Città e Urbanistica

I costruttori romani: «Mercato paralizzato, ora il Campidoglio cambi marcia»

Francesco Nariello

Dall'assemblea Acer botta e risposta tra il presidente Bianchi - «Segnali positivi dal Comune, ma non basta» - e Marino - «Da dismissioni e condoni 1 miliardo per alloggi sociali e manutenzione». Presentati i dati Cresme sull'economia della Capitale

«Un anno di niente». Così il presidente dei costruttori romani, Edoardo Bianchi, ha definito - senza mezzi termini - lo stallo che ha segnato negli ultimi dodici mesi il settore dell'edilizia nella Capitale. Il bilancio è stato fatto in occasione dell'Assemblea annuale dell'Acer, associazione che quest'anno celebra il 70° anniversario. All'evento, svoltosi questa mattina presso l'Auditorium Parco della Musica di Roma, hanno partecipato il sindaco Capitolino, Ignazio Marino, l'assessore regionale alle Infrastrutture, Fabio Refrigeri, il presidente della Camera di Commercio di Roma, Giancarlo Cremonesi, e il numero uno di Ance, Paolo Buzzetti. Nell'occasione, inoltre, è stato i presentato il Rapporto «Roma 2014: Economia, Popolazione, Costruzioni» realizzato dal Cresme.

La relazione dell'Acer
Quello attuale è un periodo «talmente difficile - ha ribadito Bianchi nel suo intervento - che sarebbe stato agevole riprendere la relazione all'Assemblea dell'anno scorso, ritoccare in negativo tutti i dati e riproporla sostanzialmente invariata. Questo perché è passato un anno e nulla è cambiato, se non in peggio». Il mondo delle costruzioni, «caratterizzato da piccole e medie aziende - ha continuato il numero uno di Acer -, non trova più occasioni di mercato per continuare a svolgere il ruolo imprenditoriale che gli è proprio. Le gare di appalto ormai sono un ricordo del passato. Le poche risorse disponibili vengono concentrate su interventi di importo molto elevato, appannaggio di un numero esiguo di operatori». Una ulteriore distorsione, ha aggiunto Bianchi, «è quella dell'ulteriore sottrazione alla concorrenza, con il sistema dei lavori ‘in house', delle opere di competenza dei concessionari non scelti tramite confronto concorrenziale». Il sistema concessorio «non ha raggiunto gli obiettivi: abbattere tempi e risparmiare sui costi. Per questo abbiamo assunto una posizione molto critica rispetto alla gara di concessione per la realizzazione dell'autostrada Roma-Latina».

Le questioni aperte a Roma
Le questioni aperte, secondo i costruttori romani, non finiscono qui. «Non è forse un'anomalia del sistema quella di procedere a colpi di proroghe degli appalti per la manutenzione della grande viabilità e del patrimonio immobiliare della città?», si chiede Bianchi, che aggiunge: «Quella del degrado delle strade e delle scuole è la vera emergenza di Roma e va inserita al primo posto delle priorità».
Al Campidoglio l'Acer chiede di cambiare marcia. Dal sindaco Marino sono arrivati segnali «che evidenziano una inversione di tendenza. Ma i risultati sono ancora insufficienti», ha detto Bianchi. Serve una politica di spesa «intelligente, mirata a eliminazione degli sprechi, razionalizzazione della spesa corrente, riordino della galassia delle società partecipate/controllate, rilancio degli investimenti». Sono anni, invece, «che i programmi per gli investimenti di Roma Capitale vengono finanziati, in gran parte, con le dismissioni di immobili. Una scelta si è dimostrata fallimentare». «Il programma di dismissioni Erp - ricordano i costruttori - è stato realizzato solo per un 10%, con 700 alloggi venduti su 7.000 e anche la vendita di 600 immobili del patrimonio comunale, che avrebbe dovuto garantire entrate per 240 milioni, rischia di essere un flop».
«Non possiamo più permetterci – come paese e imprenditori – che la scala temporale delle attuazioni dei programmi sia tarata sui decenni - ha precisato il numero uno di Acer-: proprio per questo desta poco interesse per noi un progetto come quello per lo stadio della Roma». Una priorità, invece, «deve essere quella della rigenerazione urbana» ma ancora mancano «i parametri di fattibilità». Su alcune questioni direttamente il sindaco di Roma, Ignazio Marino, intervenuto nel corso dell'Assemblea. «L'obiettivo che ci poniamo è di avere più risorse a disposizione della nostra città in quanto Capitale, utili anche per intervenire sul fronte del decoro. Riprenderemo anche i lavori sulla manutenzione delle strade. Ma servono risorse economiche».
Il sindaco ha poi preso l'impegno, per fare cassa, di sbloccare diverse partite sugli immobili in vendita. «Dalla vendita di edifici Erp potremo incassare 370 milioni di euro e altri 270 milioni potranno venire da appartamenti non ricadenti nell'edilizia residenziale pubblica. A queste risorse si aggiungono 350 milioni potenziali che potranno venire dallo sblocco dei 220mila condoni fermi da oltre dieci anni. Si tratta, in totale, di circa 1 miliardo di euro, che potremo investire su alloggi sociali e manutenzione della città».
Roma Capitale, ha infine aggiunto Marino, «ce la metterà tutta per avviare nei prossimi mesi i cantieri finanziati dal decreto Sblocca Italia, con il quale - è bene ricordarlo - non si potevano finanziare opere di manutenzione. Si tratta, tra l'altro, di 2,1 miliardi per la nuova aerostazione di Fiumicino, 200 milioni per il Ponte Congressi e circa 150 milioni per il nuovo segmento della Metro C".

Il rapporto del Cresme

In occasione dell'assemblea Acer è stato presentato da Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme, il rapporto «Roma 2014: Economia, Popolazione, Costruzioni». La ricerca rimarca ancora una volta il peso per l'economia romana del settore costruzioni allargato, che (in base a valori pre-crisi) vale il 30,8% della ricchezza totale prodotta in provincia (35,2 miliardi di risorse attivate sui 114 miliardi totali). Il dato utilizzato per fotografare la situazione negativa del settore è quello sull'occupazione diretta nelle costruzioni in provincia di Roma, che tra 2010 e 2013 è crollata del 25,7%, da 144mila a 107mila addetti.
Bellicini, infine, ha poi sottolineato, riferendosi ad Eurobarometer, l'ultimo sondaggio della Commissione Ue che mette a confronto le grandi città europee sulla qualità della vita, come Roma si piazzi solo al 72° posto su 82 centri considerati. E, in particolare, è terzultima per lo stato di strade ed edifici, livello dei trasporti pubblici e scuole.


© RIPRODUZIONE RISERVATA