Città e Urbanistica

Stadio della Roma: Marino da Pallotta a New York, resta il nodo infrastrutture

A.A.

Decisione del Comune entro il 3 settembre in base alla legge sugli stadi - Risolto il nodo dello svincolo sulla Roma-Fiumicino, ma il Comune vorrebbe anche i collegamenti su ferro

La 'dead linè per il verdetto del Campidoglio sul progetto del nuovo stadio della Roma è spostata al 3 settembre e il sindaco cerca di accelerare la partita.
Il,sindaco Ignazio Marino vedrà il presidente giallorosso James Pallotta venerdì 22 agosto a New York, saltando la tappa di Philadelphia delle sue vacanze negli Usa. All'incontro parteciperà anche l'assessore capitolino all'Urbanistica Giovanni Caudo, che in Campidoglio ha illustrato a Marino la variazione al progetto presentata dalla Roma e dai suoi partner nell'impresa. Si tratta
della nuova versione dello svincolo per lo stadio dell'autostrada che collega la Capitale all'aeroporto di Fiumicino, aggiornata per tenere conto dei rilievi della Regione Lazio a
tutela dell'area protetta della Tenuta dei Massimi.

Le linee generali del progetto, nell'area dell'ex ippodromo Tor di Valle tra la Magliana e il Gra, luno la Roma-Fiumicino ma all'interno del Gra (uno stadio da 52mila posti con annessi centro multufunzione della società Roma A.S., oltre a un progetto immobiliare che ripaghi l'investimento privato) era stato presentato il 26 marzo scorso , con studio di fattibilitrà formalizzato il 29 maggio al Comune di Roma. L'operazione, interamante finanziata dalla Roma, utilizza leprocedure accelerate per la costruzione di nuovi stadi previste dalla legge di stabilità 2014 (si veda la nostra inchiesta ). In particolare, se la proposta è fatta su aree private, il Comune deve decidere entro 90 giorni sul progetto proposto dal privato, dichiarandone il pubblico interesse o rigettandolo motivatamente. Se il Comune dà l'ok, il privato deve presentare il progetto definitivo, su cui si apre la conferenza di servizi decisoria, che decide entro 120 giorni.
Se serve la variante urbanistica (come nel caso di Roma), di competenza regionale, la stessa Regione convoca una conferenza dei servizi, che approva o rigetta il progetto e la variante entro 180 giorni.

Stadio Roma, la fotogallery

Stadi nel mondo

Nel progetto per lo stadio della Roma a discutere sono in particolare le opere pubbliche legate all'impianto dei giallorossi. In primis la fermata della metropolitana e quella della ferrovia leggera Roma-Lido a Tor di Valle, area dove sorgerà lo stadio.
L'amministrazione Marino tiene molto alla "cura del ferro", alla possibilità di far arrivare almeno il 50% degli spettatori su binari, senza congestionare il traffico. E su questo il costruttore Luca Parnasi e Pallotta dovranno dare garanzie. Prioritario per il Campidoglio è realizzare «il massimo
interesse pubblico» dell'opera, anche per contrastare le accuse di cementificazione e poche garanzie ambientali mosse da più parti.

«La variante del progetto per il nuovo stadio della AS Roma è stata depositata presso gli uffici di Roma Capitale - ha annunciato il Campidoglio -. Il proponente ha presentato l'integrazione richiesta a seguito dei lavori delle conferenze dei servizi». Sul problema dello svincolo dell'autostrada, «la soluzione consegnata prevede ora il collegamento tra il nuovo asse viario e la Roma Fiumicino utilizzando, dopo gli opportuni adeguamenti, la rotatoria del Parco dei Medici già esistente. A seguito della intervenuta interruzione dei termini della procedura, la nuova data entro la quale l'Amministrazione capitolina è chiamata a pronunciarsi sul progetto è aggiornata a
mercoledì 3 settembre».
Secondo Fdi-An restano ancora diversi dubbi e l'integrazione non è sufficiente. Venerdì a New York Marino e Pallotta cercheranno di sciogliere i nodi principali.


L'assessore Caudo: «Serve la metropolitana»
«Il vero interesse pubblico è la metro. Lo abbiamo sempre detto». E' stato lapidario l'assessore
capitolino Giovanni Caudo. Il titolare all'urbanistica, che si prepara a sbarcare a New York con il sindaco di Roma, Ignazio Marino, parlando con l'agenzia Dire ha messo in secondo piano qualsiasi prescrizione avanzata nella conferenza dei servizi da dipartimenti, enti interessati e regione lazio, perché «non si può concepire un'opera pubblica come un nuovo stadio costruendo
solo strade. Dov'é l'interesse pubblico? Dov'é l'utilità nel riempire di macchine il lungotevere o la via ostiense?».
Il vero obiettivo dell'amministrazione è quindi uno: «cambiare la modalità con cui si va allo stadio, non più con il mezzo proprio ma con la metro. E' questo l'unico cambiamento che genererebbe un interesse davvero per la collettività».
Inutile quindi - secondo Caudo - pensare a varianti, nuovi svincoli, nuove rotatorie e congiungimenti di strade senza la metro. In questo l'amministrazione non intende retrocedere nemmeno di un millimetro.

Progetto a rischio quindi? Non a detta di Caudo, secondo il quale un Tpl efficiente dovrebbe essere prioritario anche per il patron della Roma, James Pallotta: «la Roma ha tutto l'interesse che i giorni delle partite - e anche gli altri - la città non si trasformi in un inferno. Penso che quindi una soluzione tra le parti si troverà».

E per quel che riguarda le cubature? «La cubatura non si riduce, bensì si corrisponde la sul (superficie utile lorda) equivalente a opere che noi riteniamo di interesse pubblico». Questa quindi la richiesta che verrà presentata durante il colloquio di venerdì negli stati uniti tra il sindaco
marino, lo stesso assessore Caudo e Pallotta: un maggiore stanziamento per il prolungamento della metro B (da 10 a 50 milioni) e un premio di cubatura forse minore rispetto a quelle
che erano le stime iniziali.
Tuttavia il problema potrebbe non risolversi con lo stanziamento richiesto dall'amministrazione. Intervenire sulla linea B della metro infatti, secondo alcune fonti, richiederebbe più del doppio (circa 110 milioni) rispetto a quanto richiesto e cui andrebbero ad aggiungersi i poco più di 10 milioni necessari per la riqualificazione della Roma-Lido.

Le prime risposte, comunque, si potranno avere al termine del colloquio previsto nella grande mela. Un incontro per cui si è preferito accelerare i tempi nonostante lo stesso Pallotta fosse dato nella capitale, nella peggiore delle ipotesi, per fine agosto in occasione dell'inizio del campionato. «C'é la volontà- ha spiegato Caudo- di rispettare le scadenze, non volevamo ridurci a fine agosto e abbiamo sfruttato il viaggio a Philadelphia previsto da Marino per poter affrontare la questione dal vivo». Un viaggio lampo, «che durerà solo la giornata di venerdì».
E poi? «Poi io tornerò a casa - ha concluso - e Marino proseguirà la sua vacanza».

Pedica (Pd): «Si è già perso troppo tempo»
«Il nuovo stadio della Roma è un'opera fondamentale non solo per la squadra e i suoi tifosi ma anche per dare nuovi posti di lavoro e riqualificare il territorio nel quale sorgerà». È quanto afferma Stefano Pedica, membro della direzione del Pd del Lazio.
«Qualcuno nella politica locale vuole perdere tempo, e per quanto mi riguarda se ne é perso fin troppo. La nuova opera- sottolinea- darà occupazione a tanti giovani, anche attraverso la realizzazione di tutte le infrastrutture previste dal progetto. Mi auguro che i lavori inizino al più presto e questo ping pong irresponsabile cessi, perché le tante imprese del lazio pulite e trasparenti vogliono contribuire a costruire un polo importante per la città e per il futuro di tanti giovani».

(fonte: Ansa e Dire)


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