravede un pericolo il Comune può arrivare ad attribuire a tali beni una destinazione pubblica. Per l'amministrazione meneghina che intende avviare processi condivisi di intervento con la proprietà non si tratta di un cambio di destinazione d'uso o di un esproprio ma di un recupero urbano per la sicurezza pubblica. Si calcola che sono più di 160 gli immobili in questa condizione.

L'uso dei seminterrati e i bagni ciechi
Un'altra novità riguarda i seminterrati all'articolo 88 che diventano agibili se esistono una serie di condizioni sanitarie. Ma ancora più rilevante è l'articolo 98 e 107 che riguarda i bagni ciechi che diventano ammissibili con grande rilevanza nelle ristrutturazioni degli edifici. "Abbiamo trovato – ha commentato il vicesindaco – delle modalità con l'Asl che permettano di avere i bagni ciechi grazie a forme alternative di ventilazione. Un provvedimento che aiuterà molto visto che abbiamo tanti immobili che non consentono la realizzazione di bagni con finestre". Con la stessa ottica all'articolo 96 si trova che sono state ridotte le dimensioni dell'alloggio minimo abitabile ora a 28 mq.

La sicurezza nei cantieri
Gli ultimi articoli da 146 al 150 riguardano tutto il tema della sicurezza nei cantieri e della vigilanza e delle norme antimafia. Si tratta di una serie di articoli che recepiscono i diversi protocolli di intesa firmati nel corso di questi anni con la Cassa Edile e Assimpredil – Ance Milano e che assegnano un ruolo fondamentale alla Cassa per quanto riguarda il controllo e il monitoraggio dei cantieri. Ma più in generale puntano a fare sistema tra tutti gli enti coinvolti per far sì che le norme di sicurezza e trasparenza funzionino.

Le nuove disposizioni previste dal nuovo regolamento si applicano ai permessi di costruire richiesti e alle Dia, Scia e Cial presentate dopo la sua entrata in vigore. Le disposizioni del vecchio Regolamento edilizio, invece, continuano ad applicarsi all'istruttoria e al successivo rilascio di titoli edilizi relativi a istanze protocollate precedentemente le nuove disposizioni, nonché alle pratiche ricadenti nell'ambito di applicazione delle norme transitorie del Pgt.

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