Città e Urbanistica

Roma dà il via libera alla Città della scienza a via Guido Reni, investimenti per 300 milioni

Alessandro Lerbini

L'assesore Caudo: «A settembre il concorso di progettazione internazionale». L'area potrà ospitare circa 200 alloggi, di cui 75 sociali, e strutture ricettive

La Città della scienza insieme a piazze, servizi per il quartiere e aeree verdi. Il disco verde è arrivato dall'assemblea di Roma capitale, che ha approvato (con 19 voti favorevoli, 11 contrari e nessun astenuto) il recupero e la trasformazione dell'ex stabilimento militare di macchine elettriche di via Guido Reni, nel quartiere Flaminio.
Un intervento che nasce, nel novembre scorso, dall'accordo tra il sindaco Marino e l'allora ministro dell'Economia Saccomanni.
L'area, di proprietà di Cdp investimenti Sgr sarà completamente trasformata e potrà ospitare residenze, circa 200 alloggi di cui 75 sociali, e strutture ricettive, in totale sono 45 mila mq di costruito, circa la metà di quanto previsto dalla delibera dell'amministrazione precedente che la sera del 6 agosto è stata revocata.

«Con questa approvazione - afferma l'assessore all'Urbanistica, Giovanni Caudo - si dà una sede alla Città della scienza. Dopo oltre venti anni di dibattito oggi Roma ha un luogo e una parte delle risorse per la sua costruzione. Il progetto prevede infatti che la trasformazione faccia incassare al Comune oneri straordinari per almeno 43 milioni, oltre quelli ordinari che serviranno per la realizzazione dei servizi di quartiere. Grazie al lavoro del sindaco Marino, questa delibera è anche una assunzione di condivisione di un diverso modo di fare urbanistica nella nostra città che privilegia il riuso degli spazi già costruiti. Un segnale politico molto importante in vista delle scelte che ci aspettano con altri immobili da dismettere e da valorizzare».

«La strategia della rigenerazione urbana annunciata nel programma di Marino, in pochi mesi ha preso corpo non solo con questa trasformazione ma con altri atti già assunti nei mesi scorsi, come la delibera che sblocca le procedure per la trasformazione di circa 9.500 ettari di città costruita, le procedure per i Print di cui il primo bando è già stato pubblicato, o quella per la riqualificazione dell'area della ex fiera - ha continuato Caudo-. L'intervento di via Guido Reni porta risorse importanti nella città con un investimento che sarà di circa 300 milioni di euro, occasione per imprese locali di poter partecipare alla realizzazione, con ricadute positive in termini occupazionali nella fase di costruzione e per le attività che vi saranno insediate».

«L'ultima caserma oggetto di trasformazione risale a circa venti anni fa, la caserma Pepe e Sani a piazza Vittorio, oggi siamo a una svolta di concretezza che ha un valore straordinario. Un lavoro iniziato in giunta e proseguito poi in commissione urbanistica e ancora in assemblea con
la partecipazione e l'apporto effettivo di tutta la maggioranza ma anche con suggerimenti che sono venuti dall'opposizione e che hanno contribuito a completare i contenuti del progetto. E' Stato un lavoro nell'interesse della città e ringrazio tutti i consiglieri che hanno con determinazione voluto l'approvazione della delibera, in un lavoro di squadra fondamentale per il cambiamento di Roma - ha concluso Caudo -. Ora il lavoro prosegue per dare attuazione alla
delibera a partire dalla pubblicazione del bando per il concorso di progettazione internazionale che contiamo di avviare già a settembre».


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