Città e Urbanistica

Urbanistica, nodi piano strutturale e incentivi al rinnovo nei primi commenti

Alessandro Arona

I presidenti dell'Ance Paolo Buzzetti e dell'Inu Silvia Viviani analizzano il testo di riforma urbanistica della Commissione Lupi, anticipato da «Edilizia e Territorio»

Una iniziativa importante, quella del ministro Lupi, di proporre un testo "di governo" sulla riforma urbanistica, soprattutto per dare finalmente "copertura legislativa statale" alle molte innovazioni locali degli ultimi 15 anni, rimaste spesso in un limbo di incertezza giuridica. Però va fatto un passo più coraggioso verso un testo più innovativo, che sappia guardare anche ai prossimi 15 anni.
Questi in sostanza i primi commenti a caldo alla bozza di Ddl elaborato della Commissione nominata dal ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi , e coordinata dal capo della segreteria tecnica, Enrico Seta (bozza anticipata da «Edilizia e territorio» sul sito Internet). Commenti che vengono dall'Associazione costruttori e dall'Inu, operatori e tecnici della trasformazione urbana. Nessun commento, invece, da Regioni e Comuni, come sempre restii a commentare le bozze. Così come i Consigli nazionali di architetti e ingegneri, che si riservano un commento più meditato.
I contenuti del Ddl sono sintetizzati nello schedone qui a destra (al ministero fanno comunque sapere che ulteriori "limature" sono in corso).
L'Inu apprezza l'iniziativa del ministro Lupi. «Esprimiamo soddisfazione – scrivono in un comunicato – per la definizione di temi che proponiamo da tempo, tra i quali: il ricorso alla semplificazione, alla perequazione (anche territoriale), alla compensazione e alla fiscalità immobiliare; il rinnovo urbano (anche in riferimento alle esperienze dei programmi complessi), che assegna centralità all'innalzamento del livello di coesione sociale; l'edilizia residenziale sociale, che trova compiutezza quale componente della rigenerazione urbana; la definizione dei diritti edificatori».
«Bene anche – spiega l'Inu – la formalizzazione di modalità operative già praticate grazie alle riforme regionali e alle buone pratiche locali, fin qui condotte senza una cornice legislativa nazionale: la rilocalizzazione degli insediamenti esposti a rischi naturali e tecnologici, la premialità ai fini della riqualificazione urbanistica, l'individuazione dei tempi di approvazione dei piani operativi comunali, la rimodulazione degli oneri di urbanizzazione in funzione dei contesti, la definizione di un contributo straordinario per le trasformazioni urbane».

PIANO STRUTTURALE
Lo sdoppiamento della pianificazione tra strutturale e operativa è apprezzata ormai universalmente. «Ma il piano strutturale di livello comunale – osserva la presidente dell'Inu, Silvia Viviani – ha comportato tempi lunghi e non ha risolto l'esigenza di pianificazione di Area vasta. Noi proponiamo di concentrare la parte strutturale, strategica e non conformativa della pianificazione sull'Area vasta (Città metropolitane e Unioni dei Comuni) e di lasciare ai singoli Comuni il compito di dedicarsi operativamente alla rigenerazione diffusa, al progetto urbanistico e al rinnovo urbano».

PEREQUAZIONE
Bene la legittimazione delle pratiche locali, commentano sia l'Inu che l'Ance, ma dopo 15 anni di sperimentazioni positive dobbiamo fare un passo in più: prevedere che perequazione e compensazioni siano pratiche obbligatorie per tutti i Comuni. «Pur non vietando, in astratto, l'esproprio» dice Silvia Viviani.

RINNOVO URBANO
Questa parte della bozza Lupi va oltre la semplice cornice normativa statale, ma delinea una linea di politica economica: spingere con incentivi fiscali e urbanistici la riqualificazione urbana, per ridurre il consumo di suolo e rinnovare e rendere più efficiente (su consumi e antisismica) il patrimonio edilizio esistente. «Bene – commenta il presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti – ma se il Governo vuole spingere in questa direzione, allora questa parte va stralciata dalla riforma urbanistica, che ha necessariamente tempi lunghi, e va inserirla subito in un decreto legge. È una misura da fare subito, anche come misure di stimolo all'edilizia e all'economia».
L'Ance propone anche di introdurre sgravi fiscali che incentivino direttamente gli investimenti delle imprese in rinnovo urbano (si veda sul nostro sito).
Il "pacchetto fiscale" è naturalmente il più delicato nel testo Lupi, e andrà necessariamente condiviso con il ministero dell'Economia e con il premier, Matteo Renzi.


© RIPRODUZIONE RISERVATA