Città e Urbanistica

La Difesa dismette 13 caserme per un milione di mq a Roma, Milano e Torino

Massimilano Carbonaro e Alessandro Lerbini

Il compito delle amministrazioni sarà quello di attribuire una destinazione urbanistica sostenibile agli immobili inserendoli così nella pianificazione complessiva cittadina, premessa indispensabile per l'immissione dei beni sul mercato

Un milione di metri quadrati dismessi dalla Difesa, per un totale di 13 complessi immobiliari a
Roma, Milano e Torino, saranno oggetto di trasformazione e rifunzionalizzazione: il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha firmato il 7 agosto tre protocolli d'intesa con il direttore generale dell'Agenzia del demanio, Stefano Scalera, e i sindaci dei Comuni di Milano, Giuliano Pisapia, Roma, Ignazio Marino, e Torino, Piero Fassino.
L'obiettivo, secondo il Ministero, è razionalizzare le infrastrutture in uso alle Forze armate per ridurre le spese, abbattere il debito pubblico, ridurre fitti passivi, dare impulso all'occupazione, valorizzare e riqualificare importanti porzioni cittadine.
Il compito delle amministrazioni comunali sarà quello di attribuire una destinazione urbanistica sostenibile agli immobili inserendoli così nella pianificazione complessiva cittadina, premessa indispensabile per l'immissione dei beni sul mercato.

Firmata anche una lettera d'intenti con l'Anci per condividere la stesura, entro il 15 settembre, di una norma di semplificazione in materia urbanistica "che faccia perno su concetti di premialità e tempi certi".

ROMA
A Roma sei stabilimenti militari non più in uso passano dal ministero della Difesa a Roma Capitale, per un totale di circa 334mila metri quadri (di cui 65.600 edificati) per una volumetria totale esistente di 347mila metri cubi.
Il Campidoglio ottiene il Forte Boccea e l'area libera adiacente (via Boccea 251), le caserme Ulivelli (via Trionfale 7400, destinata a nuova sede del Municipio XIV), Ruffo (via Tiburtina 780) e Donato (via del Trullo 533), lo stabilimento trasmissioni di viale Angelico 19 e la direzione magazzini del commissariato di via del porto fluviale.
Sei immobili che facevano già parte dei 15 del protocollo d'intesa firmato nel 2010 tra la Difesa (allora guidata da Ignazio La Russa) e il Comune di Roma (il primo cittadino era Gianni Alemanno), scaduto però senza dare frutti l'anno seguente.

MILANO
Sono tre i primi spazi individuati dal Ministero della Difesa sul territorio del Comune di Milano che passeranno dalle forze armate al Demanio per poi tornare alla città. Piazza delle Armi in via delle Forze Armate (328mila mq di superficie), i magazzini di Baggio in via Olivieri (58mila mq e slp esistente 88mila mq circa) e la caserma Mameli in via Suzzani (117mila mq, slp esistente 40mila) sono stati consegnati dalle forze armate all'Agenzia del Demanio per poi essere inseriti all'interno di un programma di dismissione che prevede che questi ambiti siano valorizzati dall'amministrazione comunale.

Grazie a questo accordo parte un rapporto di collaborazione con il Comune lombardo, un rapporto che dovrebbe portare alla dismissioni di ulteriori immobili militari che dovrebbero essere in seguito dismessi dal Ministero (ancora però tutti da individuare). In base al Protocollo, della durata di un anno e a cui dovrà seguire un accordo di programma attuativo entro questa scadenza, il Comune si impegna ad avviare le attività per la valorizzazione di questi beni conformando le nuove destinazioni urbanistiche, in coerenza con gli indirizzi del Piano di Governo del Territorio o promuovendo accordi di programma per la variazione degli strumenti di programmazione urbanistica.

"Per quanto riguarda Piazza d'Armi in via Forze Armate – ha detto il Sindaco Giuliano Pisapia – potremo restituire a Milano un parco in una zona di periferia. La caserma Mameli di via Suzzani può, invece, essere utilizzata per interventi di edilizia convenzionata, oltre al recupero di strutture per servizi sociali o per iniziative culturali". Fino a questo momento era un patrimonio rimasto bloccato nonostante si parlasse delle dismissioni degli immobili della Difesa da lungo tempo. Ma procedere era particolarmente complicato dal fatto che molte di queste strutture militari sono vincolate. I beni dismessi, oggetto del protocollo vengono soprattutto dall'Esercito ma ci si aspetta che anche Marina e Aeronautica si attivino in questa direzione.

"L'obiettivo è passare dai fatti alla concretezza in tempi oggettivamente brevi – ha aggiunto il Sindaco Pisapia – con una effettiva consegna alla città di questi immobili. Ne faremo – ha completato il primo cittadino – un grande parco, delle case al servizio dei soggetti più deboli e poi abbiamo un'idea che riguarderà i più piccoli. Abbiamo già un museo per bambini, ho sempre sognato la Città dei bambini e di questo parleremo con i cittadini. Sono luoghi bellissimi che possiamo restituire alla città e alla collettività".

TORINO
Le caserme dismesse dovranno ospitare "destinazioni funzionali ai programmi di trasformazione urbana delle citta". Lo ha detto il sindaco di Torino, Piero Fassino. "A Torino si tratta di quattro grandi spazi collocati tutti in zone centrali e o semicentrali - ha spiegato - che quindi si prestano a finalità plurime: residenze universitarie, accorpamento di funzioni amministrative, attività culturali e sociali, housing sociale». Il presidente dell'Anci ha anche chiarito che "nelle città si creeranno dei gruppi di lavoro per definire, entro un anno, le destinazioni degli strumenti urbanistici". Fassino ha poi osservato che "le dimensioni e l'ubicazione delle caserme consente di mobilitare capitali pubblici e privati, per costruire partnership essenziali in questo momento di crisi economica".


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