Città e Urbanistica

Stadio Roma, oggi il via libera di Marino: prima pietra in primavera

Mau.S.

Insieme al nuovo impianto da 52mila posti nasceranno anche due nuovi grattacieli di Libeskind oltre a un'area commerciale com megastore Nike e Disney

La biforcazione della linea b della metropolitana, il ricongiungimento della via del Mare alla via Ostiense per farne una superstrada a due sensi di marcia con due carreggiate ciascuno nel tratto Tor di valle-viale Marconi. Due nuovi ponti stradali, anche se il ponte dei congressi non è direttamente legato alle opere accessorie legate allo stadio, e uno pedonale, per portare i tifosi alla vicina stazione della ferrovia regionale della Muratella. Un grande parco videosorvegliato. I grattacieli disegnati dall'archistar Daniel Libeskind, che diventeranno i nuovi simboli della capitale contemporanea, al centro di una grande area commerciale caratterizzata da megastore di marchi quali Disney e Nike. E al centro, ovviamente, la nuova arena partorita dalla penna di Dan Meis (guarda la fotogallery ) e fortemente voluta dal patron della squadra, James Pallotta, il nuovo tempio da 52.000 Posti per i tifosi giallorossi, che dal 2017 potranno festeggiare i loro idoli fra tribune hi-tech, una nuova e gigantesca curva sud e un avveniristico tetto realizzato in vetro e teflon per proteggere i posti
a sedere dagli agenti atmosferici.

È tutto pronto per l'approvazione da parte della giunta comunale di roma capitale del progetto per il nuovo stadio della Roma. Nelle ultime 72 ore l'opera ha incassato il via libera delle forze di maggioranza, mentre oggi la prima giunta dopo le vacanze estive, alla presenza del sindaco Ignazio Marino, certificherà l'approvazione formale all'impianto. Erano i passaggi tecnico-politici più importanti ed attesi dopo le polemiche estive e gli inevitabili confronti legati ad un'opera che
rivoluzionerà la vita di un pezzo enorme area Sud della Capitale, ma anche di tutto il resto della città.

Il primo via libera politico al nuovo stadio, dopo la sostanziosa modifica del progetto ottenuta da Marino durante l'incontro con Pallotta negli Stati Uniti, con cui é stato possibile incassare 50 milioni in più per realizzare la biforcazione della linea b, é arrivato lunedì scorso
in Campidoglio, quando i capigruppo della maggioranza capitolina hanno avuto una lunga riunione con l'assessore all'urbanistica, Giovanni Caudo. «Giovedì la giunta dichiarerà la pubblica utilità dell'impianto, la maggioranza ha deciso che lo stadio si farà», aveva
annunciato il coordinatore Fabrizio Panecaldo. Un via libera sostanziale seguito il giorno dopo anche dal disco verde dello stato maggiore del Pd, sottolineato nuovamente dal capogruppo del partito democratico, Francesco d'Ausilio. Infine, lo stadio ha incassato anche il sì di Sel «purché non vengano meno la nuova mobilità pubblica al servizio della città, il potenziamento della roma-lido, la sostenibilità economica dell'operazione e la contestualità della costruzione delle parti pubbliche con quelle private».

La strada che porta all'apertura dei cantieri sembra dunque spianata, anche se resta il nodo del legame inscindibile tra l'uso dell'impianto e la squadra della Roma, per evitare che il proprietario dell'impianto, che oggi non è il club, possa un giorno sfrattare i giallorossi dalla loro nuova casa. E su questo si pensa ad inserire nella delibera, prima del passaggio in aula, una clausola-vincolo, anche con penali, per legare a doppio filo l'uso dello stadio e l'associazione sportiva roma, a livello di convenzione. Il sì del campidoglio, però, non sarà l'ultimo passaggio burocratico necessario all'apertura dei cantieri. Prima dell'arrivo delle ruspe servirà anche il via libera da parte dell'assemblea capitolina e soprattutto l'approvazione della regione, che dovrà esprimere anche la Vas (valutazione ambientale e strategica), prevista per l'autunno. La prima pietra, se tutto fila liscio, potrebbe essere posta nella primavera del 2015. La prima partita nel 2017.


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