Città e Urbanistica

Nuovo regolamento edilizio di Milano, l'Ance: «Con il controllo di Cassa Edile filiera più trasparente»

Massimiliano Carbonaro

IIl presidente dei costruttori milanesi De Albertis: «Positivi i maggiori controlli per garantire competitività leale, ma sul cumulo di premialità regole da rivedere»

Il nuovo Regolamento Edilizio di Milano approvato il 2 ottobre scorso e in corso di pubblicazione sul Burl che ne sancirà l'operatività fa suo il Patto sulla sicurezza e regolarità nei rapporti di lavoro siglato nel 2008 tra il Comune, Assimpredil e le organizzazioni sindacali introducendo una serie di novità. In questo modo Cassa Edile di Milano diventa l'interlocutore privilegiato per sviluppare un sistema di controlli sugli esecutori degli interventi di realizzazione e trasformazione immobiliare. Sono previste sanzioni pecuniarie per le irregolarità da 516 a 5164 euro e si può giungere alla sospensione dell'efficacia del titolo abilitativo.
«Il nuovo Regolamento Edilizio – spiega Claudio De Albertis, presidente di Assimpredil Ance Milano – serve a mettere un po' di regole e di controlli rispetto ai comportamenti delle imprese nello spirito di un sistema di qualificazione anche nel mercato privato. Rappresenta un invito ai committenti e alle imprese detentrici di titoli abilitativi a non giocare – ha aggiunto il rappresentante dei costruttori meneghini – su una competitività sleale. Diventa trasparente con il controllo di Cassa Edile il processo dell'intera filiera e non solo il dettaglio delle imprese principali».
Le novità rispetto al Patto del 2008 Il Patto per Milano venendo accolto dal Re ha accettato alcune novità rispetto a quanto già previsto. Intanto è fatto esplicito l'obbligo di affidare l'esecuzione dei lavori edili ad imprese che applicano il contratto dell'edilizia e che siano regolarmente iscritte alla Cassa Edile. In questo modo si dovrebbero contrastare i fenomeni elusivi che sono in atto con crescente frequenza fornendo garanzie sull'affidabilità del'esecutore, del rispetto delle regole contributive e in termini di concorrenza. Sul fronte della sospensione dell'efficacia del titolo abilitativo, questo interviene oltre che per le violazioni sulla regolarità contributiva e retributiva; sull'idoneità tecnico professionale; e sulla mancata notifica preliminare; anche – ed è questa una novità - nel caso di reiterata violazione delle disposizioni in materia di distacco internazionale di personale.

Il ruolo di Cassa Edile
Si fa carico dei controlli Cassa Edile che deve essere messa a conoscenza dell'operatore individuato come impresa esecutrice. Nella fase di esecuzione bisogna trasmettere a Cassa Edile gli aggiornamenti in relazione alle imprese e al personale impegnato. Alla fine dei lavori quando si fa richiesta di agibilità il Comune e la Cassa dialogheranno per verificare i soggetti che hanno operato in cantiere. Per ogni mancata comunicazione – attestata da Cassa Edile – il Comune erogherà una sanzione pecuniaria da 516 a 5164 euro. Con controlli così stringenti dovrebbe risultare più difficile aggirare i contratti collettivi e la filiera dovrebbe risultare tracciabile verificando anche se gli aspetti contributivi e retributivi sono corretti. Cassa Edile può anche effettuare verifiche in cantiere e non si baserà nelle sue analisi solo sulla documentazione cartacea fornita dagli operatori.

Troppe regole per Assimpredil
Per Assimpredil l'introduzione del Patto all'interno del Re fornisce la principale novità del nuovo testo che va a sostituire il precedente datato 1999. Ancora più dei provvedimenti – nel dettaglio ancora da analizzare quando il testo sarà a disposizione con la sua pubblicazione – relativi alla possibilità che i servizi sanitari non siano tutti in un unico ambiente e soprattutto che ci siano i bagni ciechi non ponendo limiti al loro dimensionamento. O sul fronte della demolizione e ricostruzione che ora non dovrebbe presentare nessun tipo di problema. «Risolve i problemi della demolizione e ricostruzione – commenta De Albertis – da un punto di vista della normativa edilizia consentendola. Diciamo che questo Regolamento è figlio del Piano del Governo del territorio e che credo in alcune cose andrebbe rivisto per esplicitarsi al meglio». Per Assimpredil il problema principale del Regolamento è che non consente – seguendo obbligatoriamente il PGT – il cumulo delle premialità ottenute in relazione all'efficienza energetica e alla sostenibilità non permettendo di andare oltre il limite massimo stabilito di edificabilità. Per i costruttori si tratta di un errore che accompagna le troppe regole sui singoli componenti dell'edificio.

I timori dei proprietari di immobili
Per l'Assoedilizia – l'associazione che raccoglie i proprietari di immobili – i problemi del nuovo Regolamento edilizio sono legati al controllo statico obbligatorio e dai relativi costi. In pratica il Re prevede che per gli edifici che superano i 50 anni di vita debbano essere sottoposti ad una serie di verifiche per accertarne la situazione statica. "Si tratta di una norma superflua e costosa – sostiene il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici – il controllo statico degli edifici risulta difficilissimo per gli immobili storici. Senza contare che dovrebbe bastare la prova storica visto che sono in piedi da più di 100 anni. Costerà il nuovo collaudo migliaia di euro per ogni controllo". Incupisce meno i proprietari la possibilità che gli edifici dismessi o in disuso, abbandonati e in totale incuria possano ricevere dall'amministrazione comunale (attraverso il Consiglio) un cambio di destinazione d'uso (è prevista in prima battuta una multa da 200 euro al mq) con l'attribuzione di un interesse pubblico e la possibilità del Comune del suo utilizzo. A quanto risulta c'è già un elenco di meno di 200 immobili che si trovano in questo stato di abbandono. "È una dichiarazione di intenti – ha concluso Colombo Clerici – che serve più come deterrente, ma non è una misura direttamente applicabile visto che occorre una delibera in Consiglio e non ha quindi una conseguenza diretta".


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